Armadi traslucidi

novembre 9, 2007

Secondo  l’australiano  The Age Mika ha riproposto la vecchia e cara ambiguità, contrapposta qui all’essere “fuori dall’armadio”. E si chiede se non sia tornato il tempo dell’armadio, in forme nuove e attenuate. Domande che si possono fare soltanto dove (il mondo anglosassone) c’è stato un tempo dell’uscita, dal mobile e dal velo, mentre da noi, anche nel dibattito sui DiCo e un po’ dovunque (anche qui, con chi vi scrive, se volete essere cattivi) l’armadio morbido dell’ambiguità non è mai tramontato. E si avvia a una nuova fase di trionfi.

Il vf qui ricorda ancora lunghi saggi su La Morte a Venezia negli anni ’70 in cui si disquisiva per paragrafi e paragrafi di “ambiguità” perché il critico marxista non voleva scrivere “omosessuale” (o anche solo certe interviste ai tempi dei DiCo di esponenti della Casa delle Libertà e di attori e scrittori)

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