Archive for the 'diario' Category

Next step

novembre 30, 2008

Ritirarsi in buon ordine. Non c’è altra strada. Tanto quello che si poteva avere dalla vita lo si è avuto (le alternative meglio non dirle)

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L’altro che mi definisce

luglio 6, 2008

Ho amato donne, ho amato uomini. Ma oggi, stringendoti, ho creduto di sapere di aver sempre cercato questa idea di me. Perché l’idea di te che l’altro ti restituisce nella relazione è tutto, no? 

Altrimenti basterebbero cose solitarie, o cose frettolose.

Siamo carne incoerente

giugno 18, 2008

– A. Biglietto, prego… uh ciao, come stai? Mi riconosci, sì?

– B. Certo che ti riconosco. Mi ricordo bene di tutti, anche degli amori passeggeri

– A. Come stai?

– B. Molto bene, davvero. Era tempo che non stavo così

– A .Senti, ma lo sai che ci siamo visti e tu non mi hai riconosciuto?

– B. Ah sì, e quando?

– A. Al Pride?

– B. Non mi ricordo

– A. Ma sì, io stavo sul carro Indecororsi, e ballavo, e ti facevo dei gesti cone le mani, ma tuu ti vergognavi di salutarmi, che poi tutti i giornalisti stronzi hanno scritto “indecorosi”, ma sul carro c’era scritto indecororsi…

– B. Non mi vergognavo… va be’ insomma, che fai?

– A. Lavoro, vivo, la mia relazione di 9 anni è finita. Quest’estate vado – era tanto che non lo facevo – a rifare uno dei miei ritiri spirituali dai francescani nell’alto Lazio.

– B. Capisco. Ti dispiace? dovrei scendere…

Valentain

febbraio 14, 2008

Ero già sul divano, mi preparavo all’abbiocco serale. Mi presenti questo pacchetto quadrato, e mi dici “auguri”.
Non sono abituato a san valentino: quando avevo non festeggiavo, o forse sì in quegli 11 anni, qualche volta dimenticata. E oggi tutto avrei pensato, tranne che mi avresti regalato l’ipoddino da occhiello. Gaffe.
Ho raddoppiato la gaffe stamattina. Ti svegli e mi dici auguri. Ho la forte sensazione di non meritare tutto questo. A parte le pippe ideologiche che mi faccio sulla melensaggine della festa in sé, tu mi hai fatto festa e io no. Non sono abituato a stare bene, per me la guerra non finisce mai, sono uno in trincea. Anche quando facevo il corteo per i pacs, mi ripetevo: è per gli altri, non per me.

Casa chiusa

febbraio 7, 2008

Dovrò trovare una cantina. Fino a quando non avrò un’altra casa dove mettere questi mobili. E i libri, che non finiscono mai. Perché ne compro tanti? C’è il giardino che ho usato poco. C’è la stanza che lui chiamava media room. C’è l’impianto elettrico che non ho mai finito. Nei cassetti qualche t-shirt di amanti di passaggio, gente che non è durata. Le foto dei miei figli. Nessuna delle persone che ho amato qui. E’ come se nemmeno gli spiriti volessero abitare con me. Chiudo questa casa, l’ho venduta, finisce un periodo pesante della mia vita. Eppure piango un po’, mentre metto in moto l’auto e la guardo sparire nello specchietto retrovisore.

*avvertenza sui testi di fiction 

Son cose da chiedersi

febbraio 5, 2008

A furia di guardare i dvd di Six Feet Under mi comincio a chiedere: ma dovrò farmi cremare?

Agnelli mannari *

febbraio 2, 2008

A – Insiste a ferirti, appena può. Lo fa disseminando in qualche blog allusioni su di te, cose senza significato per tutti gli altri, cose che invece per te sono accuse infamanti. Parole di cui è certo che ti arriveranno.

B – E allora, cosa dovrei fare?

A – Ribellarti a tutto questo.

B – Non si può, non resta che subire e sentire il dolore che cresce dentro. Subire la propria diffamazione a puntate.

A – Ribellati. Sono undici anni della tua vita che ne vengono continuamente insozzati, tutti quelli che siete stati insieme.

B – Non si può niente contro quelli che odiano gratis. Contro i coltivatori del rancore. Non avendo una causa reale, il loro furore si auto genera di continuo. E’ gente che ha una capacità mitopoietica, che ricostruisce i fatti, che sa farsi vittima e convincere gli altri. Sono agnelli mannari. Del resto lo disse: “Hai una sola certezza: il mio odio per te non si esaurirà mai”

A – Possibile che non si possa far niente? Sarà almeno le quinta volta che lascia andare allusioni, insulti, insinuazioni. Perché ha questo potere su di te?

B – Ho fatto la cosa più disperata. Ho scritto una lettera a un suo amico, di cui non so l’indirizzo. Ho tirato a indovinare quello e anche la disponibilità ad ascoltare la mia richiesta: consideratemi una persona che non ha fatto male a nessuno, ho diritto a vivere in pace con i miei ricordi. L’ho detto a lui, o forse a chi leggerà questa mail che vaga per la rete: giudicate un amore per ciò che è stato, non per ciò che uno dei due ne dice.

A Ti hanno risposto? Non hai detto perché ha questo potere su di te?

B – Nessuna risposta, neanche dal server in automatico. Ma forse era sbagliato l’indirizzo, o sbagliata la persona, o sbagliata la lettera. E in quanti ai colpi, quelli arrivano. Inutile fingere di no. E a dirla tutta, il suo potere è nel persistere della mia memoria. Nella mia versione dei fatti, che ha bisogno di mantenere un ricordo positivo per le scelte che ho fatto, per il dolore che ho dato ad altri pur di stare con lui. In qualche modo, mi sono fatto custode della memoria positiva di quegli undici anni. Anche a nome suo. Per farlo sono obbligato a non rispondergli sullo stesso piano. Su questa scelta, lui affonda i suoi colpi.

* (avvertenza sui testi di fiction)

Maniere

gennaio 19, 2008

Mi fai il caffé. Ti dico grazie. Non sono mai stato così educato. Con l’età si diventa più opportunisti,forse più previdenti.

Anno nuovo (abitare il tempo)

gennaio 3, 2008

Once having shat

in his new apartment,

he began to feel at home

(Auden, Shorts)

Dopo aver defecato/una volta nel nuovo appartamento/incominciò a sentirsi a casa

 

31 blue

dicembre 31, 2007

A questo punto del 31 dicembre, diciamo verso le due di pomeriggio, i pensieri occupano il vuoto e si fanno ricordo. E vorresti aver ballato Old Man River  Moon River – Breakfast at Tiffany (li confondo sempre, acc) con chi sai, una sola volta ancora e per quest’unica volta, abbracciati come fantasmi fuori dal tempo, per brindare a tutti i momenti che hai abitato e perduto.

auguri, giovani, ci si risente a spumante smaltito.