Sabato, Roma

maggio 12, 2007

Per andare a Piazza Navona ho usato la metropolitana e ci sono andato presto. Ho di fatto seguito lo stesso percorso di quelli che andavano a san Giovanni, al Family Day. Quelli che ho visto io avevano quest’aria da brava gente di parrocchia, calma e sorda. I passeggini, gli ombrellini, i cappellini, tutto sponsorizzato col logo della manifestazione. E’ sorta un’industria, attorno a questo giorno clericale. Ho fantasticato, perfino provato a parlare a qualcuno di loro. Ma non era proprio aria.

A Piazza Navona c’era tanta gente, per quanta ne può contenere una piazza lunga ma non enorme. C’era il passeggio dei turisti e degli shopper del sabato. E’ stato intelligente sceglierla, sotto questo aspetto. Ma quel taglio di otto ore di durata, con politici di ogni estrazione, e con gruppi musicali molto anni ’70 non era facile da reggere, dato il caldo e la folla. E una conduzione di Cecchi Paone francamente sopra le righe, urlata, esagerata: qualcuno dovrà spiegargli che insultare, in politica, non fa fare un passo avanti.

Ma tanto hanno fatto tutti così, no? Sentire le parole di Berlusconi, mentre a casa cerco di far sbollire i miei piedi martoriati, dà un senso di disgusto. Quella gente in metropolitana non stava schierandosi con lui. Ma alla piazza nessuno ha dato la parola. Hanno dato la parola ai politici di centro destra che ci sono andati.

Ho mollato alle otto e mezzo. Ero stanco. Non mi interessava seguire Simone Cristicchi e Pannella alle 10 di sera, anche se bisognerà dirgli grazie per averci dato questo giorno. Ho dato il mio contributo di presenza, come tanti amici visti in piazza, gente vecchia e giovane. Mentre torno ci sono dei ragazzi che fanno casino in metropolitana, col cappellino del Family Day. Se gli dicessi chi sono? Trent’anni fa, col divorzio, con la gente ci si parlava, fra opposti schieramenti ci si confrontava. Oggi il domopak dei media ingabbia il dibattito in contrapposizioni che tutto finalizzano allo scontro bipolare.

Sta a vedere che fra noi e la Cei, vince Berlusconi.

(ma no, lo cancelleranno)

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2 Risposte to “Sabato, Roma”

  1. Max Says:

    …non c’ero, e non perchè non voglio lottare (la mia candela ha brillato per tutta la notte nel mio piccolo giardino) ma perchè sono stanco dell’ignoranza, di gente che segue la chiesa a spron battuto senza comprendere i nostri perchè (perchè garantiti da tutta Europa). Questa mattina ho sentito le dichiarazioni di Berlusconi sull’Ansa…ancora non capisco chi da autorizzazione a questa gente di sparlare senza capire…a lui cosa frega, se vuole le sue puttane le mantiene con i milliardi che ha con fondi fregati alle nostre tasse…sto trascendendo, ora taccio.

  2. Paolino Says:

    Ieri ho seguito il Family Day per TV e Internet. Un po’ mi disgustavano certi discorsi. Ma poi ho pensato che 5 anni fa non avrei mai creduto possibile che un milione di persone si potesse riunire in piazza per una manifestazione contro di noi, perchè – diciamocelo – quella era una manifestazione contro i matrimoni gay. Mi ha inorgoglito sapere che ho almeno un milione di persone contro. Siginifica che stiamo diventando importanti, staimo diventando un soggetto sociale e poitico. E significa pure che la strada del cambiamento è inevitabilmente tracciata.
    Ieri a Roma non c’ero, ma il 16 giugno ci vengo anche con la garrota!


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