Archive for the 'Story of your Life' Category

Lettereale *

dicembre 27, 2007

* contenuti espliciti

Ho letto da qualche parte di un romanzo, in cui la regina Elisabetta, che si è messa a leggere letteratura, propone al presidente francese di parlare di Jean Genet. Dev’essere Leggi il seguito di questo post »

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Intervista di un giovane omosessuale medio

dicembre 23, 2007

Me l’ha rigirato in mail. Son le sue risposte a una sorta di intervista. Lui è l’inventore del nick Trimanda. E’ molto giovane, compared to me, s’intende. Ovviamente si esprime nel romanesco standard della sua generazione. Non è, non è stato, il mio partner. Avrei detto amico, se possono essere amiche persone che hanno 30 anni di differenza d’età

> > 01 – Che ora è: – so ‘e cinque
> > 02 – Nome: XXXX > > > 04 – Segno zodiacale: leone
> > 05 – Tatuaggi: cor cazzo
> > 06 – Piercing: none
> > 07 – Sei innamorato/a? – poco
> > 08 – Ti piaci interiormente? – avoja
> > 09 – Hai già amato al punto di piangere per qualcuno? – beh,
quando te fanno piagne non è tutto sto grande amore..
> > 10 – Hai mai fatto un incidente con la macchina? – hem..
> > 11 – Hai mai avuto una frattura? – si
> > 12 – Pepsi o coca-cola? – rum e pera 🙂
> > 13 – Ti fidi dei tuoi amici? – uuuh, come no..
> > 14 – Colore preferito per l’intimo? – tonalità del verde
> > 15 – Misura di scarpe: boh. 8/9
> > 16 – Numero preferito: quello dello striper dotato
> > 17 – Tipo di musica preferita? – jazz.
> > 18 – doccia o bagno? – bagno con doccia (shhh, ma non lo dite a
quegli sfasciacazzo di legambiente..)
> > 19 – Cosa odi? – le vecchiacce sull’autobus.
> > 20 – Come ti vedi nel futuro? – con più ipod.
> > 21 – Da chi hai ricevuto questa mail? – da una grassona
> > 22 – Quale dei tuoi amici vive più lontano? – jeff.
> > 23 – Chi sarà il + rapido a rispondere secondo te? – seeee, je
pesa troppo er culo a tutti
> > 24 – Il più lento? – frà.
> > 25 – Cosa cambieresti nella tua vita? – vorrei avere più soldi.
> > 26 – Sei felice? cosa vuol dire essere felice? – ma siamo a miss
italia?!
> > 27 – Motto preferito? – un rutto.
> > 28 – Libro preferito? – Non te lo dico.
> > 29 – Di cosa hai paura? – di perdere i denti
> > 30 – Cosa pensi quando ti svegli? – uh, dove sono i miei
maschietti? (e portatemi un martiniii)
> > 31 – Film preferito? – troppi. l’ultimo bello che ho visto è
stato sleuth. (con jude law)
> > 32 – Se potessi essere qualcun altro chi saresti? – antonella
clerici
> > 33 – Cosa c’è appeso al muro della tua camera? – delle foto
nelle cornici ikea (quelle colorate)
> > 34 – Cosa c’è sotto il tuo letto? – il caricatore del cellulare
> > 35 – Posto dove ti piacerebbe andare? – in una beauty farm dove
ti fanno i massaggi ayurvedici e si mangia solo sushi. boh, diciamo
per un paio di mesetti.
> > 36 – Pensi che qualcuno risponderà a questa mail? – beh, però
magari se nun lo fa je pija na sincope..
> > 37 – E chi sei sicuro risponderà? – io è la prima volta che
rispondo.
> > 38 – Di chi vorresti leggere la risposta? – boh, è intrippante
però.
> > 39 – Profumo preferito? – troppi. ora uso diesel, fuel of life
che poi (in realtà) è di chanel.
> > 40 – Sport preferito? – corsa mattutina per non arrivare troppo
in ritardo.
> > 41 – Timido o estroverso? – estro estro. estro parecchio. ma
pure strò. so éstro e strò. :

> > 42 – Soprannomi? – [Trimanda ne ha eliminati alcuni] ..

