Fasci di luce

luglio 29, 2007

Il professor Vattimo sul Corriere diciamo che mette la giusta distanza tra i dubbi sull’avvenimento specifico e il problema politico che il bacio gay denunciato a Roma ha scoperchiato. Perché è molto probabile che quei due stessero andando fuori dal seminato, ma c’è la voglia di andare a cercare le impronte delle scarpe con ogni lampadina disponibile. E allora il problema è la voglia di cercare con la pila e con i riflettori, come fa la polizia, ogni sera, a Valle Giulia a Roma ed in mille altre posti di battuage. I bravi tutori dell’ordine sanno che è la loro luce che rende pubblico l’atto che denunceranno come osceno. Quel fascio di luce ritaglia un problema politico che fasci altrove si incaricheranno di stigmatizzare.

Da parte nostra ci vorrebbe la capacità (sono il solito pazzo) di pensare due pensieri contemporaneamente: dire che siamo contro l’omofobia, e andare a baciarci in pubblico, e saper fare un discorso serio su certe abitiduni che più che i luoghi e i passanti, che non vedono una cicca, offendono noi – e ci mettono a rischio, prima di tutto dell’incolumità fisica, prima che delle denunce. (epperò c’è gente che non ha casa “libera”).

E cambiando argomento ma non troppo, dopo un cinema ieri sera, mi fermo con amici, che stavano in un’altra auto, a bere una cosa in piazza della Repubblica a Roma, a un Mc Donald’s dove uno del gruppo voleva mangiare perché aveva fame. Non faccio in tempo ad attraversare la strada, dal parcheggio al ristorante, che un ragazzo mi si avvicina, mi si attacca (col gesto tipico di chi vuole borseggiare) e mi guarda negli occhi fisso quando io mi volto. Me ne sono andato con uno scatto, e lui urlava: “Chi cazzo te credi d’esseee, a vecchiooo”. Il vecchio è due volte preda: come frocio da predare sessualmente e come “borghese” da derubare. Anche quello era un luogo pubblico. Ma non c’erano riflettori, e io ho avuto paura, perché tutto si è svolto così rapidamente che nemmeno chi stava con me mi ha creduto

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2 Risposte to “Fasci di luce”

  1. lupo Says:

    Io non ci vedo niente di male a frequentare i posti all’aperto *in se’*. Quello che in italia li ha rovinati, rendendoli pericolosissimi e si’ umilianti, e’ stata l’appropriazione da parte di una prostituzione molto aggressiva, con la complicita’ dei gay che se ne servono. La cosa ha poi moltiplicato l’attenzione morbosa della polizia.

    Si noti bene che questo non e’ successo nel nord europa, dove il mercato della prostituzione e’ una cosa separata e ben definita, con le marchette che mettono annunci su giornali gay, si dichiarano gay, sono piu’ rintracciabili e non sono i pericolosissimi disperati in crisi di identita’ che vedi in italia. E andare in certi boschi tedeschi o inglesi e’ rimasta una cosa che da’ un senso di avventura senza compromettere la propria dignita’, almeno non piu’ della frequentazione di certi locali messi su con la sola idea di spremere soldi.

    Non capisco perche’ in italia le cose sono andate diversamente. Un mio sospetto e’ che molti dei clienti-tipo dei prostituti a roma non andrebbero con una marchetta che si presentasse come gay, e che preferiscano rimorchiarle in un parco dove entrambi possono far finta di essersi trovati per caso.


  2. […] una versione perfino un po’ goliardica del tema, da Toritto (Bari). O queste finestre sul dibattito e sulla vita gay. Non dico affatto che sia una questione semplice. Tuttavia non definirei la […]


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