Posts Tagged ‘Omofobia’

Incendio al coming out

febbraio 18, 2008

Senza parole. Qui

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Per un archivio di immagini sull’omofobia

gennaio 8, 2008

Da GayNews, taglio e incollo.

Cari amici,

l’associazione Gaynet, ha deciso di raccogliere materiale fotografico che testimoni la diffusione di omofobia in Italia.

La vena di negazionismo che ci ripete il ritornello “ormai i gay in Italia sono accettati” ci sembra particolarmente pericolosa in un momento nel quale le Camere si troveranno a discutere proprio di una legge contro l’omofobia.

Facciamo appello ai lettori per inviarci (all’indirizzo segreteria.grillini@gmail.com) materiale fotografico, scritte, cartelli e testimonianze relative all’omofobia.

Abbiamo incominciato a raccogliere il materiale di cui disponevamo sul sito:

http://commons.wikimedia.org/wiki/Homophobia.

Invitiamo i nostri lettori a fare lo stesso.

Grazie per la collaborazione.

La redazione

Riparazioni

dicembre 26, 2007

Telefonata

A. Hai visto il pezzo di Davide Varì?

B. Sì, ripensavo che forse in ognuno di noi c’è stato il momento in cui si è provata la “riparazione”.

A. Intendi la riparazione volontaria, personale?

B. No, dico la riparazione anche forzosa. E poi spesso la riparazione forzosa ha (aveva) il consenso dell’interessato, non c’è differenza fra le due, se non nei dettagli. Lo scrive anche Varì, ed è un peccato che non ci abbia raccontato qualcosa di più di quelle sale d’aspetto con mamme e adolescenti. Quasi un affollamento alla Bruegel. “Giovani froci pentiti con mamme”.

A. A meno di non essere fortunati come quello. Ma parli di cose tue?

B. In effetti ricordo uno psichiatra di 40 anni fa che voleva farmi l’elettroshock. Si spaventò perfino mia madre, che pure era la riparatrice. E allora si deviò su un trattamento convulsivo con iniezioni che portavano la febbre a 40.

A. Però ne sei uscito vivo, ci stiamo parlando

B. Le ferite restano mute per tutti, tranne che per chi ci vive piegato sopra. Per lui urlano.

L’inchiesta di Davide Varì su Liberazione

dicembre 24, 2007

Ecco il testo dell’inchiesta di Davide Varì, apparsa ieri, 23 dicembre, su Liberazione.

E questa è la dichiarazione di Aurelio Mancuso, che chiede l’intervento dell’ordine degli psicologi.

Davide si è finto omosessuale desideroso di cura. Ed ecco cos’ha scoperto…

Mi forzo, e da ateo convinto prego con lui. Finito il momento di raccoglimento Don Giacomo, con la stessa delicatezza, mi invita a continuare il mio racconto. «La tua relazione con Luca – mi dice – è stata passiva o solo attiva?». Don Giacomo vuol sapere se ho «subito» oppure no una penetrazione. Deve essere solo quello il discrimine fondamentale per capire se davanti a sé c’è un vero omosessuale. «Attivo e passivo», dico di botto. «E mi è anche piaciuto», rispondo quasi in senso di sfida, di fronte a quella domanda così volgare. Volgare non per la cosa in sé, quanto, piuttosto perchè per la prima volta inizio a intravedere, o almeno così mi sembra, i veri pensieri di quel prete così giovane e cordiale. Uno squarcio che smaschera il giudizio che ha di me, anzi, di “quelli come me”. Leggi il seguito di questo post »

“Perché è giusto punire l’omofobia”

dicembre 11, 2007

Mi sono sottoposto ad una fatica un po’ improba: quella di copiare l’ intervento del senatore Ignazio Marino, presidente della commissione sanità del Senato, su Repubblica di oggi – che non l’ha messo on line. La lettera è un buon passo avanti rispetto al pasticciaccio dell’emendamento sull’omofobia, perché separa due punti che non possono andare uniti: da una parte la necessità di punire le discriminazioni, perché esse fanno parte di un modo di organizzare e vivere la società che non è giusto (giustificabile), dall’altra il principio che non si possono punire le idee (il problema posto dall’emendamento).

Ora mentre è evidente che la violenza e la lesione fisica vanno punite sempre e in ogni caso, io continuo ad essere più perplesso per le espressioni verbali o scritte.

Si può postulare una responsabilità per chi riveste cariche pubbliche o posti di rilievo nei mass media – un sindaco che chiede “Pulizia etnica per i culattoni” rischia davvero di scatenare un linciaggio – ma non credo che possiamo punire qualsiasi espressione di dissenso e condanna. Anche perché in questo simpatico paese rischiamo di veder punito il ragazzino che dice frocio al compagno di scuola e non il sindaco che incita all’odio.

