Archive for the 'gay life – vita gay' Category

Eros e dutasteride

novembre 22, 2008

Guardo “Addio Mia Concubina” in televisione. Mi emoziona più di un film gayo-militante. Mi sembra così potente, c’è “così tutto quanto” dentro quel film.

L’ex di Polonio, quindici giorni dopo averlo lasciato, si è comprato un vibratore. Lo ha anche fatto vedere agli amici, l’ha messo su Facebook con relativa didascalia, sapendo che Polonio avrebbe visto. Qualcosa da dichiarare su un amore finito?  Polonio non sa. Forse i farmaci per la prostata, che rendono impotenti, c’entrano qualcosa, ma Polonio non dichiara, non è certo di ciò che direbbe.

(il blog ha bisogno di molto housekeeping dopo quattro mesi di inattività completa: si farà col tempo)

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Non luoghi

febbraio 22, 2008

Mi hai detto raggiungimi all’Ikea. Odio l’Ikea. Ma ti ho raggiunto e tu non c’eri, m’è toccato aspettare. Non sapevo che fosse questo gay pride del non luogo, con tanti maritini che guardano intensi, mentre la moglie studia il salottino, un maturo signore come me, che neanche ha carrello e metro di carta.

Il non luogo ci libera. Come diceva della città Terence Stamp in Priscilla.

Riparazioni

dicembre 26, 2007

Telefonata

A. Hai visto il pezzo di Davide Varì?

B. Sì, ripensavo che forse in ognuno di noi c’è stato il momento in cui si è provata la “riparazione”.

A. Intendi la riparazione volontaria, personale?

B. No, dico la riparazione anche forzosa. E poi spesso la riparazione forzosa ha (aveva) il consenso dell’interessato, non c’è differenza fra le due, se non nei dettagli. Lo scrive anche Varì, ed è un peccato che non ci abbia raccontato qualcosa di più di quelle sale d’aspetto con mamme e adolescenti. Quasi un affollamento alla Bruegel. “Giovani froci pentiti con mamme”.

A. A meno di non essere fortunati come quello. Ma parli di cose tue?

B. In effetti ricordo uno psichiatra di 40 anni fa che voleva farmi l’elettroshock. Si spaventò perfino mia madre, che pure era la riparatrice. E allora si deviò su un trattamento convulsivo con iniezioni che portavano la febbre a 40.

A. Però ne sei uscito vivo, ci stiamo parlando

B. Le ferite restano mute per tutti, tranne che per chi ci vive piegato sopra. Per lui urlano.

Stravaganti

dicembre 16, 2007

Poche sere fa nello show di David Letterman c’era Rosie o’ Donnell: pettegolezzi su Barbra Streisand e il racconto, da morire dal ridere, di quando lei stessa disse a sua suocera che stava con la figlia e volevano sposarsi. Linguaggio libero ma niente volgarità inutili. Da noi l’omosessuale se non è travestito oppure macchietta oppure gridato non esiste (Platinette, Malgioglio, Cecchi p.). Non esiste come persona “comune”, magari una dello star system, ma una che vive come gli altri e che quindi sovverte anche il buon cattolico che sta a casa: per l’Italia c’è bisogno ancora della “stravaganza”.

Wikipedia in inglese su Rosie o’ Donnell.

L’uomo e l’opera

novembre 28, 2007

Wicked deeds have their glamour
but those who commit them
are always bores

(Gli atti perversi hanno un loro fascino/ però chi li commette / è sempre un seccatore)

W.H. Auden, Shorts

Rigetto

novembre 26, 2007

E’ cominciata la fase di rigetto: “è un politicante”, “lo fa per soldi”, “vuole fare il modello”.

Forse il piccolo Ruggin non ha ben valutato i mostri che ha svegliato. Qui.

Ma che bravo Alberto, gay di destra. O solo contemporaneo?

novembre 22, 2007

Questo Alberto Ruggin è un politico nato. Nel dibattito ad Otto e Mezzo è riuscito a difendersi bene, non solo dalle manipolazioni da suburra fascistoide di un Camillo Langone, ma anche dai raffinati spostamenti di senso che proponeva Ferrara, tenendo il punto della “pubblicità”. Dalle cose che dice io dissento, in parte, perché propone e rivendica un modello di convivenza dell’omosessualità dentro la chiesa contemporanea.

E per capirlo, che sia impossibile viverci senza mutilazioni della propria dignità e realtà personale, basta ascoltare le parole di don Ermis Segatti, che ha parlato da Torino (“l’ostentazione dell’omosessualità offensiva della dignità”). Al sacerdote è scappato uno splendito lapsus, parlando dl gay pride: “Lì siamo proprio outside”. Non potrei essere più d’accordo. Per loro basta essere “inside”.

E così Paolo Colonna è servito (dico con ironia), lui che si poneva il problema di non conoscere “gay di destra” che fossero capaci di far politica in modo aperto. Alberto lo è, e non somiglia né a lui o a me né alla sua destra. E’ un animale nuovo (animale politico).

Coming out senza frontiere

novembre 20, 2007

Distrutto dalla stanchezza, torno a casa e l’occhio mi cade su Bonolis e ripenso a quello che  scrive Paolo Colonna sul ragazzo iscritto a Forza Italia che il suo parroco ha fatto fuori e che oggi spopolava e sconcertava tutti noi sui giornali (ripenso anche a quello che scrive Paolo sui “gay di destra”).

Mi metto lì, voglio capire, ma poi, davanti alla gara alla “giochi senza frontiere” tra etero e gay, sulla corsa del triciclo, il lancio del prosciutto, l’arrampicata sulla rete e il rodeo del toro di cartone, mi è presa l’angoscia, col tabellone dei punteggi diviso in due campi, etero e gay. Forse anche perché il concorrente gayo, grasso come un leone marino, incarnava uno stereotipo di “frocio imbranato”, che si faceva dire da Bonolis, “lei è ingrifato”.

Ce l’avessero dato almeno atletico il rappresentante di categoria. In ogni caso non lo reggo, lo show del coming out catodico. Mi sento vecchio e spiazzato, non era questa la cittadinanza che mi figuravo di avere.

“Ho passato la mia vita ad essere qualcun altro”

novembre 18, 2007

“E ora non posso immaginare come sarebbe la mia vita se andassi indietro e dovessi nascondermi ancora”. Questo documentario breve del New York Times su due vecchi gay che dopo una vita di nascondimento, poi di “openness” aggressiva, scoprono di esser diventati vecchi – “l’idea di invecchiare mi terrorizzava!” – è bellissimo soprattutto perché parlano sempre loro, Fred e Emil.

Qui

Ancora su Consoli

novembre 17, 2007

Un vero e proprio saggio di Douglas Ireland in morte di Massimo Consoli e il movimento omosessuale italiano. (qui)