Coming out senza frontiere

novembre 20, 2007

Distrutto dalla stanchezza, torno a casa e l’occhio mi cade su Bonolis e ripenso a quello che  scrive Paolo Colonna sul ragazzo iscritto a Forza Italia che il suo parroco ha fatto fuori e che oggi spopolava e sconcertava tutti noi sui giornali (ripenso anche a quello che scrive Paolo sui “gay di destra”).

Mi metto lì, voglio capire, ma poi, davanti alla gara alla “giochi senza frontiere” tra etero e gay, sulla corsa del triciclo, il lancio del prosciutto, l’arrampicata sulla rete e il rodeo del toro di cartone, mi è presa l’angoscia, col tabellone dei punteggi diviso in due campi, etero e gay. Forse anche perché il concorrente gayo, grasso come un leone marino, incarnava uno stereotipo di “frocio imbranato”, che si faceva dire da Bonolis, “lei è ingrifato”.

Ce l’avessero dato almeno atletico il rappresentante di categoria. In ogni caso non lo reggo, lo show del coming out catodico. Mi sento vecchio e spiazzato, non era questa la cittadinanza che mi figuravo di avere.

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4 Risposte to “Coming out senza frontiere”


  1. Sei stato molto più paziente di me: credo di non essere riuscito a sopportare più di 5 minuti di Ciao Darwin, in totale. Tra Bonolis che imita Sordi, sketch stantii, e madrinature praticamente nude non ce l’ho fatta e mi sono spostato su Ballarò quasi subito. Ho intravisto il ragazzo di sfuggita che urlava qualcosa alla curva opposta, ma poi mi sono avventato sul telecomando non appena hanno inquadrato Califano.

  2. leny Says:

    Sarà una magra consolazione ma credo che ci siano molti a sentirsi come te di fronte a questi giulivi e giocosi “rappresentanti di categoria”. Forse non tanto “vecchi e spiazzati”, quanto “giovani e spiazzati”, ma sicuramente di ben altra cittadinanza. ciao


  3. Vi segnalo che, stando a Gaynews.it, il ragazzo di Ciao Darwin sarà ospite stasera da Ferrara a Otto e Mezzo su La7. L’argomento sarà proprio “Essere gay e cattolici”, e ci sarà anche Alessandro Zan di Arcigay.


  4. Ti riporto quanto ho scritto anche su TOMBLOG:

    A fermare il mio zapping è bastato il bonazzo di Costantino della Gherardesca, ma poi quello che ho visto è stato un reiterare e insistere su obsoleti luoghi comuni. La sfilata di moda (perdonami, coco per l’uso improrio di tale termine…) è stato quanto di più basso abbia visto ultimamente sulla cultura gay. Insomma è normale che ci discriminano quando ci mostrano gli etero come modelli seri in giacca e cravatta e noi vestiti di pitone, boa e fantasie fiorite.
    Ora mi chiedo hanno un bel dire quelli dell’ufficio stampa di MEDAISET di essere indignati per la sorte toccata al ragazzo veneto. Quando in realtà gli autori della trasmissione l’hanno costruita sempre e solo stressando la diversità che c’è tra noi e loro. Mi dispiace ma non è serio! L’unica diversità tra noi e loro è solo la persona con cui scopiamo, e quindi un fatto assolutamente personale. Stop. Volete farmi credere che non ci sono gay in giacca e cravatta? Volete farmi credere che non ci sono etero con le sopraciglie spinzettate, il fard e i jeans a vita bassa e camice con lustrini? Balle! Ci sono eccome proprio perchè siamo uguali da una parte e dall’altra.
    Ma trasmissioni come quelle di ieri sera non fanno altro che ribadire che siamo ( o sono…) dei diversi!


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