E’ reato dire “frocio”?

dicembre 7, 2007

Non ci si capisce molto, ma in sintesi, mi pare che la questione è che nel provvedimento sulla sicurezza approvato ieri sera, giovedì 6,  con maggioranza molto stretta c’è la reintroduzione della norma contro le discriminazioni di ogni genere, anche di orientamento sessuale.

L’unico resoconto lo trovo qui. Ieri è stata giornata di lobbying pesante per le gerarchie vaticane. Ma non ho ancora letto i giornali di oggi. Quindi eventuali aggiornamenti stasera, quando le avremo più chiare, le idee.

Intanto emerge il tema (il Foglio, in linea dalle 12, pezzo di Cerasa) che  proibire comportamenti che si esprimono con le parole equivalga a reintrodurre il reato di opinione (“è reato scrivere la parola frocio”?). Il ragionamento regge. Ma non è per una preoccupazione liberale che da piazza san Pietro si oppongono a quell’articolo di legge: hanno paura che dalla protezione “a parole” dei gay si passi a quella “nella norma”, e una discussione serena del parlamento su questo tema è materialmente impossibile.

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2 Risposte to “E’ reato dire “frocio”?”

  1. antigone Says:

    A quel che capisco, il problema consiste nel fatto che è stato introdotto nel decreto sicurezza un richiamo al Trattato di Amsterdam, ed è stato messo in una disposizione che prevede sanzioni penali. Così diventerebbe un reato punibile fino a 3 anni di reclusione che un prete predichi contro l’omosessualità. La Chiesa temerebbe di poter essere accusata di comportamento discriminatorio, ai sensi dell’art. 13 del Trattato, perchè sostiene che l’omosessualità è contro natura o perché nega la possibilità di adozione alle coppie omosessuali, o esclude i gay dai sacramenti.
    In senso tecnico la norma è una cavolata e sconfina alquanto nel reato d’opinione. Che si fa, si arresta il Papa?
    Che poi la Binetti debba decidere se vuole fare la parlamentare o la suora, è un altro discorso.

  2. Lorenzo Says:

    no, miei cari, in nessun paese dell’unione europea, neanche in Svezia che pure ha una legislazione severissima contro l’istigazione all’odio contro gruppi (reato che comprende anche l’omofobia) è mai capitato che un prete venisse incarcerato. La libertà di religione infatti è prevalente laddove non si vada a toccare l’istigazione al reato – cioè chi incitasse a uccidere i gay o le adultere sulla base della Bibbia o del Corano.
    Vi hanno imbrogliato, vi hanno fatto credere che avesse a che fare con la libertà di espressione, che non è toccata. Si tratta invece di tutelare la libertà dei cittadini “minoritari” di non subire diffamazione, mobbing, licenziamenti arbitrari, cui sono più esposti rispetto al cittadino “maggioritario”.
    L’essenza della discriminazione, infatti, è anche quella di rispondere a situazioni diseguali con uguali provvedimenti. Un cittadino “minoritario” deve essere protetto diversamente da uno “maggioritario” perché è più esposto alla violenza: per questo esiste già una legge che punisce con maggiore severità chi aggredisce per motivi di odio razziale (la legge avrebbe dovuto includere anche l’odio omofobico, ma grazie ad una parlamentare dell’Unione, on. Patrizia Toia, quella parte fu stralciata). Si tratta di un elementare principio liberale.


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