L’odio antico che coltivate per noi, che oggi chiamate “intolleranza”

aprile 6, 2007

Allora, la discussione sul suicidio del ragazzo presunto, dai suoi compagni di scuola, gay e per questo bullato, è già abortita. L’onorevole Volontè dice che si sta strumentalizzando in modo disgustoso. E il lavoro concertato dei vari psicologi televisivi (e i giornali, quelli grandi che non hanno commentato) sono riusciti a derubricare la cosa a “bullismo”. Così essere gay equivale ad essere grasso, o zoppo, o negro o ebreo. Bel rivoltamento di frittata: in un paese in cui un’autorità religiosa dà degli “aberrati” agli adulti omosessuali, negando ogni possibilità di pubblica accettazione attraverso l’unica forma di riconoscimento che la società conosca, quella del diritto, perché mai il ragazzino di un istituto tecnico non dovrebbe coltivare con orgoglio la radice antropologica dell’intolleranza? (e se fosse stato ebreo e per questo perseguitato, avreste ancora diluito la gravità di questo comportamento: perché non riconoscere l’esistenza di radici di odio, ognuna storicamente coltivata e cresciuta?)

Francamente a me fa un po’ schifo anche l’opportunismo del Codacons, che vuole l’inchiesta per istigazione al suicidio. Soggetti alieni cercano profitti politici momentanei da una tragedia: non serve un magistrato, serve una discussione che apra gli occhi alla gente. Serve parola, confronto, pensiero: non manette.

Basterebbe rileggersi, in queste ore di dolore, I Turbamenti del Giovane Toerless, di Robert Musil, storia di un ragazzo gay e degli amori sadici dei suoi compagni in un collegio militare austroungarico. All’omosessuale Basini prima i suoi compagni dedicano sedute di sesso a base di “sei una bestia, dillo”, con il contorno di botte e torture. Poi ne favoriscono l’espulsione: perché è un pervertito. E’ la radice omofobica della storia: i Bagnasco e accoliti la coltivano ed esaltano. E di fronte al risultato di morte che ne ritorna, parlano di “intolleranza”. Intolleranza? Odio mortale è il vostro per noi, odio antico, che coltivate con le vostre parole.

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Una Risposta to “L’odio antico che coltivate per noi, che oggi chiamate “intolleranza””

  1. Paolino Says:

    Come vorrei dire che hai torto, ma non ce la faccio a trovare argomenti! Ma cosa dovremmo fare di concreto? Credi che una strada percorribile ci sia per fare qualche piccolo passo avanti? Sono sempre stato un moderato, ma ora le palle girano senza moderazione…


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