> > 43 – Mare o montagna? – galapagos.

> > 44 – Hai paura della morte? – io? (sgrat!)

> > 45 – A che ora vai a letto di solito? – tardi.

> > 46 – Cosa vuoi dire alla gente che leggerà questa mail? – ma nun

c’avevi popo un cazzo da fa?!

I nostri noi (Macubu et moi)

dicembre 1, 2007

Conosco Macubu, autore di questo blog di stile. Leggere del suo coming in, anche se in ritardo, mi ha molto emozionato (ha incontrato una donna, ci si è messo insieme, si sente odore di progetti di vite future). Quando qualcuno percorre gli stessi passi che hai fatto tu, vorresti raccontargli molte cose che risulterebbero fuori luogo e un po’ predicatorie. Anche perché nessuno fa mai tutto uguale ad un altro. Anche se sono certo che farà dei figli, il Maki, e poi si renderà conto che l’identità sessuale è un enigma che oscilla tra noi e mille altri noi. Nessuno dei quali può essere abbandonato (E’ il concetto di identità, con la sua pretesa di essere immobile come una radice di platano, ad esser fuori luogo qui)

Però una cosa la dico: Maki, sappi che da oggi sei in una categoria scomoda, tra quelli che non possono essere classificati: sei gay, stai con una donna, forse avrai dei figli. La gente vuole riferimenti certi, scaffali sui quali disporre le cose del mondo. Ti spareranno da entrambe le sponde, ci sarà qualche scemo che ti darà del vizioso. Capita, poi a te che sei uno snob fra i più “Hoch Nase” (è Yiddish, bestia, non tedesco) che conosca, farà pure piacere.

Dubbi al margine delle certezze

giugno 9, 2007

Allora qui è lo zingarello e i compagni di scuola in un istituto per ragazzi con problemi. Stupri sempre a carico di adolescenti di una quindicina d’anni. Pian piano, in un momento in cui le ossessioni mollano la presa, i media cominciano ad accorgersi che esiste l’omosessualità fra i ragazzi. Ma è come se avessero bisogno degli occhiali da sole: quel filtro è la violenza. Che io, a distanza le centinaia di chilometri dai fatti, non mi metto qui a negare. Diciamo che faccio qualche domanda, come al solito. Sono dubbi a margine delle certezze, i miei.

Noi siamo sicuri, sì, che il ragazzo di Foggia sia stato preso e portato in un giardino pubblico e brutalizzato da un ragazzetto che ha quasi la stessa età? E’ senz’altro possibile che sia così e questo rimane lo scenario più probabile. E su Caltanissetta: ancora più probabile la violenza a carico del “disabile” che per la sua disabilità appare poco credibile e in grado di denunciare. Un classico del genere.

E tuttavia….

E tuttavia l’omosessualità non nasce a 25 anni. Bene o male, Ruini o no, la consapevolezza pubblica dell’esistenza dell’omosessualità ne ha accettato l’esistenza se si parla di adulti.

Ma quella coscienza non riesce a fare i conti con l’omosessualità giovanile perché non la sopporta, ed ha bisogno di scambiarla per violenza come deus ex machina da mettere al posto dell’indagine sulle cause. Ripeto: la violenza esiste ed è l’ipotesi più probabile nei casi di oggi e ieri. Ma chiedetevi cosa può pensare di raccontare ai genitori un ragazzino che ha prima acconsentito a un rapporto e poi si trova deluso, impaurito, pieno di dolore e che per questo viene scoperto e messo alle strette?

Come pensare che non darà ai genitori la versione che lo scagiona e lo libera da ogni responsabilità?

