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Agnelli mannari *

febbraio 2, 2008

A – Insiste a ferirti, appena può. Lo fa disseminando in qualche blog allusioni su di te, cose senza significato per tutti gli altri, cose che invece per te sono accuse infamanti. Parole di cui è certo che ti arriveranno.

B – E allora, cosa dovrei fare?

A – Ribellarti a tutto questo.

B – Non si può, non resta che subire e sentire il dolore che cresce dentro. Subire la propria diffamazione a puntate.

A – Ribellati. Sono undici anni della tua vita che ne vengono continuamente insozzati, tutti quelli che siete stati insieme.

B – Non si può niente contro quelli che odiano gratis. Contro i coltivatori del rancore. Non avendo una causa reale, il loro furore si auto genera di continuo. E’ gente che ha una capacità mitopoietica, che ricostruisce i fatti, che sa farsi vittima e convincere gli altri. Sono agnelli mannari. Del resto lo disse: “Hai una sola certezza: il mio odio per te non si esaurirà mai”

A – Possibile che non si possa far niente? Sarà almeno le quinta volta che lascia andare allusioni, insulti, insinuazioni. Perché ha questo potere su di te?

B – Ho fatto la cosa più disperata. Ho scritto una lettera a un suo amico, di cui non so l’indirizzo. Ho tirato a indovinare quello e anche la disponibilità ad ascoltare la mia richiesta: consideratemi una persona che non ha fatto male a nessuno, ho diritto a vivere in pace con i miei ricordi. L’ho detto a lui, o forse a chi leggerà questa mail che vaga per la rete: giudicate un amore per ciò che è stato, non per ciò che uno dei due ne dice.

A Ti hanno risposto? Non hai detto perché ha questo potere su di te?

B – Nessuna risposta, neanche dal server in automatico. Ma forse era sbagliato l’indirizzo, o sbagliata la persona, o sbagliata la lettera. E in quanti ai colpi, quelli arrivano. Inutile fingere di no. E a dirla tutta, il suo potere è nel persistere della mia memoria. Nella mia versione dei fatti, che ha bisogno di mantenere un ricordo positivo per le scelte che ho fatto, per il dolore che ho dato ad altri pur di stare con lui. In qualche modo, mi sono fatto custode della memoria positiva di quegli undici anni. Anche a nome suo. Per farlo sono obbligato a non rispondergli sullo stesso piano. Su questa scelta, lui affonda i suoi colpi.

* (avvertenza sui testi di fiction)