Ma che bravo Alberto, gay di destra. O solo contemporaneo?

novembre 22, 2007

Questo Alberto Ruggin è un politico nato. Nel dibattito ad Otto e Mezzo è riuscito a difendersi bene, non solo dalle manipolazioni da suburra fascistoide di un Camillo Langone, ma anche dai raffinati spostamenti di senso che proponeva Ferrara, tenendo il punto della “pubblicità”. Dalle cose che dice io dissento, in parte, perché propone e rivendica un modello di convivenza dell’omosessualità dentro la chiesa contemporanea.

E per capirlo, che sia impossibile viverci senza mutilazioni della propria dignità e realtà personale, basta ascoltare le parole di don Ermis Segatti, che ha parlato da Torino (“l’ostentazione dell’omosessualità offensiva della dignità”). Al sacerdote è scappato uno splendito lapsus, parlando dl gay pride: “Lì siamo proprio outside”. Non potrei essere più d’accordo. Per loro basta essere “inside”.

E così Paolo Colonna è servito (dico con ironia), lui che si poneva il problema di non conoscere “gay di destra” che fossero capaci di far politica in modo aperto. Alberto lo è, e non somiglia né a lui o a me né alla sua destra. E’ un animale nuovo (animale politico).

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16 Risposte to “Ma che bravo Alberto, gay di destra. O solo contemporaneo?”


  1. Ruggin non è uscito affatto male dal dibattito di ieri, anche se non ha potuto contestare l’accusa di “fare propaganda” di Ferrara (propaganda perché? e di cosa, santo cielo?) né ha avuto modo di replicare all’orrendo Langone che lo tacciava di superbia, al quale è stato dato uno spazio del tutto sproporzionato rispetto agli altri ospiti (ma Langone è una delle penne di punta del giornale di Ferrara, e giocava praticamente in casa). Il povero Zan – chiamato lì per una parvenza di par condicio – ha praticamente fatto tappezzeria, invece.
    Ruggin è giovanissimo ma parte bene: è sicuramente più maturo di tanti suoi coetanei e già a suo agio davanti alle telecamere. Non so quanto ci sia di davvero nuovo nell’animale politico di Alberto (l’impressione è che sia cresciuto a pane e Mediaset, requisito necessario per fare carriera in Forza Italia o come diavolo si chiamerà il partito di Berlusconi) ma a giudicare da quanto leggo in Rete (nei forum, nelle chat e nei blog) mi sono fatto l’idea che siano davvero tanti i giovani omosessuali della sua generazione schierati a destra, molti di più rispetto a qualche anno fa. È un dato interessante, credo, su cui dovremo riflettere. E con il quale il movimento gay italiano dovrà fare presto i conti, perché ignorarli sarebbe un grave errore.

  2. tato Says:

    caro paolo, d’altra parte ci sarebbe anche da interrogarsi su che ci sia di sinistra, qualsiasi cosa questo oggi possa significare, nella gran parte dei gay che un po’ tutti conosciamo, a parte, appunto, il dichiararsi di sinistra

  3. caracaterina Says:

    E’ cresciuto, Ruggin, a pane e mediaset come tutti tutti quelli della sua età, omo od etero che siano. E anche secondo me è spiazzante e nuovo come spiazzano per la loro novità tutti questi giovani nuovi destri, omo ed etero, che non usano affatto le categorie socio-dialettico-politiche (parola orribile, lo so, chiedo scusa per la mia trascuratezza) a cui siamo stati educati. Sono stati abituati a una forma che, per me che sono all’antica, è puro totalitarismo perchè riesce a tenere ideologicamente (cioè in un modo che da propaganda si fa verità) insieme elementi che, ad un’analisi più fine ma che richiede criteri vecchi, sono separati. Pretendere di tenere insieme, oggi, omosessualità, chiesa cattolica e deprimente spettacolo tivù è falsità applicata ma è vincente: sul mercato è un prodotto che, se confezionato con intelligenza, professionalità e convinzione fresca e profonda, copre un amplissimo target, che va ben oltre le categorie nominate. E il mercato è da mo’ che è il nuovo totalitarismo.

  4. trimanda Says:

    Tato,
    ci sarebbe anche da chiedersi cos’è una sinistra che non riesce nemmeno a fare i DiCo, altro che matrimonio gay. E peraltro qui il giovane Alberto è stato ancora più fine, perché ha detto che lui vuole i pacs ma non ne farà mai uno con un suo compagno: essere ipocriti a 21 anni mi pare un record, ma se questa ipocrisia riesce a far male, a graffiare l’omofobia, come lui ha fatto, mi piace.
    Per il resto credo di aver mal giudidcato il sacerdote torinese che era in trasmissione: riascoltando la puntata ho capito che la sua è una posizionee minoritaria che i ratzingeriani attaccano senza requie.

