Archive for the 'segnalazioni' Category

Le cinque rose di Jennifer

dicembre 9, 2007

“Le cinque rose di Jennifer” di Annibale Ruccello, per la regia e l’intepretazione di Arturo Cirillo. Resta fino al 13 dicembre a Roma, poi non so. In un quartiere “di travestiti”, i suoi abitanti muoiono a ripetizione, tutti con un colpo in bocca, tutti con cinque rose su un tavolo. Anche Jennifer ha cinque rose, sogna l’amore col play back di una “radio libera” degli anni ’70 che dà Mina e Patty Pravo, si veste in attesa di un Franco incontrato una sola volta, di cui stringe al cuore la cornice di una foto che non c’è. E poi “anche Jennifer” muore con un colpo in bocca.

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Salutando Will & Grace

novembre 7, 2007

Gregory Rodriguez commenta sul Los Angeles Times un rapporto demografico dal quale emergono i nuovi lineamenti della vita gay negli USA. E uno legge e legge, riga dopo riga, e ha il forte feeling che stiano parlando dell’Italia: la diluizione della tensione verso il coming out e l'”esibizione” come bandiera e conflitto, a mano a mano che le nuove “generazioni” gay sono più dentro il mainstream, la perdita di centralità dei luoghi simbolo a favore di un vivere fuori da ogni militanza, il venir meno dell’immagine consumista e fashion victim della vita omosessuale, un po’ lontana di Will & Grace, per così dire.

La differenza con noi è che qui il mainstream svanisce in un delirio autoritario bipartisan.

In tv

settembre 21, 2007

Mica lo conoscevo. SkyShow: visto Edge of Seventeen – in prima serata a dir poco esplicito – e subito dopo Funny on the Beach  con uno speciale sul Mardi Gras di Torre del Lago. Un po’ di respiro, mica altro, però aiuta.  E grazie a Dio che Will & Grace su Fox è finito. So io perché (vedi sotto)

Perché l’omosessualità non è uno stile di vita

maggio 28, 2007

E’ la cosa migliore che abbia letto da tre mesi a questa parte, forse perché sono d’accordo, e si sa, fa piacere sentirsi dire le cose con cui si concorda. E’ l’articolo di di Andrea Benedino e Paola Concia, uscito sul Riformista di oggi
Le persone che ci amano (siamo anche noi oggetti e soggetti d’amore), con le quali condividiamo questa nostra battaglia, alle quali sottraiamo attenzioni perché presi da quella che abbiamo tante volte detto essere la battaglia della nostra vita, quelle persone alle quali chiediamo scusa ogni giorno per le nostre ossessioni, proprio perché ci amano, ci dicono “andate avanti, chi la dura la vince”. A un mese circa dall’avvio della fase costituente per il Pd, e dopo mesi (anni) in cui ci troviamo in prima linea, vorremmo provare a fare qualche considerazione. C’è un filo che ci tiene legati: è il filo delle nostre vite, della fatica di aver conquistato la dignità di essere omosessuali alla luce del sole, di aver attraversato la sofferenza della paura di essere “diversi”. La molla che ci spinge ad andare avanti è la nostra passione civile, perché semplicemente vorremmo che altri e altre non debbano soffrire quello che abbiamo sofferto noi, come tanti altri. Che crescano generazioni di giovani che un giorno scoprendosi omosessuali, possano scivolare sulla vita ed entrare nell’onda della loro sessualità senza sentire ogni giorno quella macchia indelebile della vergogna. Perché come dice Chiara Saraceno «l’omosessualità non è uno stile di vita, ma uno stato naturale in cui un essere umano può venire a trovarsi». Parole semplici e delicate, ma fendenti come lame in una politica come quella italiana che non sa pronunciare parole di verità. Leggi il seguito di questo post »