Posts Tagged ‘Pd’

Individuo

giugno 14, 2008

Ci vorrebbe la forza, il tempo, la capa, per scrivere una lettera a quelli del Pd, e forse a tutti noi.

Tema: scusate, ma pensate di poter fare a meno dell’individuo?

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Dove Gad eravamo rimasti?

aprile 23, 2008

E va bene, non lo chiudo, il blog. Ma ci sono cose che ti cambiano dentro: la vicenda elettorale e il dibattito di oggi, in cui sembra passata un’era politica da quando qui si parlava di DiCo e omofobia, e sono solo pochi mesi. E poi c’era questo desiderio di chiuderlo perché anonimo, che è ancora e sempre un modo per essere velati.

Come faremo (mi riferisco al pezzo di Gad Lerner che ho linkato) io, che alla fine ho votato Pd e Gad Lerner (per non parlare della Binetti) a intenderci? Forse per viltà, avevo pensato di ritirarmi in una stanza interiore e segreta, dalla quale peraltro è una vita che tento di uscire.

Ecco io lo vorrei chiedere a Ivan, che è sempre così caro con me e che una visibilità politica ce l’ha, lui come la vive questa fase. Perché qui il punto non è voler fare i laicisti: è come fare i laici avendo votato Pd. O meglio come si fa ad uscire da quello straniamento che dà la sensazione di aver votato gente che proprio ti disprezza. O forse, detto in parole più povere: al di la’ dei nove radicali, io elettore del Pd e vecchio frocio come posso interloquire con i cattolici del Pd senza essere ridotto al silenzio. O in parole super povere: io come faccio ad esistere in questo paese?

Me lo chiedo. E mi chiedo pure perché parlo solo di politica, quando poi, è noto, ai lettori di questo blog piace più quando faccio l’intimista. Al punto che nella decisione di chiudere c’era pure l’idea di tirar fuori da tutte le cosette di questo spazio una cosona scritta. Ma io non quaglio mai.

Programmi

febbraio 25, 2008

E’ la slide 4

Il PD promuove il riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi”

Anche dello stesso sesso? E quanto stabilmente? Nove anni?

Quasi endorsement

febbraio 21, 2008

Con i radicali dentro, il pacco del Pd è meno indigesto.

Già, perché mai un gay dovrebbe votare per il PD?

febbraio 16, 2008

L’ambiente, le tasse, la spesa pubblica, la legalità (quella di Di Pietro o quella dello stato di diritto?), tante belle cose molto “economiciste”. Noi, nei 12 punti del PD non ci siamo. E infatti una quindicina di gay del PD, da Scalfarotto a Benedino, scrivono un pezzo sull’Unità che difende il loro lavoro nelle commissioni, chiede visibilità per i contenuti e spazio per senatori e deputati dichiaratamente omosessuali. Cioè testimoniano il loro impegno e ammettono la difficoltà della situazione attuale. Cercando di rispondere in positivo alla domanda “Perché un gay dovrebbe votare per il PD?”.Da Ivan si accende un dibattito.

Riassumerei così la questione: un gruppo di gente seria e onesta ci chiede di sostenerli in una battaglia disperata, senza riuscire a rispondere alla domanda che essi stessi ci pongono. Il voto cioè dovrebbe essere per loro, non per ciò che sono riusciti ad imporre. Ma, Ivan, non avevi tu stesso fatto ragionamenti interessanti sulla lobby gay estranea ai partiti ma capace di far pressione su tutti?

Per me, al momento, la risposta alla domanda resta: “per nessuna ragione”. Ci fosse la preferenza sulla scheda, l’idea sarebbe perfino considerabile, ma allo stato attuale si tratta di votare il pacco che comprende la Binetti, in migliore posizione, e poi voi. Non ho alternative pronte in tasca, ma scusate, perché, a meno di una sconfitta devastante, dovrebbero darvi domani lo spazio che vi negano oggi?

I fuori e i dentro

febbraio 12, 2008

E quando Di Pietro e la Binetti voteranno con la destra sull’aborto?

Esclusa

febbraio 7, 2008

Forse non ricandidano la senatrice Anna Serafini. Qualcosa di buono succede anche nelle peggiori catastrofi.

Pedine nelle loro mani

dicembre 11, 2007

Ho ascoltato con attenzione l’intervento di Niki Vendola al congresso dell’arcobaleno nel fine settimana. Poetico e ratzingeriano di sinistra. Infatti non una parola sui diritti dell’individuo, sui gay, e molta condanna di chat e videogiochi, dei consumi e del precariato. Del precariato della vita personale, non una parola.  Uno dice, ma non c’era la questione dell’omofobia? C’era, e non c’era, per loro. Segno che la partita era tutta un’altra, una prova di forza fra componenti della maggioranza, come testimonia anche questa intervistina di Giovanni Russo Spena a Repubblica di oggi, dove tutto è manipolabile. Leggi il seguito di questo post »

They had a dream

dicembre 7, 2007

Sono d’accordo con Ivan.

Siamo la comunità GLBT con meno diritti dell’Europa occidentale e chi ha gestito la nostra immagine pubblica e ha fin qui trattato a nome della comunità dovrebbe constatare con onestà intellettuale il fallimento completo della propria linea politica e trarne le opportune conseguenze.

Ma mi chiedo se non sia anche per lui venuto il momento di alzare il tiro. Nel PD, dico.