E che senso ha?

settembre 11, 2007

Aurelio Mancuso fa una dichiarazione di consenso a Grillo. E io, che ho ascoltato quei contenuti e quei modi, trovo la sua scelta insensata.

 Qui tutta la manifestazione

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6 Risposte to “E che senso ha?”

  1. Paolo Says:

    Se ti viene in mente una scelta degli ultimi mesi fatta dall’Arcigay che ha avuto un senso…

  2. antigone Says:

    Ho provato ad aprire il sito di gaynews per vedere la dichiarazione di Mancuso da te segnalata.
    è intervenuto un filtro che lo ha bloccato perché appartenente alla categoria “pornography”. Il filtro si chiama “Proventia Web Filter”.
    Ora, lo so che sono in torto marcio perché sono in ufficio, ma perché il mio administrator ha scelto un filtro che blocca gaynews e non quelli che si aprono regolarmente con le parole chiave “belle gnocche”?????

  3. leny Says:

    mancuso cerca come tutti quelli che vorrebbero rappresentarci, il proprio posticino politico: Scalfarotto nel PD, Mancuso con Grillo, Luxuria con RC, e così via dicendo, in un triste carrozzone, dove la grande questione dei diritti rimane materia di mercanteggiamento, e i “froci istituzionali” per così dire, smaniano di vedersi riconosciuti e presto sostenuti. Le storie delle persone come sempre insegnano. L’idea di un paese dove dovrebbe ormai essere scontata la risposta politica alla questione dei diritti rispetto all’orientamento sessuale, tramonta piano piano: un pezzettino infinitesimo al giorno.


  4. Caro Ieny, a me del posticino politico, con tutta franchezza, non me ne potrebbe fregare di meno. Vivo il privilegio di avere un lavoro benissimo retribuito e molto divertente che mi basta e mi avanza. Quello che sto cercando di fare è provare a fare – nel mio minuscolo – del nostro paese un paese un po’ meno incivile. Potrò sbagliarmi, figuriamoci, ma io credo che nei paesi civili la politica si faccia dentro i partiti, e dentro alle istituzioni. Quando mi sono candidato alle primarie ho fatto la scelta più istituzionale del mondo e oggi che sono nel PD sto facendo esattamente la stessa cosa. Provare a cambiare, anche radicalmente, ma nel rispetto più profondo per le istituzioni del mio paese, la sua Costituzione, il suo Parlamento. Che la politica oggi abbia una faccia inguardabile non mi sfugge, ma non è abbattendola a colpi di vaffanculo che la situazione si risolve. Vivo all’estero da 5 anni e mi piacerebbe essere cittadino di un paese che non sia guidato né da miliardari eccentrici né da comici carismatici, ma da noiosi e competenti politici che si facciano giudicare per le cose che fanno e che si tolgano di torno in caso di sconfitta elettorale. Dovessi avere soluzioni migliori, fammi pure sapere.
    Ciao, Ivan
    PS E quanto ai diritti gay, io non ho mai fatto sconti a nessuno. Anche quando chiedevo il matrimonio per tutti e l’Arcigay mi tirava per la giacca, ricordandomi che i PACS bastavano e avanzavano. Per loro forse, non certo per me.

  5. Aurelio Mancuso Says:

    Mi sembra che le mie dichiarazioni siano state fraintese e cerco, quindi, di spiegarmi.
    Non sostengo in alcun modo il movimento di Grillo, ne condivido molte delle sue invettive, ma questo non mi impedisce di vedere che le persone che hanno partecipato alle sue iniziative esprimono un disagio che comprendo. Infatti, non si tratta a mio modesto parere, di anti politica, ma di voglia di una politica ben diversa da quella attuale. Questo significa anche criticare duramente un classe dirigente lontana dai desiderata di milioni di persone tra cui tanti gay e lesbiche. E’ così scandaloso sottolineare che molte delle motivazioni che hanno portato in piazza centinaia di migliaia di persone con il V Day, sono simili a quelle del milione di persone del Roma Pride? Per quanto riguarda Scalfarotto, mi spiace ancora una volta polemizzare con lui e ricordargli che sta in questo in un partito (che deve ancora nascere) dove di diritti lgbt non si fa cenno. Anzi ad ascoltare quello che dicono i candidati sembra di essere tornati al medioevo. La battaglia sui Pacs è stata una grande stagione sociale e politica, naufragata proprio grazie ai niet delle Bindi, Rutelli e Binetti, con cui sta costruendo il PD. Il matrimonio è sempre stata una richiesta della piattaforma del movimento, che evidentemente Scalfarotto conosce poco, forse troppo intento a cura la sua immagine

  6. Trimanda Says:

    Caro Aurelio,

    se siamo senz’altro d’accordo sulla prima parte (Grillo) e senz’altro sul carattere moderato e anti diritti del PD, il problema comincia con la “voce” del movimento gay. Anzi dovrei dire con la sua mùtria.

    Io non so dirti dove potreste aver sbagliato – non faccio parte di quelli che pensano “se lo facessi io, andrebbe meglio” né aspiro a far politica – ma di certo noi siamo scomparsi. La soggettività omosessuale è scomparsa.

    L’unica ipotesi che so fare è che forse vi siete gingillati troppo con la politica che c’era, nel tentare di trovare all’interno di quelle forze (non parlo di cadreghini, parlo di spazio, che è una ricerca legittima) senza pensare a costituire un movimento lgbt come forza autonoma e non partitica. Stile Gran Bretagna insomma. Se accetti una leggera provocazione, è anche il modello Pezzotta.

    Grazie dell’attenzione

    t


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