Archive for maggio, 2007

Santoro ok

maggio 31, 2007

Obiettivamente ha fatto un buon lavoro. Un taglio nel documentario, qualche presentazione di argomenti un po’ deficitaria (quella del ragazzo di Palermo), ma le testimonianze dal vivo erano possenti, perfino meglio del documentario Bbc.

Il solito Santoro

maggio 30, 2007

Santoro manda giovedì sera il video BBC sui casi di pedofilia nella Chiesa. E cosa c’entrano don Di Noto, che è prete ma si occupa di pedofilia in rete, e Odifreddi? E’ la pedofilia reale, signori, quella che va in onda stasera, non le contorsioni degli spioni di parrocchia né le elucubrazioni del matematico imbroglione. Ci voleva una discussione seria.

E invece tutto si risolverà nella consueta bolla di litigi e fondamentalismi contrapposti.

Israele, quale notizia guardare?

maggio 30, 2007

Davide Frattini sul Corriere della Sera fa un pezzo tutto positivo sull’invito alle coppie gay da parte del governo israeliano perché vivano il loro “romance” in quel paese, soprattutto a Tel Aviv, città tollerante e gay friendly. Il punto però è che Haaretz di stamattina, nell’edizione inglese, dice che l’emendamento alla costituzione, proposto da un gruppo fondamentalista, rischia di passare per l’appoggio del governo medesimo. L’emendamento prevede che le autorità di Gerusalemme possano proibire tutte le manifestazioni offensive per i residenti nella città santa. Tra queste il Gay Pride. Il sito del giornale non riferisce sull’esito della votazione, bisognerà vedere domani.Intanto nel pomeriggio Haaretz ha scirtto che il voto è slittato alla prossima settimana.

Sarebbe una bella botta, vedere il fondamentalismo farsi legge dello stato in uno dei pochi paesi che erano riusciti a tenere ferma la bussola della laicità a proposito di gay. Ma il giornalista del Corriere su che pianeta vive?

Un cesto di finocchi, please

maggio 29, 2007

Nel “back end” di questo blog c’è un riquadro dove sono elencate tutte le  parole che la gente ha usato per arrivare qui attraverso i motori di ricerca. Spesso si leggono cose  abbastanza rivelatrici. Oggi, due persone hanno cercato “cacare in bocca a un gay”. E sono venute a leggere  qui. Benvenuti, gentiluomini.

La questione dell’uso fra noi e su di noi del linguaggio dell’omofobia , l’autoinsulto e il suo potenziale liberatorio, viene discussa nei commenti di un post di Scalfarotto, che è così gentile da segnalare questo blog.

Mi sono permesso di ricordare Torchsong Trilogy, film del 1 988 di Harvey Fierstein, grande scrittore e attore americano, che forse si ricorda per alcune parti minori in film famosi, tipo il giornalista tv di Independence Day che urla al protagonista “Ehiii mi spieghi perché ho appena mandato mia madre ad Atlantaaaa???” o il fratello gay di Robin Williams in Mrs Doubtfire, “la zia Jack”. Ecco là, in quel film suo del 1988, conosciuto in Italia come Amici Complici Amanti c’è un uso mitico e ritorsivo dell’insulto omofobico. E liberatorio.

Perché l’omosessualità non è uno stile di vita

maggio 28, 2007

E’ la cosa migliore che abbia letto da tre mesi a questa parte, forse perché sono d’accordo, e si sa, fa piacere sentirsi dire le cose con cui si concorda. E’ l’articolo di di Andrea Benedino e Paola Concia, uscito sul Riformista di oggi
Le persone che ci amano (siamo anche noi oggetti e soggetti d’amore), con le quali condividiamo questa nostra battaglia, alle quali sottraiamo attenzioni perché presi da quella che abbiamo tante volte detto essere la battaglia della nostra vita, quelle persone alle quali chiediamo scusa ogni giorno per le nostre ossessioni, proprio perché ci amano, ci dicono “andate avanti, chi la dura la vince”. A un mese circa dall’avvio della fase costituente per il Pd, e dopo mesi (anni) in cui ci troviamo in prima linea, vorremmo provare a fare qualche considerazione. C’è un filo che ci tiene legati: è il filo delle nostre vite, della fatica di aver conquistato la dignità di essere omosessuali alla luce del sole, di aver attraversato la sofferenza della paura di essere “diversi”. La molla che ci spinge ad andare avanti è la nostra passione civile, perché semplicemente vorremmo che altri e altre non debbano soffrire quello che abbiamo sofferto noi, come tanti altri. Che crescano generazioni di giovani che un giorno scoprendosi omosessuali, possano scivolare sulla vita ed entrare nell’onda della loro sessualità senza sentire ogni giorno quella macchia indelebile della vergogna. Perché come dice Chiara Saraceno «l’omosessualità non è uno stile di vita, ma uno stato naturale in cui un essere umano può venire a trovarsi». Parole semplici e delicate, ma fendenti come lame in una politica come quella italiana che non sa pronunciare parole di verità. Leggi il seguito di questo post »