I genitori, in fin dei conti, possiamo capirli, se non giustificarli. La prima scoperta è traumatica e comunque l’idea che qualcuno abbia abusato di nostro figlio indifeso è la più spontanea, anche se potrebbe essere sbagliata, delle reazioni che puoi avere.

Noi a nostra volta – come coscienza pubblica, media, scuole, gente “normale” – facciamo la stessa cosa: rendiamo innocente ciò che non lo è perché così possiamo assolverlo, perché così possiamo continuare a credere che, senza un intervento esterno che porta l’infezione, tutto sarebbe andato bene, perché noi siamo puri e a posto. E’ più facile, raccontare di un bene violato dal male.

E invece le cose sono sempre più complicate di come appaiono e soprattutto di quanto può raccontarle un dispaccio d’agenzia o un servizio di telegiornale. Ma che dico? Questo è un paese dove sulla sessualità umana sta calando la censura di fatto del pensiero unico cattolico, dove l’unico modello “pulito” è quello eterosessuale e di coppia, e io mi chiedo se sia possibile rappresentare la complessità della vita umana e del desiderio, magari quando in mezzo c’entra pure la violenza a complicare le cose?

Sarebbe come chiedersi se un claustrofobico sceglierà mai di farsi una notte chiuso in ascensore. Eppure gli ascensori si fermano, a volte perché noi tocchiamo il tasto sbagliato.

Mamma di gay, mamma vampiro?

aprile 4, 2007

F ha una mamma quasi 90 enne. Io ce l’ho di qualche anno in meno. Lui ha accettato di sacrificare a sua madre la sua vita, senza mai darsi la possibilità di una relazione con un ragazzo, e sì che ne ha incontrati. La sua vita si è piegata sulla madre. Da quando aveva 30 anni in poi.

Io la madre ce l’ho quasi della stessa età. Ho lavorato una vita a mettere una distanza tra me e le sue invasioni. E ogni volta che parlo con un giovane gay faccio di tutto per convincerlo che staccarsi dalla madre è un passaggio fondamentale della vita.

Intanto mia madre dorme e vive sola (di badanti non vuol sentir parlare).

La mia convinzione di aver ragione vacilla – ma mai avrei accettato l’autodistruzione consapevole di F. Il vampirismo mi ripugna.

Traghetti

gennaio 17, 2007

Lo chiamo sul tardi al bar dove lavora, non lo sento da mesi: “Ciao, come va?”
Mi risponde gentilissimo come sempre. Meridionale, 28 anni, è così carino che mi ha perfino messo in crisi, a volte, nel mio principio più sacro, che non si “toccano” le coppie che funzionano.
Gli chiedo: “Beh, come va? E Franco?”
Pausa
Schiarimento di voce.
Abbassamento del volume perché non sentano gli altri del negozio.
“Non sto più con lui. Ora sto con una ragazza”.
Sono un gaffeur, mi vengono 30 secondi d’orologio di una risata omerica.
Si affretta a spiegarmi: l’eccezione (a 28 anni) sono i suoi 4 anni con Franco. A lui sono sempre piaciute le donne. Anche se grasse, esattamente come il suo compagno precedente. E questa gli piace al punto che l’ha già presentata in famiglia, a mammà. “Con Franco ci parliamo ancora da amici” (Questa poi…)

Franco l’avevi presentato a tua madre?
“E come facevo?”
Rido, devo andare in bagno, dal troppo ridere. Lo saluto: “Sii felice, in fin dei conti viviamo su un continuum che va da noi agli etero, non su due pianeti distinti”.
Vado in bagno, mi do una calmata. Torno. Afferro il cellulare. Scateno il tam tam, a base di sms e chiamate.

