Archive for novembre, 2007

Scularli

novembre 29, 2007

Il training camp per riportare i gay alla virilità, ad essere warriors. Con la spoliazione totalitaria dell’identità all’inizio. Qui, in inglese.

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Tatuatori di anime

novembre 29, 2007

Non picchiano senza una ragione.  Hanno bisogno di motivare. “Gay”  hanno scritto sulla schiena, col pennarello. A prima vista, una misura di odio, l’insulto che si accompagna al colpo. E invece è una motivazione, e una richiesta di alleanza: non abbiamo pestato uno qualunque, abbiamo dato quello che si meritava a un frocio. Gli sembra un motivo sufficiente. Troveranno orecchie che intendono (intanto un’anima resta tatuata per sempre dalla violenza, ma che fa?)

Non s’ha da fare

novembre 28, 2007

Oggi il Consiglio Comunale di Roma dovrebbe discutere l’istituzione del registro delle unioni civili. L’Avvenire (in linea dalle 12) fa sentire l’odore di possibili fulmini cattolici sul padrone di casa, che è anche segretario del partito democratico. Con una prosa sadico-persecutoria che meriterebbe la lettura collettiva dell’articolo nei gruppi di gay cattolici che cercano un rapporto con la chiesa.

L’uomo e l’opera

novembre 28, 2007

Wicked deeds have their glamour
but those who commit them
are always bores

(Gli atti perversi hanno un loro fascino/ però chi li commette / è sempre un seccatore)

W.H. Auden, Shorts

Maquis

novembre 27, 2007

Ci si “sposa” a Prato, fingendo l’applicazione della legge, mentre Matteo Pegoraro e il suo compagno continuano la loro battaglia a Firenze, per ottenere il matrimonio.

Queste notizie mi provocano un’ansia da spreco: grandi energie che si perdono in una guerriglia destinata al fallimento? Ma conservo ammirazione per il coraggio e la determinazione di queste persone. I loro attentati alla legge sono gesti importanti, a prescindere dall’esito.

Forse siamo solo disperati, ma ci fa più politici esser passati dal maquillage al maquis.

Rigetto

novembre 26, 2007

E’ cominciata la fase di rigetto: “è un politicante”, “lo fa per soldi”, “vuole fare il modello”.

Forse il piccolo Ruggin non ha ben valutato i mostri che ha svegliato. Qui.

Scambi di silenzio

novembre 24, 2007

Mi sono rivisto in quel video che mi hai fatto due giorni fa. Vorrei chiederti, come fai a stare con la mia decrepitezza in aumento? Ma sto zitto, potresti rispondermi con un’altra domanda: “Perché stasera non mi porti alla festa dei tuoi colleghi?”.

The Ruggin after

novembre 23, 2007

E’ una realtà di cui conoscevo l’esistenza, per la quale non provo empatia, ma che esiste e parla. E quindi eccoli qua, il gruppo Guado di Milano, composto da cristiani omosessuali, dichiarare la propria solidarietà con una lettera aperta ad Alberto Ruggin.

Ma c’è chi, avendo Michela Brambilla telefonato il proprio sostegno, o avendolo annunciato, al 21 enne di Este, chiede alla signora dei circoli un impegno coerente del suo partito contro l’omofobia e per i diritti delle persone gay. E la richiesta ci sta tutta.

Update 24/11. No, no, volevo dire: niente telefonata di MVB. Solo il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, ha chiamato Alberto Ruggin per solidarietà. Lo dice l’interessato.

Ma che bravo Alberto, gay di destra. O solo contemporaneo?

novembre 22, 2007

Questo Alberto Ruggin è un politico nato. Nel dibattito ad Otto e Mezzo è riuscito a difendersi bene, non solo dalle manipolazioni da suburra fascistoide di un Camillo Langone, ma anche dai raffinati spostamenti di senso che proponeva Ferrara, tenendo il punto della “pubblicità”. Dalle cose che dice io dissento, in parte, perché propone e rivendica un modello di convivenza dell’omosessualità dentro la chiesa contemporanea.

E per capirlo, che sia impossibile viverci senza mutilazioni della propria dignità e realtà personale, basta ascoltare le parole di don Ermis Segatti, che ha parlato da Torino (“l’ostentazione dell’omosessualità offensiva della dignità”). Al sacerdote è scappato uno splendito lapsus, parlando dl gay pride: “Lì siamo proprio outside”. Non potrei essere più d’accordo. Per loro basta essere “inside”.

E così Paolo Colonna è servito (dico con ironia), lui che si poneva il problema di non conoscere “gay di destra” che fossero capaci di far politica in modo aperto. Alberto lo è, e non somiglia né a lui o a me né alla sua destra. E’ un animale nuovo (animale politico).

Coming out senza frontiere

novembre 20, 2007

Distrutto dalla stanchezza, torno a casa e l’occhio mi cade su Bonolis e ripenso a quello che  scrive Paolo Colonna sul ragazzo iscritto a Forza Italia che il suo parroco ha fatto fuori e che oggi spopolava e sconcertava tutti noi sui giornali (ripenso anche a quello che scrive Paolo sui “gay di destra”).

Mi metto lì, voglio capire, ma poi, davanti alla gara alla “giochi senza frontiere” tra etero e gay, sulla corsa del triciclo, il lancio del prosciutto, l’arrampicata sulla rete e il rodeo del toro di cartone, mi è presa l’angoscia, col tabellone dei punteggi diviso in due campi, etero e gay. Forse anche perché il concorrente gayo, grasso come un leone marino, incarnava uno stereotipo di “frocio imbranato”, che si faceva dire da Bonolis, “lei è ingrifato”.

Ce l’avessero dato almeno atletico il rappresentante di categoria. In ogni caso non lo reggo, lo show del coming out catodico. Mi sento vecchio e spiazzato, non era questa la cittadinanza che mi figuravo di avere.