Dove batti, prete?

ottobre 2, 2007

“Se due uomini si vogliono bene, non importa se sei un prete”, è una frase del documentario, ampiamente “editato” mandato in onda da la7, qui il video e qui la sintesi di Corriere.it

Potrei perfino essere d’accordo, conosco F e T, di cui uno è prete e che abitano da 5 anni a 40 chilometri da dove lui è parroco. E ricordo don M, che veniva dall’Abruzzo per incontrarmi. Potrei essere d’accordo, se non pensassi a quando salgono sui loro pulpiti e vanno nei loro confessionali: a dire, come dice la mia amica cattolica, che è peccato pure se ti tocchi il naso con un dito, ed a creare e rafforzare l’omofobia. E non capiscono che la zona grigia nella quale vivono, pretendendo di continuare ad essere entrambe le cose, tra il loro ufficio e la loro vita privata, è una macchina che produce discriminazione (Tanto, per loro, vale solo che “devi evitare lo scandalo”)

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4 Risposte to “Dove batti, prete?”

  1. Paolo Says:

    Credo che tu abbia messo insieme due tipi diversi di preti. Quelli di base, i parroci per intenderci, hanno non solo sulla omosessualità ma su tutta la sessualità una posizione diversa da quella delle gerarchie. Le gerarchie sono ipocrite, ci saranno vescovi e cardinali gay, ma l’ipocrisia è insita in ogni potere.

  2. Mark Says:

    Con la differenza che ci sono poteri che dell’omosessualità se ne catafottono. Anzi, ne sono contigui. Il potere clericale, invece, vuole farti la morale sul tuo “disordine oggettivo” (è la loro “tensione etica”, e fa il paio con la tensione che alcuni di loro si ritrovano nei pantaloni quando vedono un uomo).
    Lo vogliamo capire, una volta per tutte, che non tutti i poteri sono uguali? Guardate che la differenza, e la stonatura grande come una casa, stan tutte lì.

  3. FireMan Says:

    secondo me non è il caso di mischiare tutti nello stesso calderone;
    penso – spero – che ci siano preti che si rendono conto della loro doppia vita e si comportano di conseguenza quando in veste ufficiale, non rinunciando a nulla ovviamente, ma almeno limitandosi nelle parole;
    ciò che invece è osceno è il comportamento delle gerarchie non-frocie, che sono a conoscenza – perché non potrebbe esser diversamente – ma non affrontano l’argomento in nessun caso, e dei vari cattolici tipo quello di CL presente in studio, che disprezzano ed offendono arrivando addirittura – nel caso della trasmissione – a mettere in dubbio l’attendibilità del lavoro fatto dalla redazione.

  4. unaperfettastronza Says:

    La cosa grave è che sono umani di umane passioni, e che se poi soffrono di burning out queste persone vengono ulteriormente represse

    ti leggo sempre


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