Piero, ti stanno chiamando

aprile 20, 2007

E’ stata la giornata gay al congresso DS-prossimo partito democratico. Non sono certo di averle captate tutte, le citazioni, non potevo passare la giornata alla radio, ma si è cominciato di mattina molto presto, con un ragazzo e una ragazza di Gay Left, Andrea Benedino e Paola Concia. Un intervento misurato, che ha posto la condizione che nel programma del futuro partito democratico ci siano laicità, diritti civili e questione gay. Oppure si esce. Dissenso numero 1.

Poi è toccato a Gavino Angius, mozione di minoranza, dire finalmente ciò che Fassino non ha detto, e cioè che ci sono toni inaccettabili nell’atteggiamente della Chiesa. “Per noi non sono persone innaturali” (Gli omosessuali NDR). Dissenso numero 2.

Poi Fabio Mussi, la mozione scissionista, con un accenno di passata ma forte: toni di omofobia e discriminazione verso gli omosessuali (al ceto ex comunista la parola gay fa schifo). E questo è un altro, talmente in dissenso, che se ne va. Dissensissimo numero 3.

E quindi Grillini. Incazzato nero, Franco ha fatto un intervento molto di mestiere (“a Torino si è aperta una finestra ed un angelo è volato giù”), ma efficace. Ha sfidato Fassino, chiamandolo per nome, “a fare qualcosa di laico” nei mesi che lo separano dalla nascita del partito democratico, ricordandogli che si va all’unificazione con un partito confessionale. E che lui nel partito delle “signore del cilicio” non entrerà. Insomma, come si dice nel calcio, Grillini “c’era” e ha mollato in fin di intervento la sua condizione/minaccia per restare. Dissenso numero 4.

Nel pomeriggio so che è intervenuta la Pollastrini, ma non l’ho ascoltata, ma immagino che almeno lei  con il suo segretario non se la sia presa. Altre citazioni sparse, che non riesco a riportare qui. Domani parla Scalfarotto, ma temo che lui sarà soffice: dopo aver sparato a zero sulle dirigenze gay perché vivono di politica e quindi non avrebbero il coraggio di interloquire con forza con la politica, è semplicemente entrato, iscrivendosi nei DS. Insomma, se si trattava di esser cooptato, bastava dirlo. L’ha detto.

E’ stata una giornata-gay che ha sottolineato due cose: che in questi anni attorno ai DS si sono raccolte molte attese e speranze del mondo omosessuale italiano. E che questo mondo non si sente rappresentato dal partito democratico che va a nascere.

Voi vorreste qualche link a tutto questo. Posso solo indicarvi Radio Radicale, (la webtv dei ds mi impalla il mac) ma c’è un solo file immenso di tutta la giornata, almeno al momento, nella pagina “riascolta”. Non so se avrete la pazienza di cercarvi ciò che interessa.

Io ci ho provato.

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