Scalfarotto: “Nei paesi civili la politica si fa nei partiti”

settembre 21, 2007

Ieri Ivan Scalfarotto ha lasciato un commento al post “E che senso ha?”. Per aver menzionato una parola che io, per cautela date le mie assenze, ho messo fra quelle “allarmate”, il suo testo è finito in coda di moderazione. Un po’ per questo ma molto per quello che il commento dice, che mi pare importante, lo ripropongo come post. Scalfarotto, spero, non si offenderà (Lo stesso destino di essere parcheggiato era toccato ad altri due commenti, mi scuso anche con le altre persone)

Caro Ieny, a me del posticino politico, con tutta franchezza, non me ne potrebbe fregare di meno. Vivo il privilegio di avere un lavoro benissimo retribuito e molto divertente che mi basta e mi avanza.

Quello che sto cercando di fare è provare a fare – nel mio minuscolo – del nostro paese un paese un po’ meno incivile. Potrò sbagliarmi, figuriamoci, ma io credo che nei paesi civili la politica si faccia dentro i partiti, e dentro alle istituzioni.

Quando mi sono candidato alle primarie ho fatto la scelta più istituzionale del mondo e oggi che sono nel PD sto facendo esattamente la stessa cosa. Provare a cambiare, anche radicalmente, ma nel rispetto più profondo per le istituzioni del mio paese, la sua Costituzione, il suo Parlamento.

Che la politica oggi abbia una faccia inguardabile non mi sfugge, ma non è abbattendola a colpi di vaffanculo che la situazione si risolve. Vivo all’estero da 5 anni e mi piacerebbe essere cittadino di un paese che non sia guidato né da miliardari eccentrici né da comici carismatici, ma da noiosi e competenti politici che si facciano giudicare per le cose che fanno e che si tolgano di torno in caso di sconfitta elettorale. Dovessi avere soluzioni migliori, fammi pure sapere.

Ciao, Ivan

PS E quanto ai diritti gay, io non ho mai fatto sconti a nessuno. Anche quando chiedevo il matrimonio per tutti e l’Arcigay mi tirava per la giacca, ricordandomi che i PACS bastavano e avanzavano. Per loro forse, non certo per me.

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4 Risposte to “Scalfarotto: “Nei paesi civili la politica si fa nei partiti””

  1. leny Says:

    Il mio nick è leny, non Ieni.
    Quanto a quello che sostieni, mi pare ovvio che le tue affermazioni sono condivisibili:
    già in altri commenti su questo blog, mi è capitato di dire infatti, che non sono uno di quelli che pensano che la politica può risolversi a colpi di vaff.: attacchi cioè di rabbia (anche giusta e legittima), che spesso però finiscono solo con l’accecare chi ne è portatore.
    Lo stesso vale per Arcigay: che sembra sempre più configurarsi come un’organizzazione pseudo- sindacale, con le sue tessere – ahimè – nei fatti obbligatorie…
    Quanto a quello che ho scritto, la sostanza è in uno sguardo di tristezza, dove ripeto, l’impressione della persona comune quale sono, è quella del teatro dove si recita un melodramma che già si sa come va a finire.
    Condivido in pieno il tuo rispetto per le Istituzioni: proprio perché sono Sacre, proprio perché portatrici di Diritto, anch’esso sacro e centrale nell’organizzazione della civiltà che credo tutti aneliamo, è davvero triste constatare come ogni giorno una parte sostanziale di quelli che hanno scelto di dedicarsi alla politica, lo svuotano di significato, creando pericolosi precedenti e una cultura diffusa del malcostume, che esattamente il giorno dopo cercano di stigmatizzare:
    quanto è credibile l’operazione sui DICO e la peggiore e ancor più triste fine che ha fatto?
    Quanto è credibile il volgare mercanteggiamento che si fa ogni giorno su questioni simili?
    E poi, diciamocelo francamente, quanto è credibile il quasi neonato PD? Figlio di molti padri, e di diverse tradizioni, sembrerebbe già essere un ibrido spaventoso, dal quale non mi aspetto al momento nulla di buono. Ma forse mi sbaglio.
    Sono pronto a cambiare laicamente idea.
    Quindi Ivan, – ti do del tu, complice il web-, non sarei sicuro che le tue due scelte, quella di candidarti alle primarie (questa sì, una vera opzione “altra”, interessante e inedita) e quella successiva di far parte del PD, siano esattamente la stessa cosa. Io credo che forse avresti fatto meglio ad essere più “antagonista”, se si può dire. D’altra parte capisco anche che con la storia della sinistra più radicale tu c’entri davvero poco. Però mi chiedo:-che c’entri con una storia di PD che in fondo è ancora fortemente irrisolta sulla grande questione della laicità?-
    Ma ovviamente non posso che augurarti un grande successo… Questo tuo rispondere su questo blog, dove Trimanda ospita tanti e altri interessanti commenti, è già una garanzia di “ascolto”.
    L’unica cosa che ti chiedo è di non dire “Dovessi avere soluzioni migliori, fammele sapere.”
    I candidati, i politici, siete voi: a voi l’onore e l’onere di avere un progetto del mondo e di farlo diventare reale, a noi suggerimenti, commenti, e lamentele anche, nonchè la giusta deliberazione che consiste nel sostenervi o meno.
    In bocca al lupo comunque…E grazie.

  2. Anellidifumo Says:

    Secondo me anche Grillo si comporta in modo costituzionale. Non a caso è andato in piazza per raccogliere le 50mila firme per portare delle proposte di legge popolare in Parlamento, così come indica di fare la Costituzione, mica ha portato i suoi all’assalto del Palazzo d’Inverno.

    Non mi piace che dica di voler distruggere tutti i partiti, perché è in sè una frase autoritaria, ma è anche vero che i partiti si sono già tutti distrutti da soli e che di frasi violente la politica italiana era piena già prima di Grillo. A ogni modo pare che il secondo passo politico di Grillo sarà quello di presentare delle Liste Civiche alle elezioni amministrative, e anche questo è un gesto perfettamente costituzionale e istituzionale. Se poi gli italiani gli daranno credito al punto da votarlo alle elezioni anche politiche, lo vedremo, ma se glielo danno è anche vero che Grillo ha una fortissima credibilità costruita in questi anni, da quando fu bandito dalla Rai e da Mediaset per la battuta contro il Psi.

  3. rob Says:

    Già il problema in Italia è trovare COMPETENTI e ONESTI politici che si facciano giudicare per le cose che fanno e che si TOLGANO DI TORNO in caso di sconfitta elettorale.

  4. Anellidifumo Says:

    Rob, tipo Occhetto: era competente e onesto, perse le elezioni (di poco) e si dimise. Non ne ricordo altri, nei tempi recenti.


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