Negli (con gli) occhi del nemico *

settembre 15, 2007

* [contenuti espliciti]

La lettera anonima, mi accorgo, ha un suo potere: ti rappresenta come uno specchio deformante, accusatorio, ma in qualche modo è te visto attraverso l’odio di un altro. Questa riguarda me, è arrivata da indirizzo anonimo a un mio amico, forse spedita a molti altri. 

T. mi pare che si sia scientemente infilato nel tunnel del vecchio frocio da cartolina: in realtà si odia e si fa schifo (finalmente una cosa su cui sarei d’accordo), quello che scrive mi fa pensare a una persona che non è gay ma appunto un etero col vizietto di prenderlo nel culo – categoria ben diversa – e in realtà prenderlo nel culo gli piace non per le sensazioni indubbiamente piacevoli di un bel cazzo che ti si agita dentro, ma per le associazioni socio-culturali da piccolo borghese qual è; probabilmente si sente svilito, umiliato, trascinato nel fango, e lo schifo di se stesso lo tiene vivo ancor prima di farlo godere.

Non è questione di estetica ma di come ci si sente, e che lui si sentisse e si senta orrendo mi sembra oltre l’ovvio, quasi più ovvio di questa banale osservazione da vecchia zia.

Mi ha molto disturbato l’osservazione sulla lunghezza del cazzo di suo figlio; c’è un limite a tutto, anche filtrando l’evidente – ancorché patetico – tentativo di stile letterario da maledetto.

Per l’appunto, quello che mi par di capire è che c’è poco da capire sul personaggio; facendola molto corta direi che vive molto male la frociaggine.

E bada bene che per quanto mi stia sul cazzo e sappia benissimo da solo che è un grandissimo contaballe, tendo a credere alla sua versione dei fatti: non ho il minimo dubbio che non esageri, o che esageri poco, nell’evidenziare la paranoia, l’invidia, l’opportunismo, ecc. ecc. di X. (Nel frattempo ho fatto riaffiorare un lieve ricordo di X., che continuo a credere di non aver mai incontrato, ma ricordo che uno dei motivi per cui smisi di collegarmi era la sua pessima gestione e i suoi modi tronfi e insopportabili). Non ho difficoltà a credere che X. si sia comportato come una merda, diciamo anzi che sono ragionevolmente sicuro che X. sia una merda.

Quello che proprio non va di T. è che più che un frocio sembra un pederasta, nel senso letterale del termine, insomma uno che se li cerca molto più giovani, e il punto è che non è certo una questione di pelle liscia e di carne soda, quantomeno non solo, ma principalmente di controllo della situazione, di maggior probabilità di poter plagiare la persona, grazie anche alla maggiore esperienza e non dimentichiamo la maggiore disponibilità economica, tipiche del divario d’età.
E’ questo che mi fa schifo del personaggio T.

Una cosa va detta: evidentemente è un professionista della parola e sa scrivere, è padrone della tecnica letteraria necessaria per raccontare una storia senza annoiare, a tratti riesce persino a coinvolgere. Questa potrebbe essere una chiave di lettura: a quanto pare con lui ci sono cascati in molti/e. I pezzi che ho appena letto, con tutto che delle sue disgrazie a me francamente non me ne può fregar di meno, mi si sono appiccicati addosso per un po’, tanto che ieri era a un certo punto me li sono dovuti scrollare scientemente; ci sono persone che riescono a trasmettere agli altri la loro negatività; l’unica è evitare questi personaggi, altre difese non ce ne sono.

Ciao.

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3 Risposte to “Negli (con gli) occhi del nemico *”

  1. ssynth Says:

    quello che trovo ridicolo in questa lettera ( apparte l’evidente stizzita irritazione nei confronti dell’oggetto) e’ che le ragioni dell’odio mi sembrano stupide…usare l’esperienza per conquistare o il denaro…o vivere la propria sessualita’, cercare i piu’ giovani secondo le proprie paranoie/voglie/complessi non mi sembra per nulla una cosa negativa, se si vuole odiare qualcuno per favore che sia per motivi quantomeno consistenti.
    Eppoi “dar la cara cabron!”
    L’anonimato vanifica le intenzioni.
    Non sei nessuno.

  2. Principino Says:

    Dall’accanimento che dimostra, mi sembra che questo anonimo ti sia particolarmente legato.

  3. Gan Says:

    Mi sembra lo sfogo di un cuore spezzato. Ognuno uccide ciò che ama, diceva Wilde, il prode con la spada, il vile con le lettere anonime. Ma più prosaicamente ricorda il commento della volpe che non è riuscita ad afferrare l’uva.


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