Archive for febbraio, 2008

Strisce rosa

febbraio 25, 2008

Perché, ascoltando la Tatangelo, mi viene da chiedere al comune il parcheggio disabili?

Programmi

febbraio 25, 2008

E’ la slide 4

Il PD promuove il riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi”

Anche dello stesso sesso? E quanto stabilmente? Nove anni?

Non luoghi

febbraio 22, 2008

Mi hai detto raggiungimi all’Ikea. Odio l’Ikea. Ma ti ho raggiunto e tu non c’eri, m’è toccato aspettare. Non sapevo che fosse questo gay pride del non luogo, con tanti maritini che guardano intensi, mentre la moglie studia il salottino, un maturo signore come me, che neanche ha carrello e metro di carta.

Il non luogo ci libera. Come diceva della città Terence Stamp in Priscilla.

Quasi endorsement

febbraio 21, 2008

Con i radicali dentro, il pacco del Pd è meno indigesto.

Duro

febbraio 19, 2008

Franco Grillini lancia la sua candidatura a sindaco di Roma:”Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”.

Lo dice nel giorno in cui Rutelli ufficializza la sua.

Quando eravamo ragazzi, ce lo misuravamo sulla lavatrice, mettendo una tacca con la matita sul ripiano di formica. C’era sempre chi perdeva, ma il gioco era divertente lo stesso.

Incendio al coming out

febbraio 18, 2008

Senza parole. Qui

Già, perché mai un gay dovrebbe votare per il PD?

febbraio 16, 2008

L’ambiente, le tasse, la spesa pubblica, la legalità (quella di Di Pietro o quella dello stato di diritto?), tante belle cose molto “economiciste”. Noi, nei 12 punti del PD non ci siamo. E infatti una quindicina di gay del PD, da Scalfarotto a Benedino, scrivono un pezzo sull’Unità che difende il loro lavoro nelle commissioni, chiede visibilità per i contenuti e spazio per senatori e deputati dichiaratamente omosessuali. Cioè testimoniano il loro impegno e ammettono la difficoltà della situazione attuale. Cercando di rispondere in positivo alla domanda “Perché un gay dovrebbe votare per il PD?”.Da Ivan si accende un dibattito.

Riassumerei così la questione: un gruppo di gente seria e onesta ci chiede di sostenerli in una battaglia disperata, senza riuscire a rispondere alla domanda che essi stessi ci pongono. Il voto cioè dovrebbe essere per loro, non per ciò che sono riusciti ad imporre. Ma, Ivan, non avevi tu stesso fatto ragionamenti interessanti sulla lobby gay estranea ai partiti ma capace di far pressione su tutti?

Per me, al momento, la risposta alla domanda resta: “per nessuna ragione”. Ci fosse la preferenza sulla scheda, l’idea sarebbe perfino considerabile, ma allo stato attuale si tratta di votare il pacco che comprende la Binetti, in migliore posizione, e poi voi. Non ho alternative pronte in tasca, ma scusate, perché, a meno di una sconfitta devastante, dovrebbero darvi domani lo spazio che vi negano oggi?

Valentain

febbraio 14, 2008

Ero già sul divano, mi preparavo all’abbiocco serale. Mi presenti questo pacchetto quadrato, e mi dici “auguri”.
Non sono abituato a san valentino: quando avevo non festeggiavo, o forse sì in quegli 11 anni, qualche volta dimenticata. E oggi tutto avrei pensato, tranne che mi avresti regalato l’ipoddino da occhiello. Gaffe.
Ho raddoppiato la gaffe stamattina. Ti svegli e mi dici auguri. Ho la forte sensazione di non meritare tutto questo. A parte le pippe ideologiche che mi faccio sulla melensaggine della festa in sé, tu mi hai fatto festa e io no. Non sono abituato a stare bene, per me la guerra non finisce mai, sono uno in trincea. Anche quando facevo il corteo per i pacs, mi ripetevo: è per gli altri, non per me.

I fuori e i dentro

febbraio 12, 2008

E quando Di Pietro e la Binetti voteranno con la destra sull’aborto?

Canzonette

febbraio 11, 2008

Dopo la Tatangelo, un altro amore same sex nelle canzoni di San Remo. Temo quest’alluvione, permetterà a molti di dire: “Ma figuriamoci, ho anch’io un omosessuale per amico”. Ma poi ci ripenso e mi dico che va bene, anche negli anni ’60 quello che l’establishment italiano rifiutava passò in parte da quelle note. Del resto non siamo forse allo stesso livello di rimozione ed eliminazione dal discorso pubblico di quegli anni?

Per parte mia, l’unica esperienza con San Remo è che il giornalista musicale che mi frequentava in quel periodo mi tenne chiuso in camera tutto il tempo. “Sai, nell’ambiente non sanno di me” (e mica io vado in giro sui tacchi a spillo: il punto è che io ero il suo “clandestino” e lui aveva paura che qualcuno dicesse di me al suo compagno che era rimasto a Milano). Mai come quell’anno vidi il miglior festival in tv, era l’edizione dell'”uomo più bastardo che amerò”.