Archive for the 'vecchi' Category

Eros e dutasteride

novembre 22, 2008

Guardo “Addio Mia Concubina” in televisione. Mi emoziona più di un film gayo-militante. Mi sembra così potente, c’è “così tutto quanto” dentro quel film.

L’ex di Polonio, quindici giorni dopo averlo lasciato, si è comprato un vibratore. Lo ha anche fatto vedere agli amici, l’ha messo su Facebook con relativa didascalia, sapendo che Polonio avrebbe visto. Qualcosa da dichiarare su un amore finito?  Polonio non sa. Forse i farmaci per la prostata, che rendono impotenti, c’entrano qualcosa, ma Polonio non dichiara, non è certo di ciò che direbbe.

(il blog ha bisogno di molto housekeeping dopo quattro mesi di inattività completa: si farà col tempo)

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Una strana pena

gennaio 26, 2008

Non mi scandalizzo per l’ ipocrisia incoerente che il senatore Nino Strano, 60 anni, di AN, quello che ha urlato “squallida checca” al collega dell’Udc, esprime nella sua intervista a Repubblica. Conosco questo orrore dall’interno, quando tenti di tenere insieme i pezzi della vita con la colla della menzogna.

Il sentimento prevalente è la pena: per questo travestimento col quale si pensa di salvare se stessi dal proprio inferno personale, urlando in faccia agli altri lo schifo che si prova per se stessi. E facendo quindi, letteralmente, della propria menzogna privata una pubblica persecuzione verso altri.

Non è forse questo il cuore vero, e nero, di ogni omofobia?

Da noi poi, o mai

gennaio 5, 2008

Dall’articolo del Giornale oggi:

Prima o poi doveva accadere. E ad aprire la strada è Berlino, che conferma, ancora una volta, l’obiettivo di contendere ad Amsterdam il titolo di capitale europea del movimento omosessuale. Sulle rive della Sprea sorgerà una casa di riposo appositamente creata per gay e lesbiche. È, a quanto pare, una prima volta assoluta nel vecchio continente.

Qui il pezzo integrale

Intanto mi accorgo con qualche ritardo che monsignor  Tommaso Stenico ha dato querela alla “7” per l’inchiesta di cui si è letto. Dalle poche righe di giornale sembra di capire che la tesi dei legali sia quella dell’agguato a un uomo che, prima di essere un prelato, è uno specialista che ha in cura personale della chiesa nei quali “emerge” un orientamento omosessuale.

Coming out senza frontiere

novembre 20, 2007

Distrutto dalla stanchezza, torno a casa e l’occhio mi cade su Bonolis e ripenso a quello che  scrive Paolo Colonna sul ragazzo iscritto a Forza Italia che il suo parroco ha fatto fuori e che oggi spopolava e sconcertava tutti noi sui giornali (ripenso anche a quello che scrive Paolo sui “gay di destra”).

Mi metto lì, voglio capire, ma poi, davanti alla gara alla “giochi senza frontiere” tra etero e gay, sulla corsa del triciclo, il lancio del prosciutto, l’arrampicata sulla rete e il rodeo del toro di cartone, mi è presa l’angoscia, col tabellone dei punteggi diviso in due campi, etero e gay. Forse anche perché il concorrente gayo, grasso come un leone marino, incarnava uno stereotipo di “frocio imbranato”, che si faceva dire da Bonolis, “lei è ingrifato”.

Ce l’avessero dato almeno atletico il rappresentante di categoria. In ogni caso non lo reggo, lo show del coming out catodico. Mi sento vecchio e spiazzato, non era questa la cittadinanza che mi figuravo di avere.

“Ho passato la mia vita ad essere qualcun altro”

novembre 18, 2007

“E ora non posso immaginare come sarebbe la mia vita se andassi indietro e dovessi nascondermi ancora”. Questo documentario breve del New York Times su due vecchi gay che dopo una vita di nascondimento, poi di “openness” aggressiva, scoprono di esser diventati vecchi – “l’idea di invecchiare mi terrorizzava!” – è bellissimo soprattutto perché parlano sempre loro, Fred e Emil.

Qui

L’inconscio del redattore

novembre 5, 2007

Un Perry Mason, lo definisce La Stampa, per difendere le centinaia di ecclesiastici coinvolti negli Usa in casi di pedofilia, più di 500. Il suo ufficio è in Vaticano. Chissà se chi ha fatto il titolo alla Stampa sapeva che Raymond Burr, protagonista della serie nel personaggio dell’avvocato americano, ha compiuto prima di morire a tarda età il suo coming out… dopo varie mogli.

L’inconscio è sempre al lavoro.

Non è mai troppo tardi?

ottobre 18, 2007

Mike Soper, vecchio professore di Oxford, ci ha messo un po’ di tempo a venir fuori dall’armadio. Ma una volta fatto coming out si è sbrigato a scrivere The Heart Entrapped, il cuore in trappola o forse “prigioniero”.

Una cosa è certa, io vado su Amazon a campeggiare fino a che non trovo sto racconto.

Ah il professore si è dichiarato a 91 anni e ora, a 93, ha pubblicato.

L’articolo

Cadavre ha capito

ottobre 16, 2007

Cadavrexquis mi ha capito. Il problema che ponevo in “Dopo è peggio” è proprio quello dall’invisibilità della gayezza anziana. Questo scomparire dentro gli anni ed esserne puniti, come diceva l’articolo del New York Times, se solo si pretende di esistere ancora al di sopra della soglia della biologia. Come se gli anni si portassero via i diritti.

In un canale IRC una volta un ragazzo di 23 anni mi disse: “Hai 5* anni? E non dovresti essere già morto?”.

Ciò che seppellisce è l’interiorizzazione del pregiudizio.

Dopo è peggio

ottobre 10, 2007

E quando hai 81 anni….

Vecchi in difficoltà costretti ad avere a che fare col pregiudizio, e a negare la propria identità quando tutto sta per finire. La comunità ora si organizza, ma organizzare significa riscoprire il ghetto. E come forma di autodifesa aumentano le unioni civili,. Una bella inchiesta del New York Times sulle difficoltà dei gay anziani

Almeno la comunità gay laggiù comincia a fare i conti con ciò che c’è oltre il mito giovanilista. Qui, pare che di vf ci sia solo io

Non vengo, sono all’antica

settembre 29, 2007

Abitiamo in una palazzina, in realtà è casa sua. Ma è una palazzina con un karma gay, perché su 4 famiglie ci siamo io e lui, e G. e S, al piano di sotto, che stanno insieme da tanti anni, ed hanno un gattone liscio che chiameremo Grattachecca, come quello dei Simpson. Stamattina li incontriamo in cortile, ognuno diretto alla sua auto.

Loro: uh ciao, come va? Dove andate?

– Noi: a fare la spesa, in casa non c’è assolutamente più nulla (ho detto “un cazzo” ma quelli si sono guardati negli occhi).

– Loro: noi alla mostra felina, ci portiamo anche Grattachecca.

– Il mio “lui”: ci andiamo anche noi? Dev’essere carino…

– Io: Ho l’allergia ai peli di gatto, i gatti mi stanno sul cazzo e considero “troppo frocio” per me andare ad una mostra felina

Forse ha ragione quello che, qui sotto la trovate, in una lettera anonima diceva che io mi vivo male la frociaggine. O forse sono solo così, un po’ all’antica, dico “froci” e detesto i gatti. E credo che non ci sia niente di male a fare cose virili, come amare i cani e guardare la partita in divano, ed essere froci.

Qualcosa in contrario?