Archive for the 'gay' Category

F.U.O.R.I. ?

novembre 6, 2007

Rispondendo alle perplessità di Aurelio Mancuso, Marco Pannella ha proposto al congresso di Padova dei radicali lanciando l’idea della ricostituzione del F.U.O.R.I., fronte unitario degli omosessuali italiani, prima organizzazione non gay, ma di libertà sessuale in questo paese (la storia). Chissà cosa ne penserà Angelo Pezzana, che quell’organizzazione fondò.

Ho cercato qualche documento video del tempo e ho trovato questo spezzoncino di 8 minuti di una tribuna politica di Adele Faccio, che parla di tutta la sessualità umana e della necessità di liberarla. Mi pareva di star scavando un relitto, se lo confronto con l’aria di oggi. Ma poi ci ho ripensato, questo reperto, che parla della sessualità umana e non di omosessualità, ha la forza di una impostazione vincente che, contrapposta alla frammentazione dei movimenti gay parcheggiati nell’angolino della sinistra che li ha prima ghettizzati e poi resi nulli, dice molto.

Il video

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Sono anziano o cane?

agosto 28, 2007

Guardo sempre le parole con le quali le persone arrivano a questo blog dai motori di ricerca. Se ne leggono di carine e di agghiaccianti, sempre utili per capire che razza di umanità siamo.

Ieri qualcuno mi ha trovato con questa stringa: “Insonnia nel cane anziano”.

No, il pentito non mi dà fastidio

febbraio 28, 2007

Pierone mi segnala questo articolo della Stampa (“Ero gay, i preti mi hanno guarito”)

Scacciando subito il pensieraccio che possa trattarsi di un falso (ma la storia è un po’ troppo perfettina), il primo sentimento che la lettura mi ha dato è che non provo nessuna ostilità per uno che dice: “ero omosessuale” e che l’ha salvato una dieta di tre rosari al giorno, in uno spot pubblicitario dei trattamenti di “ritorno” dall’omosessualità di cui abbiamo parlato qui già un’altra volta.

Nessuna rabbia non solo perché sono stato sposato (ma senza preti e madonne, l’ho deciso per conto mio), ma perché il nocciolo della libertà individuale è che ognuno segue il suo percorso. Foss’anche il percorso che passa per questa sorta di San Patrignano del sesso, fatto di pesanti condizionamenti emotivi (strano: si parla sempre di preghiere e pratiche, mai di Dio).

Ognuno segue il suo percorso, in una società libera. Sono loro che vogliono una società a senso unico, dove l’unico modello è quello tradizionale, il loro, un mondo senza libertà. Noi vogliamo la società della scelta libera – fosse anche la libertà di rinnegarsi e di dare la propria mente in comodato d’uso ai latifondisti dello spirito.

Ma sì, dicono la verità, la loro

febbraio 12, 2007

E’ notizia di oggi che l’Istat dà conto delle dimensioni del fenomeno coppie di fatto in questo paese. Oltre mezzo milione. Ma il boom non appartiene alle coppie gay, bensì alle coppie eterosessuali.
Visto sotto quest’ottica la furia Ruini-Vaticano assume un significato nuovo: hanno il terrore che i giovani trovino lo strumento flessibile che oggi non hanno a disposizione per esprimere la precarietà della loro vita oltre che la sanzione che l’amore non è eterno. Sotto questo aspetto l’espressione secondo cui la legge “dissolve la famiglia” esprime un loro timore e una constatazione di fatto. Non vogliono che qualcuno dica che il re è nudo. Quello però nudo resta.

Andrea

febbraio 8, 2007

Sul giornale di cui è editore Veronica Lario, il Foglio, è apparsa questa chicca:

Quando lui la guarda così, con quegli occhioni da cerbiatto. Quando le sta vicino vicino e sembra che se la mangi con lo sguardo, e che viva solo per un suo cenno, un gesto affettuoso, un consenso furtivo. Quando gli si legge in viso la gioia ogni volta che lei vince una sfida, anche piccola, e allora lui si illumina tutto, anche se poi si schermisce. Quando tutte le volte che torna a casa, col buio, non può fare a meno di pensare a lei, che gli sta dormendo a pochi passi, praticamente sotto lo stesso tetto. Quando non rivendica neppure un merito per se stesso, ma dice che tutto si deve a lei, che la sua vita è diventata un’altra dal momento che ha conosciuto lei, che da lei ha imparato la generosità, l’altruismo, la nobiltà d’animo e lo spirito liberale. Quando risulta evidente al mondo che la sua passione per lei non solamente è bruciante, ma che sarà per sempre, e che andrebbe perfino in giro nudo, per lei. Ecco, Presidente, ci chiarisca. Con le sue parole di Monza voleva forse farci intendere che quel tesoro dell’onorevole Bondi non si è mai schiodato da sinistra?