  5. GMR Says:

    Caro Trimanda, mi pare che la tua finezza sia ancora più affilata e tagliente di quella di Ruggin. Una delle cose che più colpiscono nelle persone di sinistra è che, accanto a un certo grado di indubbia civiltà e urbanità (quella urbanità che consente all’elettore di sinistra medio di essere migliore del fruitore di destra medio di Ciao Darwin e di altre bonolisate), ci sia un significativo grado di prevedibilità, di appiattimento non solo mentale, ma anche dei modi di dire, parlare e comportarsi. In breve, l’elettore di sinistra è più educato di quello di destra, ma non è mai spiazzante. E’ totalmente costruito sul tipo umano del comico di sinistra. Di qui la sensazione di noia che genera non solo un governo di sinistra, ma anche l’amico di sinistra. Il dibattito su Tom su Ruggin è un esempio di questa sonnolenta prevedibilità. Tu invece, riesci a dire due parole non attese su Ruggin, e risulti stimolante e spiazzante. E però sei anche di sinistra, per quanto ho potuto capire. Il che significa che c’è speranza che anche la sinistra, un giorno, si rimetta culturalmente in moto e si liberi delle ragnatele che la avvolgono da trenta anni.

  6. trimanda Says:

    Caro GMR,
    io so di certo di non essere di destra. Ma faccio molta fatica a definirmi di sinistra: lo sono stato. Ma diciamo che sono un apolide politico (e non solo).

    I miei voti sono spesso andati sulla faccia antica di Marco Pannella, ma anche lì trovo difficoltà a identificarmi – per la verità ho rinunciato a qualsiasi identificazione, di ogni tipo. Uno non dovrebbe avere più bisogno di appartenere, auna certa età.

    Che poi Pannella sia la storia di un pezzo della sinistra è anche vero, ma di una sinistra che non c’è mai stata.

  7. Visnu Says:

    Io conosco di vista questo ragazzo, e conosco il parroco don Paolino di persona in quanto frequentante di questa parrocchia estense. Ho sentito parlare di questo ragazzo da alcune persone che erano a scuola con lui, e visti i recenti avvenimenti, possono risultare rilevanti alcune informazioni che ho appreso da loro: Alberto Ruggin è stato rappresentante d’istituto di una scuola superiore, e amava mettersi in mostra, essere al centro dell’attenzione già nell’ambito scolastico dunque.
    A mio parere, da ciò, sembra evidente e quasi certo che questo ragazzo è quindi capace di aver sfruttato questi strumenti mediatici e montato un piccolo episodio che doveva invece risolversi in parrocchia tra poche persone, con lo scopo di diventare per una via breve, molto breve, una figura nota a molti.
    Ciò che non mi va giù però, e che sia andato a sfruttare un parroco molto bravo e buono, e un giudizio da lui dato che tra l’altro era giustificato in maniera diversa da quanto invece raccontato da Alberto. Il parroco infatti, quella famosa domenica mattina, ha semplicemente chiesto ad Alberto di astenersi dal cantare come cantante solista, visto che il ragazzo aveva sostenuto un modello di vita gay in tv, un modello di vita contrario alla Chiesa cattolica; mentre invece, il ruolo che aveva rivestito all’interno della chiesa delle Grazie di Este, era un ruolo che imponeva delle responsabilità pubbliche, un comportamento che rispecchiasse i valori della Chiesa. Quindi don Paolino non ha “cacciato” Alberto dalla parrocchia estense, ma l’ha semplicemente invitato a farsi un po’ da parte, non rivestendo più quindi un ruolo di “guida” (in un certo senso) per molti giovani della parrocchia. Inoltre, questo invito gli è stato rivolto non per le sue tendenze omosessuali, ma per il suo appoggio e sostegno a un modello di vita gay, in quanto, per gli avvenimenti recenti, sembra che Alberto appoggi pienamente questo modello.
    Giudico quindi Alberto, un ragazzo molto astuto, che è stato capace di usare un piccolo particolare trasformandolo in una vicenda nazionale; ma lo giudico anche un ragazzo falso e ipocrita.
    Visnu

  8. GMR Says:

    Visnu, ovvero il conservatore. Ma anche io sono un conservatore. Approvo.

  9. trimanda Says:

    Proviamo a capirci: se invece di andare in tv a “sostenere un modello di vita gay”, fosse andato in un cespuglio a farsi una cosa, senza dirlo a nessuno e poi confessandosi, andava bene? Credo proprio che intendiate questo.

