Posts Tagged ‘diritti’

Ottanta

novembre 27, 2008

I radicali hanno chiesto, con una interpellanza, al governo italiano di aderire all’iniziativa della Francia che punta a una decisione Onu per l’abolizione del reato di omosessualità.

Nel mondo ci sono 80 paesi nei quali l’omosessualità è reato, in nove con la pena di morte. Innumerevoli i casi di tortura.

Aderire potrebbe essere un fatto di decenza. Per il Ministro Carfagna sarebbe un merito senza costi (si tratta di salvare i froci degli altri).

Non si oppone neanche Paola Binetti.

Dev’esserci qualcosa di sbagliato nell’idea dei francesi.

Amore civile

maggio 6, 2008

Non che ci sia silenzio politico. Non che tutta la politica detta faccia così schifo. Ma c’è un non-detto che fa rumore. Quello dei diritti. del resto era cominciato prima delle elezioni: al termine della battaglia persa dei DiCo e della pluriennale campagna di odio della Chiesa verso le persone omosessuali.

E allora meno male che ci sono i radicali. Il 10, 11 e 12 maggio si fa il bis della giornata del coraggio laico con “Amore civile” – Nuove forme di convivenza e relazioni affettive. Roma, 10-12 maggio 2008. Qui.

Tom

aprile 6, 2008

C’è una gran bella discussione dentro Tom,

Parte da un post di Mark.

Forse bella perché l’unica in corso su un tema che si tocca con le mani, che si respira ogni giorno, che si vive fin dal caffè che ti fai la mattina. O che forse vivono gli altri che conosci e ami, anche se quel diritto per te non sarà mai da usare (“inutilità” personale dei diritti necessari).

Mi ha spinto ad accettare l’invito di Paolo Colonna a soprassedere dallo scrivere messaggio di chiusura di questo blog, che avevo già in mente.

Contronatura è naturale…

gennaio 4, 2008

(…) Siamo così giunti al paradosso che ciò che si diceva contronatura è naturale, e ciò che si
diceva naturale è contronatura. Ricordo che De Marsico (collaboratore del Codice Rocco)
in una brillante arringa in difesa di un mio film, ha dato del “porco” a Braibanti, dichiarando
inammissibile il rapporto omosessuale in quanto inutile alla sopravvivenza della specie:
ora, egli, per essere coerente, dovrebbe, in realtà, affermare il contrario: sarebbe il rapporto
eterosessuale a configurarsi come un pericolo per la specie, mentre quello omosessuale
ne rappresenta una sicurezza. In conclusione: prima dell’universo del parto e dell’aborto
c’è l’universo del coito: ed è l’universo del coito a formare e condizionare l’universo
del parto e dell’aborto. Chi si occupa, politicamente, dell’universo del parto e dell’aborto
non può non considerare come ontologico l’universo del coito -– e non metterlo dunque in
discussione – se non a patto di essere qualunquistico e meschinamente realistico. Ho già abbozzato
come si configura, oggi, in Italia, l’universo del coito, ma voglio, per concludere riassumerlo (…)
Tale universo include una maggioranza totalmente passiva, e nel tempo stesso violenta,
che considera intoccabili tutte le sue istituzioni, scritte e non scritte. Il suo fondo è tuttora
clerico-fascista con tutti gli annessi luoghi comuni. L’idea dell’assoluto privilegio della
normalità è tanto naturale quanto volgare e addirittura criminale. Tutto vi è precostituito e
conformistico, e si configura come un “diritto”: anche ciò che si oppone a tale “diritto” (compresa
la tragicTale universo include una maggioranza totalmente passiva, e nel tempo stesso violenta,
che considera intoccabili tutte le sue istituzioni, scritte e non scritte. Il suo fondo è tuttora
clerico-fascista con tutti gli annessi luoghi comuni. (…)

Sono parole di Pier Paolo Pasolini, scritte il 19 gennaio 1975, e riportate per intero dal Foglio di ieri. Ferrara le mette là perchè Pasolini colpisce duro sull’universo dei diritti, dal quale Ferrara stesso vuole l’uscita dell’aborto. Universo dei diritti che lui – cattolico e comunista in radice, Pasolini dico, – non concepiva.

Però coglieva, guarda un po’, l’elemento opportunistico, utilitaristico – non concorre alla sovrappopolazione mondiale – di legittimazione dell’omosessualità. Un passo oltre, e sarebbe stata possibile la descrizione di un diritto: ma si scrive diritto dove non c’è più colpa in chi lo scrive, ma responsabilità, e desiderio di ridurre il male e il disordine. Ferrara vuole riportarci tutti a quel tempo aurorale in cui, non essendo più notte, non è nemmeno ancora giorno, in cui scriveva e pensava Pasolini, e nel quale morì quell’anno stesso.

Per uno che viene dal Buio a Mezzogiorno va bene, per un mondo che ha provato a balbettare diritti di esistenza no.

Maquis

novembre 27, 2007

Ci si “sposa” a Prato, fingendo l’applicazione della legge, mentre Matteo Pegoraro e il suo compagno continuano la loro battaglia a Firenze, per ottenere il matrimonio.

Queste notizie mi provocano un’ansia da spreco: grandi energie che si perdono in una guerriglia destinata al fallimento? Ma conservo ammirazione per il coraggio e la determinazione di queste persone. I loro attentati alla legge sono gesti importanti, a prescindere dall’esito.

Forse siamo solo disperati, ma ci fa più politici esser passati dal maquillage al maquis.

Pasquale

ottobre 5, 2007

Pasquale ha fatto un bel gesto.  Dovremmo riprendere una politica del gesto. E’ tutto ciò che ci resta di fronte all’invisibilità di regime.