Archive for the 'Rants And Flames' Category

Heath Ledger

gennaio 23, 2008

Lui mi aveva fatto piangere. Ora è il momento di piangere lui.

Handicap

dicembre 20, 2007

E’ il traffico di Natale, che la sera è più cattivo.La coda di cui non vedo l’inizio, non vedo la fine. La mia auto va da sola, mentre sonnecchio a tratti nei 4 chilometri orari di media. Una radio pop raccoglie sms dei suoi ascoltatori sul tema: “Convivenza o matrimonio?”. La “ciocia” conduce e si incazza con uno che ha insultato i gay. Arriva un messaggio di una ragazza: “Oh piano con le parole, non si possono mica accusare le persone che nascono con certi handicap…”.

Ha detto proprio così. Handicap. Ho tamponato.

Coming out senza frontiere

novembre 20, 2007

Distrutto dalla stanchezza, torno a casa e l’occhio mi cade su Bonolis e ripenso a quello che  scrive Paolo Colonna sul ragazzo iscritto a Forza Italia che il suo parroco ha fatto fuori e che oggi spopolava e sconcertava tutti noi sui giornali (ripenso anche a quello che scrive Paolo sui “gay di destra”).

Mi metto lì, voglio capire, ma poi, davanti alla gara alla “giochi senza frontiere” tra etero e gay, sulla corsa del triciclo, il lancio del prosciutto, l’arrampicata sulla rete e il rodeo del toro di cartone, mi è presa l’angoscia, col tabellone dei punteggi diviso in due campi, etero e gay. Forse anche perché il concorrente gayo, grasso come un leone marino, incarnava uno stereotipo di “frocio imbranato”, che si faceva dire da Bonolis, “lei è ingrifato”.

Ce l’avessero dato almeno atletico il rappresentante di categoria. In ogni caso non lo reggo, lo show del coming out catodico. Mi sento vecchio e spiazzato, non era questa la cittadinanza che mi figuravo di avere.

Basta una cassetta?

novembre 17, 2007

Non vorrei vedermi ridotto a fare il tifo per processi dubbi solo perché al posto dell’accusato siede un prete. Chi dev’esser condannato lo sia per ciò che ha fatto, non per gli indizi, e questo vale soprattutto se non mi è simpatico l’imputato. E questa vicenda qualche dubbio la solleva, soprattutto perché tutto ciò che si è trovato sono film porno e come indizio contro il sospettato c’è il fatto che sono film gay. Mmh…

In nome collettivo

novembre 3, 2007

Daniele Nardini scrive su gay.it un’opinione che non condivido. Naturalmente il “fatto” è vero: nel mondo del battuage i romeni sono ormai, in Italia, un pericolo costante. Non da oggi: l’anno scorso ho dato aiuto a uno che era stato picchiato e rapinato, dopo essere stato avvicinato con una proposta seduttiva. Come si può immaginare, all’idea di andare dai carabinieri, che gli proposi, il nostro colloquio ebbe rapida fine. Su questo non ci piove: il numero di gay che hanno subito la stessa sorte è altissimo. Così com’è vero che le aggressioni alle donne, nelle grandi città, a opera di romeni si stanno moltiplicando – il caso di Roma è solo la punta estrema.

Ma se cominciamo anche noi, nel nostro “specifico”, a ragionare per nazionalità “che delinquono più di altre” diamo un piccolo contributo alle “spedizioni punitive” (ormai si usa senza paura il linguaggio dei primi anni ’20, una volta si vergognavano) dei fascisti contro gente che fa la spesa – è successo ieri sera a Roma.

Non sarebbe meglio dire che proprio noi, che conosciamo quanto devastante possa essere la violenza quando sa che sarà impunita (per nostra scelta), crediamo che vadano colpiti gli individui che delinquono e non le categorie? Certo, per colpire i singoli responsabili ci vogliono denunce e testimonianze. Ma noi spesso (spesso?) non ne abbiamo il coraggio: e allora ci rifugiamo nella speranza che li deportino tutti, che qualcuno faccia il lavoro sporco per noi.

E’ quello che succede in questo momento dovunque in Italia. Deportateli tutti, così non dovremo guardare l’onesto che subisce un sopruso e i bambini in braccio alle madri che fuggono da un campo della periferia di Roma.

E’ un brutto momento quello in cui si chiede a una entità collettiva e anonima, lo stato, di “vendicarci”. E noi non siamo migliori dei padri di buona famiglia impauriti.