    Vedete è tutto qui il conflitto: voi volete impedire l’esistenza di soggettività diverse da quelle approvate dalla chiesa, relegandole nel silenzio e nell’ipocrisia, e quelle, che ormai esistono e non accettano discriminazioni, si rifiutano di farsi ridurre al silenzio. Non vogliono la parola per fare “propaganda”, non ho mai visto nessuno fare proselitismo gay. Ma per esistere. E’ la parola e la visibilità verso gli altri che ti fanno esistere, non il silenzio.

    Poi le variabili individuali poco contano (i furbi, i paraculo, ecc ecc).

    La sostanza politica è tutta qui, e il conflitto è irricucibile.

  10. roby Says:

    Conosco Alberto e la sua famiglia.Posso dire con assoluta certezza che non è un esibizionista,ma solo un ragazzo con tanto,tantissimo coraggio.Molte persone omosessuali dovrebbero prendere esempio da lui,senza avere timore delle opinioni della gente.Non approvo il giudizio dato dalla Signora Paola Goisis espresso in un dibattito pubblico qualche sera fa ad Este : “Gli omosessuali sono errori della natura”!!!
    Affermazione secondo me stupida e priva di significato.Gli omosessuali o “gay” come si vogliano definire sono persone normalissime,forse anche più intelligenti ed educate di tante altre persone etero.Non fanno niente di male nell’ esprimere pubblicamente la loro felicità sessuale,non fanno del male a nessuno,vogliono solo avere gli stessi diritti delle altre persone eterosessuali.
    Politicamente parlando credo che Alberto debba rimanere nella sua posizione,mantenendo i suoi ideali politici,credo che faccia bene a spiegare la situazione con il parroco della sua parrocchia,solo per far capire quanto sia “crudele la Chiesa”e quanto a volte si confonda essere credenti con l’andare in Chiesa.Concludendo dico solo che Alberto Ruggin è una persona che merita grande stima.Continua così,porta avanti i tuoi valori senza guardarti mai alle spalle,fai sempre i tuoi interessi,escine a testa sempre alta.Ciao Alberto.

  11. paolo Says:

    Grazie Alberto per la battaglia che stai conducendo.
    Come vorrei avere il tuo coraggio, ed avere visuuto
    senza nascondermi.

  12. paolo Says:

    Grazie Alberto per la battaglia che stai conducendo.
    Come vorrei avere il tuo coraggio.

  13. Kiaretta Says:

    Conosco anch’io Alberto di persona… premettendo subito che ho amici gay, e che comunque non mi interessa, o meglio non mi fa differenza se una persona è gay o no, vorrei spendere due parole su questo caso mediatico che tutti subito hanno chiamato SCANDALO.
    So che Alberto ha fatto diversi provini per altrettanti programmi televisivi, spettacoli, agenzie per modelli (!!!!), ecc. Lui non aspettava altro che un’occasione per acquistare notorietà, e tutto ciò è dimostrato dal fatto che tutto questo polverone dell’omosessualità è stato sollevato solo perchè ha deciso di partecipare al programma… secondo voi se si fosse semplicemente dichiarato, o magari si fosse fatto i fatti suoi vivendo la sua vita nella normalità (che, sottolineo, comprende la sua tendenza omosessuale) senza doverlo per forza sbandierarlo alle tv nazionali, magari, dico, il caso sarebbe passato come NORMALE, appunto… Il polverone è stato sollevato solo perchè guarda caso si è dichiarato in coincidenza della sua apparizione televisiva ( oppure con lo scopo di avere una apparizione televisiva?!?!??!?). Quello che volgio dire è: perchè, caro Alberto, non hai semplicemente vissuto la tua vita, nella normalità che così tanto chiedi, senza dover rendere conto a noi di quello che fai a letto? sai quanti gay vivono riconosciuti dalla comunità, proprio perchè si sono affermati, si sono fatti rispettare come tali, ma senza sbandierarlo ai 4 venti, semplicemente ponendolo come un dato di fatto e lasciando che la gente lo capisse da sola e ne traesse le proprie conclusioni… voglio dire, dovevi proprio farcelo sapere per televisione, questa tua caratteristica? perchè i gay si devono per forza “dichiarare” al mondo?… è proprio per questa loro caratteristica del voler per forza dimostrare qualcosa al mondo che i gay non sono considerati (da qualcuno, non da me) normali… se tu ti fossi gestito la tua vita magari con un compagno e ti fossi fatto i fattacci tuoi, magari la gente urlerebbe meno allo scandalo!!! Ma anche se sei gay, che ce ne frega a noi, voglio dire ce lo puoi anche dire (non è che devi nasconderlo), ma non serve palesarlo come se fossi il primo sulla terra!!!
    il fatto che in Italia la gente come me che studia da anni e anni un’arte come la musica per vedersi riconoscere un minimo di talento, venga scavalcata da persone il cui unico “attributo” è essere gay, e veda che l’unico modo per essere apprezzati è dire “sono gay, aiuto” … QUESTO E’ IL VERO SCANDALO!!!!!!!!!!!!!

