Posts Tagged ‘gay’

Strisce rosa

febbraio 25, 2008

Perché, ascoltando la Tatangelo, mi viene da chiedere al comune il parcheggio disabili?

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Heath Ledger

gennaio 23, 2008

Lui mi aveva fatto piangere. Ora è il momento di piangere lui.

Cosa “ci” minaccia…

gennaio 16, 2008

Parliamo un po’ a lungo, al telefono, con l’amica cattolica che è lì, stressata, non capisce chi è che ce l’ha col papa. Poi mi interroga col “voi” più offensivo che c’è: “da che cos’è che vi sentite minacciati, voi che lo contestate?”.

Io, non noi, non lo contesto, perché ritengo la religione una cosa dolce e giusta, anche se io non sono credente. E’ lui che contesta me. Io, non noi, mi sento minacciato da una predicazione che mi esclude dal numero delle persone civili e mi mette tra i disordinati e i malati. Che si fa supporto nobile di altre mille piccole possibili discriminazioni meschine e private. Da una predicazione che si fa politica e ideologia per chiedere per se stessa principi liberali e liberi che a me vengono negati. Non mi sento minacciato nella libertà, mi sento minacciato nell’esistenza. E voglio poter parlare con Io e non con Noi. Perché dentro Noi c’è già discriminazione e appiattimento.

Ha messo giù.

Contronatura è naturale…

gennaio 4, 2008

(…) Siamo così giunti al paradosso che ciò che si diceva contronatura è naturale, e ciò che si
diceva naturale è contronatura. Ricordo che De Marsico (collaboratore del Codice Rocco)
in una brillante arringa in difesa di un mio film, ha dato del “porco” a Braibanti, dichiarando
inammissibile il rapporto omosessuale in quanto inutile alla sopravvivenza della specie:
ora, egli, per essere coerente, dovrebbe, in realtà, affermare il contrario: sarebbe il rapporto
eterosessuale a configurarsi come un pericolo per la specie, mentre quello omosessuale
ne rappresenta una sicurezza. In conclusione: prima dell’universo del parto e dell’aborto
c’è l’universo del coito: ed è l’universo del coito a formare e condizionare l’universo
del parto e dell’aborto. Chi si occupa, politicamente, dell’universo del parto e dell’aborto
non può non considerare come ontologico l’universo del coito -– e non metterlo dunque in
discussione – se non a patto di essere qualunquistico e meschinamente realistico. Ho già abbozzato
come si configura, oggi, in Italia, l’universo del coito, ma voglio, per concludere riassumerlo (…)
Tale universo include una maggioranza totalmente passiva, e nel tempo stesso violenta,
che considera intoccabili tutte le sue istituzioni, scritte e non scritte. Il suo fondo è tuttora
clerico-fascista con tutti gli annessi luoghi comuni. L’idea dell’assoluto privilegio della
normalità è tanto naturale quanto volgare e addirittura criminale. Tutto vi è precostituito e
conformistico, e si configura come un “diritto”: anche ciò che si oppone a tale “diritto” (compresa
la tragicTale universo include una maggioranza totalmente passiva, e nel tempo stesso violenta,
che considera intoccabili tutte le sue istituzioni, scritte e non scritte. Il suo fondo è tuttora
clerico-fascista con tutti gli annessi luoghi comuni. (…)

Sono parole di Pier Paolo Pasolini, scritte il 19 gennaio 1975, e riportate per intero dal Foglio di ieri. Ferrara le mette là perchè Pasolini colpisce duro sull’universo dei diritti, dal quale Ferrara stesso vuole l’uscita dell’aborto. Universo dei diritti che lui – cattolico e comunista in radice, Pasolini dico, – non concepiva.

Però coglieva, guarda un po’, l’elemento opportunistico, utilitaristico – non concorre alla sovrappopolazione mondiale – di legittimazione dell’omosessualità. Un passo oltre, e sarebbe stata possibile la descrizione di un diritto: ma si scrive diritto dove non c’è più colpa in chi lo scrive, ma responsabilità, e desiderio di ridurre il male e il disordine. Ferrara vuole riportarci tutti a quel tempo aurorale in cui, non essendo più notte, non è nemmeno ancora giorno, in cui scriveva e pensava Pasolini, e nel quale morì quell’anno stesso.

Per uno che viene dal Buio a Mezzogiorno va bene, per un mondo che ha provato a balbettare diritti di esistenza no.

L’inchiesta di Davide Varì su Liberazione

dicembre 24, 2007

Ecco il testo dell’inchiesta di Davide Varì, apparsa ieri, 23 dicembre, su Liberazione.

E questa è la dichiarazione di Aurelio Mancuso, che chiede l’intervento dell’ordine degli psicologi.