“Andrea’s Version”, di Andrea Marcenaro, pagina 1

Irrilevanti

febbraio 2, 2007

La leggo, la guardo, questa bozza del disegno di legge sulle unioni civili. A parte che ci saranno altri cedimenti, ma è la sensazione di fondo che fa male. E’ come se in frontespizio ci fosse scritto: “Non è fatta per voi, che siete irrilevanti”, come dicono i funzionari a tempo pieno della chiesa. “E’ scritta perché nessuno, qui e in Europa, possa dire che discriminiamo i gay”. E’ questa puzza di ripiego paraculo che non si regge.

nb . quella linkata non è la bozza, ma una sintesi fatta da un giornale. Se qualcuno trova l’originale, me lo segnali, la inserisco.

Il difetto di autostima

gennaio 19, 2007

E’ un po’ di tempo che ci faccio caso. Che nei discorsi di gay giovani e gay vecchi, che parlino del lavoro o dell’amore, a un certo punto torna, che sia detto o meno, il tema dell’autostima.

Non so se qualcuno l’abbia studiato a livello scientifico, il ruolo del difetto di autostima in relazione con l’omosessualità. Ma è frequente, maledettamente frequente. Certo poi ci sono pure quelli che vivono tranquilli e certi di se stessi. Non è la totalità. Ma non enuncio leggi.

A macho Priscilla

gennaio 5, 2007

Pensavo a uno scherzo: “Te lo dico, i ragazzi mi hanno rotto. Io passo all’altra sponda, sappilo”. Al bar, col passito di pantelleria che ti piace tanto (hai la gastrite, ti fa male) me lo ripeti, e poi insceni una samba di attrazione per la bionda di 20 anni che è appena entrata. E insulti il suo accompagnatore: “E’ una mezzasega”. Una cosa da Uomini Veri.

Ricapitoliamo per i terzi leggenti: sei il mio amico AB, 23 anni, di cui è certa una sola cosa, che sei gay, di quelli tranquilli, fluidi, urbani, di cui tutti sanno e che non hanno paura di dire e mostrare.

Io che ti ascolto ho la mia strada alle spalle fatta di matrimonio, di figli, insomma l’opposto della tua, dalla finzione alla consapevolezza, per dirla in poche sillabe. E mi vieni a dire che ti piace quella?

Cosa ti aspettavi che ti rispondessi, se non che nella vita di chiunque, anche di chi va sui tacchi più a spillo che ci sono, la donna è l’altro che è bene (che è bello) conoscere, fosse pure per farci un figlio? Ma ho aggiunto che non bisogna ingannare nessuno, e mi son tenuto dentro che “noi” siamo destinati a lasciare, quindi a dare dolore. Ho chiuso con la citazione di Montaigne: la vita è un movimento inuguale, irregolare, multiforme.

Questo ti ho risposto, dicendomi che forse è venuto il tempo della mia riabilitazione. Ma mi stai prendendo in giro, ci giurerei.

Tra Serafini e Fini, la differenza è Maria Goretti

dicembre 28, 2006

Succede una cosa strana nella politica italiana quando si occupa di gay e di diritti civili.

La senatrice Anna Serafini, DS, dice al Riformista (non è linkabile) che porre in modo fermo, senza cedere alle pressioni della chiesa, il punto delle unioni tra persone dello stesso sesso è laicismo. Che nel suo linguaggio significa che proprio è da buttare. E quindi ci preannuncia ciò che il marito, Piero Fassino, aveva appena smentito e cioè il cedimento su questo e su altri diritti civili sia ai cattolici della coalizione sia al suo evidente bigottismo chiesastico personale (da ricordare che la senatrice si è già distinta per aver silurato in commissione il suo governo sulla misura Leggi il seguito di questo post »

“Non Essere Dio”

dicembre 18, 2006

Mi rimproverano: ‘Ma perché lo fai?’. Oppure: ‘Chi te lo fa fare. Potresti essere un guru e ti sputtani così’. Io sorrido. Lo faccio perché mi sento libero. Perché sono libero. Ed è una cosa che mi tengo cara. Finalmente. Senza paure, senza mediazioni, senza ricatti possibili, senza creare dolore a mia madre, a Gianpiero… Senza Chiese. Senza partiti. Ah Che bello

Da Non essere Dio, di Gianni Vattimo con Piergiorgio Paterlini. Aliberti Editore, 15 Euro

Non condivido una sola parola delle posizioni politiche di Gianni Vattimo. Ma questa (auto) biografia a quattro mani, che comincia da una caduta nel giorno dei suoi 70 anni, la sto leggendo con commozione e condivisione. Alla fine ne scriverò qui. Bisogna, intanto, dare atto a Piergiorgio Paterlini di essere uno dei pochi intellettuali di questo paese ad avere un’idea all’anno, uno spunto di pensiero che muove le teste un po’ paludose dei gay italiani.