Archive for the 'Omofobia' Category

L’inchiesta di Davide Varì su Liberazione

dicembre 24, 2007

Ecco il testo dell’inchiesta di Davide Varì, apparsa ieri, 23 dicembre, su Liberazione.

E questa è la dichiarazione di Aurelio Mancuso, che chiede l’intervento dell’ordine degli psicologi.

Davide si è finto omosessuale desideroso di cura. Ed ecco cos’ha scoperto…

Mi forzo, e da ateo convinto prego con lui. Finito il momento di raccoglimento Don Giacomo, con la stessa delicatezza, mi invita a continuare il mio racconto. «La tua relazione con Luca – mi dice – è stata passiva o solo attiva?». Don Giacomo vuol sapere se ho «subito» oppure no una penetrazione. Deve essere solo quello il discrimine fondamentale per capire se davanti a sé c’è un vero omosessuale. «Attivo e passivo», dico di botto. «E mi è anche piaciuto», rispondo quasi in senso di sfida, di fronte a quella domanda così volgare. Volgare non per la cosa in sé, quanto, piuttosto perchè per la prima volta inizio a intravedere, o almeno così mi sembra, i veri pensieri di quel prete così giovane e cordiale. Uno squarcio che smaschera il giudizio che ha di me, anzi, di “quelli come me”. Leggi il seguito di questo post »

Handicap

dicembre 20, 2007

E’ il traffico di Natale, che la sera è più cattivo.La coda di cui non vedo l’inizio, non vedo la fine. La mia auto va da sola, mentre sonnecchio a tratti nei 4 chilometri orari di media. Una radio pop raccoglie sms dei suoi ascoltatori sul tema: “Convivenza o matrimonio?”. La “ciocia” conduce e si incazza con uno che ha insultato i gay. Arriva un messaggio di una ragazza: “Oh piano con le parole, non si possono mica accusare le persone che nascono con certi handicap…”.

Ha detto proprio così. Handicap. Ho tamponato.

“Perché è giusto punire l’omofobia”

dicembre 11, 2007

Mi sono sottoposto ad una fatica un po’ improba: quella di copiare l’ intervento del senatore Ignazio Marino, presidente della commissione sanità del Senato, su Repubblica di oggi – che non l’ha messo on line. La lettera è un buon passo avanti rispetto al pasticciaccio dell’emendamento sull’omofobia, perché separa due punti che non possono andare uniti: da una parte la necessità di punire le discriminazioni, perché esse fanno parte di un modo di organizzare e vivere la società che non è giusto (giustificabile), dall’altra il principio che non si possono punire le idee (il problema posto dall’emendamento).

Ora mentre è evidente che la violenza e la lesione fisica vanno punite sempre e in ogni caso, io continuo ad essere più perplesso per le espressioni verbali o scritte.

Si può postulare una responsabilità per chi riveste cariche pubbliche o posti di rilievo nei mass media – un sindaco che chiede “Pulizia etnica per i culattoni” rischia davvero di scatenare un linciaggio – ma non credo che possiamo punire qualsiasi espressione di dissenso e condanna. Anche perché in questo simpatico paese rischiamo di veder punito il ragazzino che dice frocio al compagno di scuola e non il sindaco che incita all’odio.

O magari una bella sanzione amministrativa: 500 euro al padre del ragazzo bullo e 10 mila al sindaco?

Qui mi fermo, perché giurista non sono e rischio di dir cazzate, sto solo tentando di non mettere a tacere lo stato di diritto che è in me 🙂 : segue l’intervento di Marino, rispetto per questi polpastrelli che lo han trascritto.

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Pedine nelle loro mani

dicembre 11, 2007

Ho ascoltato con attenzione l’intervento di Niki Vendola al congresso dell’arcobaleno nel fine settimana. Poetico e ratzingeriano di sinistra. Infatti non una parola sui diritti dell’individuo, sui gay, e molta condanna di chat e videogiochi, dei consumi e del precariato. Del precariato della vita personale, non una parola.  Uno dice, ma non c’era la questione dell’omofobia? C’era, e non c’era, per loro. Segno che la partita era tutta un’altra, una prova di forza fra componenti della maggioranza, come testimonia anche questa intervistina di Giovanni Russo Spena a Repubblica di oggi, dove tutto è manipolabile. Leggi il seguito di questo post »

Perché non c’eravamo

dicembre 8, 2007

Voglio dare atto a Ivan Scalfarotto di aver alzato il tiro, la voce o quel che volete sulla questione omofobia. Lo ha fatto, e meno male che qualcuno parla, nel Pd.

Altra questione poi è la richiesta di misure disciplinari (di partito, di maggioranza, non so) a carico della Binetti. Qui sono più perplesso,non per questioni di Pd di cui nulla so, ma perché quella norma approvata è sbagliata, è da stato etico. Ci costringe a scimmiottare l’oppressore creando un bigottismo clone di quello clericale, punendo l’espressione di un pensiero ostile (E oltretutto non coglie il punto politico della vicenda).

