Archive for the 'vestiti' Category

Coming out senza frontiere

novembre 20, 2007

Distrutto dalla stanchezza, torno a casa e l’occhio mi cade su Bonolis e ripenso a quello che  scrive Paolo Colonna sul ragazzo iscritto a Forza Italia che il suo parroco ha fatto fuori e che oggi spopolava e sconcertava tutti noi sui giornali (ripenso anche a quello che scrive Paolo sui “gay di destra”).

Mi metto lì, voglio capire, ma poi, davanti alla gara alla “giochi senza frontiere” tra etero e gay, sulla corsa del triciclo, il lancio del prosciutto, l’arrampicata sulla rete e il rodeo del toro di cartone, mi è presa l’angoscia, col tabellone dei punteggi diviso in due campi, etero e gay. Forse anche perché il concorrente gayo, grasso come un leone marino, incarnava uno stereotipo di “frocio imbranato”, che si faceva dire da Bonolis, “lei è ingrifato”.

Ce l’avessero dato almeno atletico il rappresentante di categoria. In ogni caso non lo reggo, lo show del coming out catodico. Mi sento vecchio e spiazzato, non era questa la cittadinanza che mi figuravo di avere.

Fasci di luce

luglio 29, 2007

Il professor Vattimo sul Corriere diciamo che mette la giusta distanza tra i dubbi sull’avvenimento specifico e il problema politico che il bacio gay denunciato a Roma ha scoperchiato. Perché è molto probabile che quei due stessero andando fuori dal seminato, ma c’è la voglia di andare a cercare le impronte delle scarpe con ogni lampadina disponibile. E allora il problema è la voglia di cercare con la pila e con i riflettori, come fa la polizia, ogni sera, a Valle Giulia a Roma ed in mille altre posti di battuage. I bravi tutori dell’ordine sanno che è la loro luce che rende pubblico l’atto che denunceranno come osceno. Quel fascio di luce ritaglia un problema politico che fasci altrove si incaricheranno di stigmatizzare.

Da parte nostra ci vorrebbe la capacità (sono il solito pazzo) di pensare due pensieri contemporaneamente: dire che siamo contro l’omofobia, e andare a baciarci in pubblico, e saper fare un discorso serio su certe abitiduni che più che i luoghi e i passanti, che non vedono una cicca, offendono noi – e ci mettono a rischio, prima di tutto dell’incolumità fisica, prima che delle denunce. (epperò c’è gente che non ha casa “libera”).

E cambiando argomento ma non troppo, dopo un cinema ieri sera, mi fermo con amici, che stavano in un’altra auto, a bere una cosa in piazza della Repubblica a Roma, a un Mc Donald’s dove uno del gruppo voleva mangiare perché aveva fame. Non faccio in tempo ad attraversare la strada, dal parcheggio al ristorante, che un ragazzo mi si avvicina, mi si attacca (col gesto tipico di chi vuole borseggiare) e mi guarda negli occhi fisso quando io mi volto. Me ne sono andato con uno scatto, e lui urlava: “Chi cazzo te credi d’esseee, a vecchiooo”. Il vecchio è due volte preda: come frocio da predare sessualmente e come “borghese” da derubare. Anche quello era un luogo pubblico. Ma non c’erano riflettori, e io ho avuto paura, perché tutto si è svolto così rapidamente che nemmeno chi stava con me mi ha creduto

mobile pride/ h. 15.30

giugno 16, 2007

pensavo di vestirmi con giacca e cravatta. ma fa proprio caldo. è solo caldo? o anche la consapevolezza che questo attacco generalizzato contro le trans e i colori è la forma più raffinata di omofobia che tentano di scagliarci addosso? intanto però la festa non è di dialogo e questo non va bene