La community frocia si addolora per il rinnegato. Mi ricordo di un film americano in cui quello dice ai suoi amici che si sposa con una donna. “Diventerai repubblicanoooo” gli fa uno degli amichetti.
Qui nessuno si spinge a tanto. Ma siamo tutti increduli. Anche io, che non ho nessun titolo per ridere di lui, eppure continuo a ridere.
O sto ridendo di me.? Che alla sua età ho fatto esattamente la stessa cosa?

Non vedono, non sentono

gennaio 10, 2007

Continua dal post precedente e mi ci hanno fatto pensare i commenti. Di una donna sui 40, che viveva con un’amica. Vende oggetti di mesticheria nei mercati rionali di Roma, guadagnando anche molto bene. Ha un aspetto molto “sono appena scesa dal tir che ho lasciato in secondo fila, quindi fai presto quello che ti dico”. Ma è in realtà persona squisita.

Abbandonata dalla sua compagna, le ha lasciato anche la casa che avevano comprato insieme, e tosta com’è, ha provato a fare entrare questo suo avvenimento privato negli scambi con le signore sue clienti. Mi disse un giorno: “Tanto io posso pure raccontargli che volo, quelle non ci credono”. Ma tu che gli dici? “Gli dico, signo’, lo sconto nun jo posso fa’, chè mi moglie s’è tenuta casa!”

E le clienti se n’andavano ridendo: “Sta matta”.

Ci sono forme della coscienza eterosessuale che sono come quelle coperte di plastica sulle piscine d’inverno. Non passa niente.

A macho Priscilla

gennaio 5, 2007

Pensavo a uno scherzo: “Te lo dico, i ragazzi mi hanno rotto. Io passo all’altra sponda, sappilo”. Al bar, col passito di pantelleria che ti piace tanto (hai la gastrite, ti fa male) me lo ripeti, e poi insceni una samba di attrazione per la bionda di 20 anni che è appena entrata. E insulti il suo accompagnatore: “E’ una mezzasega”. Una cosa da Uomini Veri.

Ricapitoliamo per i terzi leggenti: sei il mio amico AB, 23 anni, di cui è certa una sola cosa, che sei gay, di quelli tranquilli, fluidi, urbani, di cui tutti sanno e che non hanno paura di dire e mostrare.

Io che ti ascolto ho la mia strada alle spalle fatta di matrimonio, di figli, insomma l’opposto della tua, dalla finzione alla consapevolezza, per dirla in poche sillabe. E mi vieni a dire che ti piace quella?

Cosa ti aspettavi che ti rispondessi, se non che nella vita di chiunque, anche di chi va sui tacchi più a spillo che ci sono, la donna è l’altro che è bene (che è bello) conoscere, fosse pure per farci un figlio? Ma ho aggiunto che non bisogna ingannare nessuno, e mi son tenuto dentro che “noi” siamo destinati a lasciare, quindi a dare dolore. Ho chiuso con la citazione di Montaigne: la vita è un movimento inuguale, irregolare, multiforme.

Questo ti ho risposto, dicendomi che forse è venuto il tempo della mia riabilitazione. Ma mi stai prendendo in giro, ci giurerei.

Yeah

dicembre 23, 2006

Curt – We set out to change the world and ended up…just changing ourselves.
Arthur – What’s wrong with that?
Curt – Nothing.
(silence)
If you don’t look at the world.

(Dal film: Velvet Goldmine, 1998)

L’idrante e il contagocce

dicembre 22, 2006

A. mi spiega a lungo la situazione. Lui viene da tre anni di vagabondaggi sentimentali e sessuali ma è un monogamo seriale, uno che sta bene solo in coppia. B non ha avuto rapporti che gli facessero “credere” nella possibilità di stare decentemente in coppia. Ora i due si frequentano, con piacere, un paio di volte la settimana. A sa bene che quella dose di presenza è tutto quanto B può dargli per la sua storia e il suo carattere. E nonostante tutto si sente come chi, abituato a bere da un’idrante, si debba acconciare a un contagocce. Ed esserne felice.

p.s.
un caso personale? O una sindrome più diffusa?