Archive for gennaio, 2008

“Gli omosessuali sono uomini che non si conoscono”

gennaio 27, 2008

Raramente l’ho sentito dir meglio, il modo in cui ci vogliono. E al quale ci costringono.

Una strana pena

gennaio 26, 2008

Non mi scandalizzo per l’ ipocrisia incoerente che il senatore Nino Strano, 60 anni, di AN, quello che ha urlato “squallida checca” al collega dell’Udc, esprime nella sua intervista a Repubblica. Conosco questo orrore dall’interno, quando tenti di tenere insieme i pezzi della vita con la colla della menzogna.

Il sentimento prevalente è la pena: per questo travestimento col quale si pensa di salvare se stessi dal proprio inferno personale, urlando in faccia agli altri lo schifo che si prova per se stessi. E facendo quindi, letteralmente, della propria menzogna privata una pubblica persecuzione verso altri.

Non è forse questo il cuore vero, e nero, di ogni omofobia?

Visibilità

gennaio 25, 2008

Il papa ha detto che nei media c’è spazzatura. “Squallida checca”, hanno detto al senatore Cusumano in diretta tv.

E io che mi preoccupavo per la nostra invisibilità.

* “Squallida checca”, secondo Repubblica, sarebbe stato detto da Nino Strano, di AN

Heath Ledger

gennaio 23, 2008

Lui mi aveva fatto piangere. Ora è il momento di piangere lui.

Citizen gay

gennaio 22, 2008

 Il 29 si presenta Citizen gay a Roma. L’ho appena comprato. Ne parlerò.

Spezzare la catena

gennaio 21, 2008

Io glielo chiedo ai gay cattolici, le cui scelte non ho mai né capito né condiviso.

Se non sia venuto il momento di aprire la bocca e di dirlo: che piuttosto che vivere nell’inferno dei Ruini e dei Bagnasco è meglio stare fuori della Chiesa.

Perché in quel modo avrebbero più peso e pià chance di tornarci da persone libere.

Maniere

gennaio 19, 2008

Mi fai il caffé. Ti dico grazie. Non sono mai stato così educato. Con l’età si diventa più opportunisti,forse più previdenti.

Cosa “ci” minaccia…

gennaio 16, 2008

Parliamo un po’ a lungo, al telefono, con l’amica cattolica che è lì, stressata, non capisce chi è che ce l’ha col papa. Poi mi interroga col “voi” più offensivo che c’è: “da che cos’è che vi sentite minacciati, voi che lo contestate?”.

Io, non noi, non lo contesto, perché ritengo la religione una cosa dolce e giusta, anche se io non sono credente. E’ lui che contesta me. Io, non noi, mi sento minacciato da una predicazione che mi esclude dal numero delle persone civili e mi mette tra i disordinati e i malati. Che si fa supporto nobile di altre mille piccole possibili discriminazioni meschine e private. Da una predicazione che si fa politica e ideologia per chiedere per se stessa principi liberali e liberi che a me vengono negati. Non mi sento minacciato nella libertà, mi sento minacciato nell’esistenza. E voglio poter parlare con Io e non con Noi. Perché dentro Noi c’è già discriminazione e appiattimento.

Ha messo giù.

Gli uomini non hanno tempo

gennaio 14, 2008

“La verità è che la moratoria dell’aborto sta nell’agenda politica, mentre il dolore delle prostitute e dei bambini no. E la ragione per cui sta nell’agenda politica è che la signoria dell’immaginario collettivo e dei canali attraverso cui si struttura è saldamente nelle mani degli uomini. E gli uomini hanno paura: della disperata povertà morale del nostro paese e della nostra sfera pubblica, del poco tempo che resta in tante vite adulte per rammendare i disastri di mille appassionate dissipazioni e della poca cura che si è dedicata alla vita e alle vite. E, avendo paura, fischiano nel buio: si affidano a una bianca mantella e riconsegnano alla madre e alle madri la sollecitudine del riscatto. Tuttavia, come spesso accade loro, hanno anche fretta, non hanno tempo per le persone: devono correre, “trascendere”, sistemare i ramponi per la prossima scalata, gettare il cuore oltre l’ostacolo. E perderlo”

Da Ordito e Trama, blog di Mariella Gramaglia, articolo per il Riformista del 9 gennaio 2008 sulla moratoria per l’aborto.

Extra large

gennaio 13, 2008

Succede sempre che gli etero in mezzo ai gay facciano gli spigliati più del solito. Come i ragazzotti che si baciavano furiosi al festival di Torino, un pomeriggio, alla mia destra. Così oggi le due donne al lunch di P. Ad un certo punto una delle due trova il modo di dire che al suo fidanzato, assente dalla tavola,  servono i preservativi extra large (nel frattempo io discutevo con F delle rispettive prostate ribelli).