Davide si è finto omosessuale desideroso di cura. Ed ecco cos’ha scoperto…

Mi forzo, e da ateo convinto prego con lui. Finito il momento di raccoglimento Don Giacomo, con la stessa delicatezza, mi invita a continuare il mio racconto. «La tua relazione con Luca – mi dice – è stata passiva o solo attiva?». Don Giacomo vuol sapere se ho «subito» oppure no una penetrazione. Deve essere solo quello il discrimine fondamentale per capire se davanti a sé c’è un vero omosessuale. «Attivo e passivo», dico di botto. «E mi è anche piaciuto», rispondo quasi in senso di sfida, di fronte a quella domanda così volgare. Volgare non per la cosa in sé, quanto, piuttosto perchè per la prima volta inizio a intravedere, o almeno così mi sembra, i veri pensieri di quel prete così giovane e cordiale. Uno squarcio che smaschera il giudizio che ha di me, anzi, di “quelli come me”. Leggi il seguito di questo post »

Simboli

dicembre 19, 2007

“Tutte le vittorie simboliche sono vittorie vere” dice oggi Marco Pannella sul Giornale, commentando l’approvazione della moratoria.

Non mi piacciono le cose simboliche, spiegava ieri Walter Veltroni al Foglio, parlando d’altro. “Mi piace che il Comune si costituisca parte civile quando un omosessuale viene aggredito”, “Mi piace dedicare una strada al nome di un omosessuale ucciso”.

Gli piace.

Ma che bravo Alberto, gay di destra. O solo contemporaneo?

novembre 22, 2007

Questo Alberto Ruggin è un politico nato. Nel dibattito ad Otto e Mezzo è riuscito a difendersi bene, non solo dalle manipolazioni da suburra fascistoide di un Camillo Langone, ma anche dai raffinati spostamenti di senso che proponeva Ferrara, tenendo il punto della “pubblicità”. Dalle cose che dice io dissento, in parte, perché propone e rivendica un modello di convivenza dell’omosessualità dentro la chiesa contemporanea.

E per capirlo, che sia impossibile viverci senza mutilazioni della propria dignità e realtà personale, basta ascoltare le parole di don Ermis Segatti, che ha parlato da Torino (“l’ostentazione dell’omosessualità offensiva della dignità”). Al sacerdote è scappato uno splendito lapsus, parlando dl gay pride: “Lì siamo proprio outside”. Non potrei essere più d’accordo. Per loro basta essere “inside”.

E così Paolo Colonna è servito (dico con ironia), lui che si poneva il problema di non conoscere “gay di destra” che fossero capaci di far politica in modo aperto. Alberto lo è, e non somiglia né a lui o a me né alla sua destra. E’ un animale nuovo (animale politico).

Coming out senza frontiere

novembre 20, 2007

Distrutto dalla stanchezza, torno a casa e l’occhio mi cade su Bonolis e ripenso a quello che  scrive Paolo Colonna sul ragazzo iscritto a Forza Italia che il suo parroco ha fatto fuori e che oggi spopolava e sconcertava tutti noi sui giornali (ripenso anche a quello che scrive Paolo sui “gay di destra”).

Mi metto lì, voglio capire, ma poi, davanti alla gara alla “giochi senza frontiere” tra etero e gay, sulla corsa del triciclo, il lancio del prosciutto, l’arrampicata sulla rete e il rodeo del toro di cartone, mi è presa l’angoscia, col tabellone dei punteggi diviso in due campi, etero e gay. Forse anche perché il concorrente gayo, grasso come un leone marino, incarnava uno stereotipo di “frocio imbranato”, che si faceva dire da Bonolis, “lei è ingrifato”.

Ce l’avessero dato almeno atletico il rappresentante di categoria. In ogni caso non lo reggo, lo show del coming out catodico. Mi sento vecchio e spiazzato, non era questa la cittadinanza che mi figuravo di avere.

F.U.O.R.I. ?

novembre 6, 2007

Rispondendo alle perplessità di Aurelio Mancuso, Marco Pannella ha proposto al congresso di Padova dei radicali lanciando l’idea della ricostituzione del F.U.O.R.I., fronte unitario degli omosessuali italiani, prima organizzazione non gay, ma di libertà sessuale in questo paese (la storia). Chissà cosa ne penserà Angelo Pezzana, che quell’organizzazione fondò.

Ho cercato qualche documento video del tempo e ho trovato questo spezzoncino di 8 minuti di una tribuna politica di Adele Faccio, che parla di tutta la sessualità umana e della necessità di liberarla. Mi pareva di star scavando un relitto, se lo confronto con l’aria di oggi. Ma poi ci ho ripensato, questo reperto, che parla della sessualità umana e non di omosessualità, ha la forza di una impostazione vincente che, contrapposta alla frammentazione dei movimenti gay parcheggiati nell’angolino della sinistra che li ha prima ghettizzati e poi resi nulli, dice molto.

Il video

A’ mamma…

novembre 1, 2007

E finalmente qualcuno che riesce, partendo da se stesso, a fare una critica della dipendenza maschile/meridionale, nelle accezioni sia gay che etero. E riesce a identificare il Nemico che c’è sotto. Parlo di Totentanz… 

p.s.

obietterei sull’accento di “a’ mamma”, io sapevo che si dicesse “a’ mammà”