Siamo il nostro fantasma

maggio 7, 2007

E’ un ragazzo di provincia. Studia a Roma, dove può vivere libero, lontano da un famiglia che non lo accetta. Una sera, sabato scorso, in uno dei locali più noti della notte romana, fa un complimento di troppo a 4 giovani etero. Ne viene pestato a sangue, oltre che ovviamente dileggiato e sputato.

Gli chiedono di denunciare. Il ragazzo si rifiuta, per la famiglia, che non deve sapere. Anzi, per questo motivo non è andato nemmeno in ospedale. Mesi fa, su un luogo di “socialità”, ne ho incontrato un altro. Picchiato, derubato da un gruppo di romeni. Volevo portarlo dai carabinieri. Ha quasi picchiato lui me.

Mi chiedo: quanto c’entra questo con il Family Day, col vissuto che hanno le famiglie dell’omosessualità? Un oggetto lontano, rimosso, reso vergognoso e criminoso. Una idea infetta, dalla quale difendersi con ogni mezzo. Picchiando un indifeso o scendendo in piazza in milioni, con i palloncini e i bambini. L’importante è respingere nel buio, dove non si vede niente.

Non si rendono conto della loro complicità con la violenza.

E noi che non andiamo al pronto soccorso? E io, ci sarei andato al pronto soccorso?

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6 Risposte to “Siamo il nostro fantasma”

  1. Principino Says:

    Bella domanda! Ma finché permane questa cultura machista, non vedo come le cose possano cambiare. Se pensi poi alle donne vittime di violenza che non denunciano gli aggressori per timore di essere bollate come puttane, o alle mogli che non denunciano le violenze familiari..
    Con un salto di argomento, guarda in Francia la Royal, che per essersi permessa di candidarsi alla presidenza della Francia, è stata apostrofata con ogni aggettivo possibile (cogliona era il più gentile), mentre a Sarkozy è stato concesso un trattamento che dire di favore è il minimo.
    La mia speranza risiede nel radioso sole socialista spagnolo, che irradi al più presto tutta la triste Europa.

  2. Max Says:

    Io ci sarei andato di filato…non avete capito che nascondendosi (totalmente o parzialmente) facciamo il loro gioco!!! La gente deve sapere gli abusi e i soprusi che ogni giorno gli omosessuali vivono, solo perchè amano persone dello stesso sesso…solo tramite la conoscenza si vince l’ignoranza!

  3. stefano Says:

    “Ah, ma l’omofobia non esiste!” Questo direbbero gli stessi picchiatori di froci, visto che questo è il mantra che ci fanno sentire in continuazione – aggiungendo anzi che la colpa è la nostra, quella – in sostanza – di essere troppo “froci”.

  4. sacherfire Says:

    Max, credo che in situazioni come queste non sia così scontato dare per sicuro la denuncia ai carabinieri o andare al pronto soccorso. Chi è vittima trova spesso un primo e, ahilui, misero conforto nella fuga. Soprattutto nello smettere il prima possibile di pensarci. Al di là delle questioni di giustizia, è una reazione che comprendo.

  5. skunk Says:

    Sono un eterosessuale, lo preciso solo per funzionalità all’argomento in questione.
    Il ragazzo avrebbe dovuto denunciare gli aggressori e pur comprendendo le sue motivazioni, mi chiedo, ma non c’era nessuno che ha assistito al fatto?
    Nessuna ragazza, nessun ragazzo si è sentito in dovere di soccorrere o chiedere aiuto?
    Nessun omosessuale, nessuna lesbica, etero, prete, caramba, boyscout (…), credente (di qualcunque cosa), niuno?
    E’ successo nel deserto?
    No, era nella capitale del nostro stato.
    L’omofobia non è solo un problema degli omofobici, riguarda chiunque ne sia testimone passivo. Il silenzio è una sorta di legittimazione, una complicità di fatto.
    Fino a quando questo sarà il clima, ci saranno sempre 4 coglioni violenti un sabato sera.
    In buona compagnia.

    Ci vediamo il 12, coraggio laico.

    skunk

  6. Nickp Says:

    Potrei raccontare decine di episodi di questo genere, tanti amici sono stati aggrediti e malmenati nel battuage della mia città. Purtroppo gli altri gay quando fiutano l’aria, anzichè fare gruppo, scappano…
    Io sono stato violentato da un uomo che avevo “adescato” una sera: mi sono accorto dopo alcuni minuti che era una persona volgare e aggressiva. Quando gli ho detto che non avevo più voglia e che volevo andar via mi ha picchiato e ha abusato di me…non l’ho mai detto a nessuno… figuriamoci denunciarlo… Mi immaginavo già le facce dei poliziotti, avrebbero detto che me la sono cercata… quegli stessi poliziotti che mille volte mi hanno controllato i documenti, mi hanno perquisito e intimato di andare a casa… solo perchè giravo nel battuage… che schifo!


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