Archive for the 'libri' Category

Citizen gay

gennaio 22, 2008

 Il 29 si presenta Citizen gay a Roma. L’ho appena comprato. Ne parlerò.

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Mendelsohn

novembre 10, 2007

“Gli scomparsi” di Daniel Mendelsohn (scheda) è un romanzo-diario-documentario scritto da uno che maneggia la scrittura e la narrazione come il respiro. No, la parola gay non c’è neanche una volta nelle prime 300 pagine (su 717) che ho letto fin qui, ma Mendelsohn, che gay è e che ha scritto un libro bellissimo non tradotto in italiano su identità e desiderio (The Elusive Embrace: Desire and the Riddle of Identity , qui il sito di DM), è un inteprete forte di un pensiero omosessuale non letterale, di una sensibilità omosessuale nella letteratura.

Gli Scomparsi (originale: The Lost: the Search for Six of Six Millions) è il diario di un’ossessione che dura da una vita, quella di ricostruire la storia della propria famiglia a partire dai sei parenti portati via dall’Olocausto, cercando di strappare il ricordo al nulla attraverso una foto ingiallita, la testimonianza di un vecchio ormai demente, giri inesauribili su internet e viaggi a non finire.

E’ come se l’ossessione di scacciare l’annullamento totale fosse più viva in un gay. Mendeslohn mi fa pensare al finale di “Mentre l’Inghilterra Dorme” di Leavitt, quando il protagonista ormai ottantenne, sa che con la sua morte il ricordo di quell’amore di 50 anni prima morirà con lui e non ci sarà più. Ricordo che quella notte non dormii per una crisi di pianto, e fu una notte importante per capire che era il momento di andare fino in fondo.

Il libro dell’estate?

luglio 18, 2007

Insomma mica c’è ancora. Ma gira in questa testa vecchia da tempo. Non è stato scritto e non ha preso nemmeno una forma ma è un’idea semplice di cambio di tema. Visto che i Cus non interessano nemmeno ai professionisti della politica gay e che anche i giovani gay emergenti di mestiere son tutti impegnati col partito democratico, io che alla loro politica non credo, forse per aver troppo creduto in passato, son qui che mi chiedo cosa fare dei tempi morti dell’estate – quando ci saranno, perché al momento si lavora ancora.

E l’idea è di cominciare a tessere un filo, e vedere col vostro aiuto cosa ne esce fuori. Questa è l’idea. Ma potrebbero essere cose assai psichedeliche.

La vecchiaia di “professor Gianni” – C’è una vita possibile

dicembre 19, 2006

“Complicato avere una famiglia eterosessuale ed essere omosessuale. Sì, certo. Costoso, soprattutto. Ma Aristotele lo faceva. Ma era un altro mondo, dirai. Appunto. Un altro mondo è possibile”

Ho finito di leggere “Non essere Dio”, di Gianni Vattimo e Piergiorgio Paterlini, autobiografia narrata in forma di lettera al giovane Stefano. Uno dei membri della famiglia allargata, degli affetti e dei buoni sensi, nella quale vive Vattimo.

Libro che si digerisce male in più punti (la politica soprattutto, con la quale il prof ha un rapporto di emozione e cazzata libera, ma anche il cristianesimo), che però quando racconta, con pudore e leggerezza, l’amore e la morte degli amati (due dei quali vissuti insieme e sotto lo stesso tetto con V) sono righe che non ti lasciano indifferente. Leggevo in treno, quando sono arrivato alla morte in aereo del secondo amato, mi son dovuto inventare un improvviso e intenso interesse per il paesaggio fuori.

Magari qualche conticino da regolare in meno non avrebbe guastato, ma ancora una volta Paterlini è riuscito a fare un racconto di umanità gay, caldo, commovente, e maledettamente corrivo col peggio del mio cuore di vecchio frocio. Fanculo. 🙂

“Non Essere Dio”

dicembre 18, 2006

Mi rimproverano: ‘Ma perché lo fai?’. Oppure: ‘Chi te lo fa fare. Potresti essere un guru e ti sputtani così’. Io sorrido. Lo faccio perché mi sento libero. Perché sono libero. Ed è una cosa che mi tengo cara. Finalmente. Senza paure, senza mediazioni, senza ricatti possibili, senza creare dolore a mia madre, a Gianpiero… Senza Chiese. Senza partiti. Ah Che bello

Da Non essere Dio, di Gianni Vattimo con Piergiorgio Paterlini. Aliberti Editore, 15 Euro

Non condivido una sola parola delle posizioni politiche di Gianni Vattimo. Ma questa (auto) biografia a quattro mani, che comincia da una caduta nel giorno dei suoi 70 anni, la sto leggendo con commozione e condivisione. Alla fine ne scriverò qui. Bisogna, intanto, dare atto a Piergiorgio Paterlini di essere uno dei pochi intellettuali di questo paese ad avere un’idea all’anno, uno spunto di pensiero che muove le teste un po’ paludose dei gay italiani.