Lapidazioni relative

luglio 26, 2007

Ora un inviato di Fioroni andrà a Gela, e diranno che non è successo niente, e che magari il ragazzino gay si è inventato tutto.

Il punto è che siamo tutti abituati a percepire solo situazioni elementari. Un ragazzo è vittima solo se è abusato, bullato dai compagni di scuola e discriminato dal professore. Ma è discriminazione e bullismo anche la pressione che arriva su una mente acerba, che magari fa la cazzata di un bacio davanti alla telecamera del cellulare e che ne sottovaluta le conseguenze. Non c’è bisogno del martire e del morto perché ci sia discriminazione. Eppure anche tutti i vari parlamentari che protestano e le associazioni gay cadono in questa semplificazione che alla fine favorisce l’assoluzione dei responsabili. Perché se l’accusa è sempre assoluta, tutti alla fine sono innocenti.

La discriminazione è invece, una volta caduto il nazismo, sempre una situazione relativa. Sei colpevole perché hai lanciato un sasso solo, non perché sei tu il lapidatore unico, in fin dei conti Quello l’aveva giò detto ai suoi tempi.

Ma vedrete, è estate, archivieranno tutto come una ragazzata.

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