  14. roby Says:

    Il vero scandalo è l’IGNORANZA della gente che ha pregiudizi nei confronti degli omosessuali…

  15. Joseph Says:

    E un giovane coraggioso; ne deve essere orgoglioso la nostra chiesa.

    Le sue parole semplici, oneste e normali di Alberto hanno suscitato un vero panico fra i fedeli cattolici. Perche?

    La calunnia ha cominciato immediatemente. Perche?

    Ci sono qui sintomi chiari d’una profonda crisi morale del cattolicesimo di nostri giorni.

    A quando un dialogo reale fra la chiesa e se stessa?


  16. DVRA CRVX CENACVLI

    L’unica dimostrazione di “santità” plausibile è la nudità, fisica e morale : e infatti resta fenomeno indimostrabile !
    Quando buttarono giù le torri gemelle, dissero che era stato Bush; ma la presenza di kamikaze (nobile termine nipponico del tutto sprecato per quattro predoni del deserto pidocchiosi e vigliacchi) a bordo dei due aerei ci parve una prova inconfutabile della verosimiglianza d’un atto terroristico: infatti, se anche dei suicidi fondamentalisti fossero stati pagati dalla CIA o da cattivoni simili, come avrebbero potuto godersi quei soldi, da morti? (ammesso, e non concesso, che la suggestione d’una ipotesi dietrologica e più strampalata debba sempre sembrare vincente rispetto all’immediatezza d’una sana e genuina ragionevolezza!)
    Delitto Moro: dissero ci fosse dietro Andreotti; ma se così fosse stato, quei parrocchiali individui col pugno chiuso tuttora lì a strepitare la giustezza morale delle proprie ammissioni colpevoliste avrebbero trascorso il fiore degli anni dietro le sbarre per puro amor di gloria, o forse per masochismo esistenziale?!
    Certo, non si può escludere nulla; solo gli annoiati e gli stolti vivono di assolute certezze e non si pongon quesiti! Ma come non perseguire le vie della logica a fronte di quelle dell’ideologìa se si ricerca una lucida verità? Ebbene, in un mondo ove è oramai possibile dubitare di tutto e di tutti, l’unico valore etico – e pragmatico – che possa ispirare sincerità senza macchia e senza paura resta la “nudità”: fisica e morale. Persino morire, al confronto può apparire un depistaggio: la tragica fine di Heider, il mistero di Cogne, la mattanza di Erba…chi c’è dietro queste morti? Senz’altro l’innocenza delle vittime, visto che son tali. Ma i carnefici? E che dire dei carnefici di questa immane crisi finanziaria, che ci sta attanagliando le menti, i fegati, la serenità, mentre un deputato comunista vince “l’Isola dei famosi”, chi potrebbero essere? Il governo? L’opposizione? Va di moda dire che ormai sono la stessa pappa: e allora chi rimane davvero “giusto”, “affidabile”, “innocente”? Solo chi muore? Certo né Obama né Veltroni, né altri “santoni del bene” c’hanno fatto un fischio quando già molti mesi fà gli “addetti ai lavori” come loro avranno senz’altro avuto qualche avvisaglia del putiferio finanziario globale – molto global – che solo in seguito si sarebbe scatenato. Dunque nessuno è innocente, nessuno è buono, nessuno è santo, tantomeno chi vuol sembrarlo; da chi è già “cattivo” e profittatore patentato non ci aspetteremmo certo una mano; ma Fazio, la Gabanelli, Santoro, i soloni dell’informazione, coloro che anziché quello del catechizzarci, avrebbero il dovere etico e professionale d’informarci, ora cascano dalle nuvole come se la valanga non fosse mai stata una palla di neve..o forse il giornalismo-fashion era troppo distratto o connivente per dare l’allarme. Che ci resta? Come canticchiò qualcuno dentro una chiesa del viterbese qualche anno addietro…”LUCIDITAS SEMPER LUCIDITAS!”
    HELMUT LEFTBUSTER
    dvracrvxcenacvli/myspace.com


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