A’ mamma…

novembre 1, 2007

E finalmente qualcuno che riesce, partendo da se stesso, a fare una critica della dipendenza maschile/meridionale, nelle accezioni sia gay che etero. E riesce a identificare il Nemico che c’è sotto. Parlo di Totentanz… 

p.s.

obietterei sull’accento di “a’ mamma”, io sapevo che si dicesse “a’ mammà”

Negli (con gli) occhi del nemico *

settembre 15, 2007

* [contenuti espliciti]

La lettera anonima, mi accorgo, ha un suo potere: ti rappresenta come uno specchio deformante, accusatorio, ma in qualche modo è te visto attraverso l’odio di un altro. Questa riguarda me, è arrivata da indirizzo anonimo a un mio amico, forse spedita a molti altri. 

T. mi pare che si sia scientemente infilato nel tunnel del vecchio frocio da cartolina: in realtà si odia e si fa schifo (finalmente una cosa su cui sarei Leggi il seguito di questo post »

E se avessero ragione quelli di Vicenza?

agosto 30, 2007

Insomma a Vicenza vogliono mettere un muro vicino all’area di sosta dove si batte ma soprattutto si consuma all’aria aperta e di giorno.

E io non riesco a trovare una sola obiezione a questa scelta, e trovo abbastanza pazzesco che il movimento gay non dica che certi comportamenti ci danneggiano.

Mal di piedi, a Roma, in una sera di giugno

giugno 7, 2007

Pare che la tessera dell’Arci Gay fosse nel portafoglio, e che solo i soldi fossero nel calzino del morto di Milano. Queste sono notizie di oggi. Per intanto da Trento arriva la notizia di tre possibili suicidi di adolescenti. Un terzo di 375 fa 125. Trecentosettantacinque è il numero di adolescenti che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità si suicida in Italia ogni anno, che poi afferma essere un terzo del totale coloro che lo fanno perché non accettano “la propria diversità”. Siamo ancora diversi, eh, anche per chi indaga sulla sofferenza. Qui ci vorrebbe un Paterlini.

Io ripenso intanto a un padre biondo e giovane, oggi nel centro di Roma, davanti a una galleria d’arte. Entrano quattro ragazzi gay e lui, rivolto al bambino che non avrà avuto più di sei anni, gli fa: “Hai capito cosa sono quelli? Sono froooscccciiii”, con la sch romana che si trascina come una pantofola sul pavimento per un paio di secondi. Un vero e proprio tatuaggio dell’anima.

Poi dopo ho passato due ore in auto, tutti dicevano, “è per Bush, mortacci sua, ha fermato il traffico”, e invece si è saputo che c’era una processione, forse il corpus domini, me ne sono accorto dalle migliaia di suore, preti e scout che sciamavano verso il centro paralizzato di traffico.

Sono rimasto fermo in auto per mezz’ora davanti a san pietro in vincoli, dove anni fa riaccompagnai dopo una rapida pizza uno che avevo rimorchiato su internet e che non mi aveva detto di esser prete. “Abito qui, non ti va di salire? E’ una situazione discreta” mi disse col suo accento veneto. Non mi va, te e la tua omosessualità protetta dalla menzogna, tienitela. Si muove il traffico, passo davanti al prato del colle oppio, lì ne avranno ammazzati una decina negli ultimi anni.

Penso che oggi avrei potuto fare qualcosa in più, per mettere all’attenzione di chi so io il caso di Milano. Non l’ho fatto, perché i miei calzini non ospitano solo piedi. E ci sto male.

“Volevo solo che finisse presto”

maggio 17, 2007

La rete ribolle di link a questo. Il documentario della BBC sui preti pedofili in Gran Bretagna e Stati Uniti.

Pare ci sia un problema di diritti, perdonate Trimanda se si fa prudente e non linka, soldi per avvocati non ce n’è. Ma il video è su Google Video (in un file unico) e su Youtube, in versione segmentata.  Farsi furbi non costa niente.

Sono 39 minuti di un documentario (sottotitolato in italiano) che toglie il respiro. Si provano molte sensazioni forti, anche il legittimo sentimento di rivalsa morale verso un’istituzione che ci accusa di ogni abiezione, proprio quelle che in realtà proliferano al suo interno e di cui copre ogni traccia.

Ma poi resta un senso di commozione per le frasi di un 50enne che ripete le sue sensazioni di quando era bambino, sbattuto su un letto, sotto il suo parroco: “Non guardavo, volevo solo che finisse al più presto possibile”.