Proveranno anche a dire che loro sono meglio di Putin

maggio 27, 2007

Accetto scommesse: ci sarà nei prossimi giorni chi dirà che a noi gay italiani poi ci va anche bene, e che in Russia le cose van peggio.

Ribadisco che è la stessa zuppa con gli ingredienti un po’ più forti: i preti ortodossi che benedicono il naziskin che aggredisce i froci (e se sono deputati italiani meglio ancora), la polizia che interviene e arresta gli aggrediti. E’ la ricetta del fondamentalismo con i suoi tre componenti fondamentali: una fede inferocita e violenta, il braccio e l’odio dei picchiatori di sempre, il potere politico che tiene le fila della giustizia.

Intanto un saluto affettuoso e solidale a Vladimir, Marco e gli altri aggrediti (e arrestati)  di Mosca.

Il nemico in me

maggio 26, 2007

X non fa che corteggiare il ragazzo nero che sotto l’ufficio vende i cd e i dvd di contrabbando. A volte, ad ora di pranzo, va via con lui in auto. Y, il suo capo, viene da me e mi fa: “Ma hai visto questa cosa? E’ un po’ così…” . E’ chiaro che “così” significa: “Sei l’unico che possa dirglielo, che è una cosa che non sta bene, succede proprio davanti all’ufficio. Ci fai questo favore?”

Accetto, cioè metto io in in parole la sua richiesta. Lui si limita a sorridere, il potere non formula mai le sue richieste.  Lascio passare qualche giorno, invito X a prendere un caffè con me e apro la bocca per dirglielo. Ma comincio a parlare di cinema. E Y avrà pensato che sono pazzo, perché non c’eravamo mai parlati e un bel giorno io gli chiedo se ha visto “Quattro minuti”. Ma come si fa a dire a uno che non deve farsela col contrabbandiere “negro” davanti all’ufficio e che glielo dico io solo perché sono omosessuale come lui? Come si fa? (Unica possibile via di fuga, e fondata nei fatti: stai correndo dei rischi fisici e professionali, stai all’occhio).

Glielo dicano loro se hanno il coraggio. Ma io perché ho ubbidito al richiamo omofobico, per giunta implicito?

Errore & Pregiudizio

maggio 24, 2007

In altri tempi di Napolitano pensavo tutto il male possibile. Oggi mi pare una delle poche tracce di decenza rimaste in questo paese. Mi sbagliavo prima o adesso?

Intanto Grillini presenta la sua versione dell’intervento sul codice civile, per arrivare “al matrimonio”. Speriamo di leggerla, sta proposta.

Non ci vogliono più

maggio 23, 2007

Una ragazza su Queerblog si incazza per una battuta di Linus e Nicola Savino in trasmissione di DeeJay. Una battuta sui froci. La ragazza attacca e Linus risponde. Ne segue un’ondata di commenti nel blog del famoso conduttore, tutti, ma proprio tutti improntati a un democratico, tollerante, pacato: “Non rompeteci i coglioni, fateci fare una battuta”. Fievoli le voci in dissenso, e nessuno che si sia posto, neanche Linus, il nesso tra linguaggio e discriminazione.

Ragazzi, il vento è tempesta. Non ci vogliono più, siamo una fastidiosa presenza.

Omosessualisti

maggio 21, 2007

Sentita nella conversazione della domenica sera di Marco Pannella: la definizione dell’Arci Gay come “organizzazione omosessualista”. Come se fosse una specializzazione nell’ambito della medicina della politica.

Ci sto pensando.