O magari una bella sanzione amministrativa: 500 euro al padre del ragazzo bullo e 10 mila al sindaco?

Qui mi fermo, perché giurista non sono e rischio di dir cazzate, sto solo tentando di non mettere a tacere lo stato di diritto che è in me 🙂 : segue l’intervento di Marino, rispetto per questi polpastrelli che lo han trascritto.

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Pedine nelle loro mani

dicembre 11, 2007

Ho ascoltato con attenzione l’intervento di Niki Vendola al congresso dell’arcobaleno nel fine settimana. Poetico e ratzingeriano di sinistra. Infatti non una parola sui diritti dell’individuo, sui gay, e molta condanna di chat e videogiochi, dei consumi e del precariato. Del precariato della vita personale, non una parola.  Uno dice, ma non c’era la questione dell’omofobia? C’era, e non c’era, per loro. Segno che la partita era tutta un’altra, una prova di forza fra componenti della maggioranza, come testimonia anche questa intervistina di Giovanni Russo Spena a Repubblica di oggi, dove tutto è manipolabile. Leggi il seguito di questo post »

Perché non c’eravamo

dicembre 8, 2007

Voglio dare atto a Ivan Scalfarotto di aver alzato il tiro, la voce o quel che volete sulla questione omofobia. Lo ha fatto, e meno male che qualcuno parla, nel Pd.

Altra questione poi è la richiesta di misure disciplinari (di partito, di maggioranza, non so) a carico della Binetti. Qui sono più perplesso,non per questioni di Pd di cui nulla so, ma perché quella norma approvata è sbagliata, è da stato etico. Ci costringe a scimmiottare l’oppressore creando un bigottismo clone di quello clericale, punendo l’espressione di un pensiero ostile (E oltretutto non coglie il punto politico della vicenda).

Ma guardatela, questa situazione, sotto la lente denominata “assenza del punto di vista omosessuale”. C’è una politica di destra, piatta sull’appoggio dell’offensiva vaticana, alcuni di loro, potendo, ce le suonerebbero di santa ragione, fisicamente. E quando può quella cultura colpisce con le sentenze, come nel caso della mamma di Palermo, che aveva perso il figlio perché “lesbica” e ora riabilitata.

E guardate questo centro sinistra, un po’ cattolico, un po’ conservatore, un po’ velleitario e comunista che crede sia giusto mettere oggi per l’insulto ai froci le pene che ieri si davano ai “nemici del popolo”.

Io credo che per questo abbiamo perso – perché l’abbiamo persa e i Cus sono solo una riserva indiana che non ci sarà concessa – la battaglia dei diritti, che non sono soltanto l’unione civile e la pensione. Abbiamo perso perché non c’eravamo, perché per noi parlavano gli altri. E quando abbiamo parlato, lo abbiamo fatto con le parole degli altri (della politica, della fede, dei partiti).

E’ reato dire “frocio”?

dicembre 7, 2007

Non ci si capisce molto, ma in sintesi, mi pare che la questione è che nel provvedimento sulla sicurezza approvato ieri sera, giovedì 6,  con maggioranza molto stretta c’è la reintroduzione della norma contro le discriminazioni di ogni genere, anche di orientamento sessuale.

L’unico resoconto lo trovo qui. Ieri è stata giornata di lobbying pesante per le gerarchie vaticane. Ma non ho ancora letto i giornali di oggi. Quindi eventuali aggiornamenti stasera, quando le avremo più chiare, le idee.

Intanto emerge il tema (il Foglio, in linea dalle 12, pezzo di Cerasa) che  proibire comportamenti che si esprimono con le parole equivalga a reintrodurre il reato di opinione (“è reato scrivere la parola frocio”?). Il ragionamento regge. Ma non è per una preoccupazione liberale che da piazza san Pietro si oppongono a quell’articolo di legge: hanno paura che dalla protezione “a parole” dei gay si passi a quella “nella norma”, e una discussione serena del parlamento su questo tema è materialmente impossibile.

L’esistenza dell’odio (il Foglio)

dicembre 2, 2007

Ieri, 1 dicembre, sul Foglio di Ferrara, un editoriale sul padre che uccide il figlio, perché gay (il figlio). E riconoscimento dell’esistenza dell’omofobia da parte del Foglio liberal-ratzingeriano e quasi un disconoscimento delle “cure” di recupero. In polemica con le posizioni più sgangherate, che ci sono a destra e non solo, sull’esistenza di una “casta gay”. Il pezzo di sequito nella prossima pagina (stavolta, eccezionalmente, copiato e non linkato: il sito del Foglio, link sopra, è gratuito e mette a disposizione il giornale dopo le 12)

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Scularli

novembre 29, 2007

Il training camp per riportare i gay alla virilità, ad essere warriors. Con la spoliazione totalitaria dell’identità all’inizio. Qui, in inglese.