Ma guardatela, questa situazione, sotto la lente denominata “assenza del punto di vista omosessuale”. C’è una politica di destra, piatta sull’appoggio dell’offensiva vaticana, alcuni di loro, potendo, ce le suonerebbero di santa ragione, fisicamente. E quando può quella cultura colpisce con le sentenze, come nel caso della mamma di Palermo, che aveva perso il figlio perché “lesbica” e ora riabilitata.

E guardate questo centro sinistra, un po’ cattolico, un po’ conservatore, un po’ velleitario e comunista che crede sia giusto mettere oggi per l’insulto ai froci le pene che ieri si davano ai “nemici del popolo”.

Io credo che per questo abbiamo perso – perché l’abbiamo persa e i Cus sono solo una riserva indiana che non ci sarà concessa – la battaglia dei diritti, che non sono soltanto l’unione civile e la pensione. Abbiamo perso perché non c’eravamo, perché per noi parlavano gli altri. E quando abbiamo parlato, lo abbiamo fatto con le parole degli altri (della politica, della fede, dei partiti).

L’esistenza dell’odio (il Foglio)

dicembre 2, 2007

Ieri, 1 dicembre, sul Foglio di Ferrara, un editoriale sul padre che uccide il figlio, perché gay (il figlio). E riconoscimento dell’esistenza dell’omofobia da parte del Foglio liberal-ratzingeriano e quasi un disconoscimento delle “cure” di recupero. In polemica con le posizioni più sgangherate, che ci sono a destra e non solo, sull’esistenza di una “casta gay”. Il pezzo di sequito nella prossima pagina (stavolta, eccezionalmente, copiato e non linkato: il sito del Foglio, link sopra, è gratuito e mette a disposizione il giornale dopo le 12)

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Scularli

novembre 29, 2007

Il training camp per riportare i gay alla virilità, ad essere warriors. Con la spoliazione totalitaria dell’identità all’inizio. Qui, in inglese.

Tatuatori di anime

novembre 29, 2007

Non picchiano senza una ragione.  Hanno bisogno di motivare. “Gay”  hanno scritto sulla schiena, col pennarello. A prima vista, una misura di odio, l’insulto che si accompagna al colpo. E invece è una motivazione, e una richiesta di alleanza: non abbiamo pestato uno qualunque, abbiamo dato quello che si meritava a un frocio. Gli sembra un motivo sufficiente. Troveranno orecchie che intendono (intanto un’anima resta tatuata per sempre dalla violenza, ma che fa?)

Pregiudizio in corsia

novembre 2, 2007

La regione Toscana ha mandato un questionario agli operatori sanitari in cui a un certo punto “scende nel dettaglio”, come dice il cronista: “E allora si domanda, fra l’altro, se l’omosessualità viene ritenuta “una condizione patologica”, “una scelta della persona”, “una nevrosi su base familiare indotta”, “una variante naturale della sessualità umana” o “un’anomalia genetica recessiva”.

Ora se c’è una regione italiana che sull’omosessualità sta provando a fare un serio lavoro sul pregiudizio, quella è la Toscana. Però… Però… queste domande a cosa puntano? A capire se ce n’è, di pregiudizio, tra gli operatori e poi eventualmente combatterlo? Forse è così, ma mi rimane un retrogusto di inutilità e l’impressione di un cedimento alle guerre ideologiche dell’oggi (si è gay per nascita o per scelta?).

Non sarebbe meglio verificare nel farsi del servizio, “a valle” diciamo, l’esistenza di pregiudizi praticati? Intendo, se uno pensa che io sia un marcio corrotto e vizioso ma poi mi cura bene, chi se ne frega delle sue idee?

Ma detto questo, ce ne fossero di altre Toscane, in questo paese, anche perché è importante che l’omofobo senta la pressione istituzionale sfavorevole al suo pregiudizio.

E io poi, che ho parlato con i miei figli, faccio fatica a spiegare certe cose a un medico, quindi forse ha ragione la Toscana.

Ospedale per eterosani

ottobre 26, 2007

Non hanno mollato la presa. La Cei distribuisce la lettera di un parroco contro Halloween, festa accusata di “pedofilia virtuale”. E questa viene dopo la condanna di Harry Potter. Pretendono il monopolio anche del magico, e non potendone più bruciare i praticanti, scagliano anatemi.

Ma il meglio lo dà sempre Milano, anzi in questo caso la Lombardia. Assistenza sanitaria sì, ma solo per chi conduce una “vita sessuale sana”. Ma qualcuno dei nostri movimenti ufficiali quando comincerà a prendere carta bollata, magari diretta anche a Bruxelles, per rompere quest’offensiva senza respiro?