Archive for the 'Story of your Life' Category

Il buco nell’acqua (Maschi in piscina)

dicembre 5, 2006

Essere bocciati perché all’altro non piaci o essere evitati perché proprio “non interessa l’articolo”? Nella vita di un gay c’è questo di specifico, che ti fai sempre tante domande più degli altri.
Il racconto di Fino.

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Pezzi di cuore fermo

novembre 20, 2006

Incontrata U dopo anni. Mai chiedere sorridendo dei partner, se non ci si vede da molto. G si è fatta mettere incinta col seme del fratello di U, si è impadronita della casa comprata in campagna da loro due insieme, si è ovviamente tenuto il bambino (bellissimo in foto, oggi ha 4 anni). E lei, U, ora non ha nemmeno i piccoli conforti di un genitore separato. Non può vedere il bambino e non c’è giudice cui rivolgersi.

E’ vero che niente fa gli omosessuali “meno merde” degli etero, ma nell’assenza dei diritti, quando cadi ti fai più male (e tu amica mia che fai la lesbica forte potevi pure non nascondere le lacrime che ti erano salite agli occhi).

Coming Out: ti volevano Emily Rose, ora sei libero

novembre 16, 2006

Passerò a salutarti a dicembre. Forse. La città in cui vivi non è proprio “di strada”. Ma lo farò, perché la tua storia – non il sesso che non abbiamo avuto, quel poco che fu non merita racconti – mi ti fa voler bene. Una storia che avrebbe meritato articoli di giornali ma né io né te avevamo forse i canali giusti per farla arrivare alle orecchie giuste.

Dunque tutto comincia il giorno che a 20 anni, il giorno del tuo compleanno, decidesti di dire alla tua famiglia che sei omosessuale. Piangevi quel giorno, per l’emozione, ma anche un po’ di paura. Vivi in terre di camorra, tuo padre è un uomo “well engrained” in quell’economia e quella cultura.

Ti portarono dalla psicologa. Che disse che sei una persona sana, solo che sei frocio, ma questa non è una malattia. Insoddisfatto, tuo padre scelse uno psichiatra. Il quale, grosso modo, disse che sei a posto e che lui certo non ti avrebbe curato coi farmaci perché ti piacciono gli uomini un po’ grassi e un po’ anziani (tu sekka giovanissima). Diciamo che la fortuna ti ha assistito, con lo psichiatra poteva andarti peggio.

E allora andarono dal prete. Che consigliò due cose: il suo corso per il recupero degli omosessuali, “perché noi sappiamo come riportarli sui binari giusti”. E un esorcismo: non quello di Emily Rose, qualcosa di più soffice. Ma quello era.

Giustamente scappasti nella Città Grande, ma non eri pronto. La storia d’amore che doveva reggere questa delocalizzazione della tua vita era fragile e affidata a gente che la sera di sabato se non va in un locale si sente dimezzata. Appassisti e dopo un incidente d’auto sei tornato a casa. Loro ti volevano, la famiglia meridionale espelle solo quando proprio non se ne può più. Ma la situazione era insostenibile. Passavi le tue giornate attaccato ai canali IRC delle chat.

Un’altra storia filo-ursina ti ha portato a X. Lì lavori, guadagni poco, ma sei libero. Ora anche solo. Ma sentirti parlare mi ha dato il senso preciso di cosa significa essere una persona libera uscita dall’incubo. Adesso i tuoi genitori verranno a trovarti. Non hanno capito che tu sei ormai fuori portata.

Sei la gioia del mio cuore.