Vi mettete questo morto sulle spalle, signori contrari ai diritti e froce indifferenti?

aprile 5, 2007

“Sei come Jonathan”, quello del Grande Fratello, e giu’ un tormento perché il 16enne è gay. E’ un altro suicidio. Pensate solo se ci fosse, visibile da tutti, anche dai sedicenni, la struttura visibile di un quadro di diritti. Forse sarebbe una difesa per un ragazzo in quelle condizioni, lui come migliaia ogni giorno.

Ma credo che alla frocia Calvin Klein media interessi poco di chi a 16 anni si uccide perché lo bullano.

E tuttavia, come scrivono i vescovi, le leggi fanno il costume. Mai stato così vero: il non riconoscimento produce suicidio.

Signori contrari al riconoscimento di diritti per i gay, mettetevi questo morto sulle spalle.

Ecco la storia.

Ed ecco l’attacco del pezzo del Corriere.
“Sei come Jonathan. Ti piacciono i ragazzi, sei gay…». E giù battute e parolacce. Forse i suoi compagni non capivano fino in fondo quanto lo ferivano con quelle frasi, ma per Marco, 16 anni, seconda superiore in un grande istituto tecnico, quel tormentone durato un anno e mezzo è stato troppo. E martedì ha deciso di farla finita: prima una coltellata mirata al petto, poi il volo dalla finestra di casa, al quarto piano di un quartiere residenziale. All’ospedale, per qualche ora, i medici hanno tentato di rianimarlo,ma è stato inutile. Marco è morto e ora la Procura si accinge ad archiviare il caso: non ci sono dubbi, è stato un suicidio. A provarlo c’è anche una lettera che racconta ogni dettaglio nel linguaggio ironico e agrodolce degli adolescenti. E una conclusione: «Non ce la faccio più».


Update ore 19.30

Il ministro Fioroni sorvola con pudore sulla natura dell’accusa che i compagni muovevano a Marco. E finalmente le associazioni omosessuali dicono qualcosa, AGEDO compresa. Ma soprattutto viva Rotondi della nuova DC (ma guarda cosa mi tocca scrivere) che dice: “Le parole sono pietre”. E c’è sempre qualcuno pronto a scagliarle. Qui l’articolo di Repubblica.it.

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16 Risposte to “Vi mettete questo morto sulle spalle, signori contrari ai diritti e froce indifferenti?”

  1. FireMan Says:

    questa morte pesa sulle spalle di Buttiglione, Calderoli, Casini, del cardinale Ruini e di monsignor Bagnasco, di papa Ratzinger. E di tutti quelli che impediscono a gay e lesbiche di essere uguali agli altri.
    ma non facciamo gli struzzi: pesa anche sulle spalle di Mastella (in primis), di Fassino e Rutelli, Bertinotti, Giordano, Di Pietro, Pecoraro, uxuria, Grillini… ovvero di tutti coloro che ancora non hanno capito che l’educazione ed il rispetto devono tornare al primo posto della vita pubblica…

  2. Max Says:

    L’educazione al rispetto…scusa Fireman, ho usato le tue parole dando un senso diverso; a volte penso che le scuole italiane sono veramente mancanti di molto cose. Mai come a scuola al di la dei professori (solitamente molto poco attenti alla crescita dei ragazzi) ci dovrebbe essere un pool di assistenti sociali, una persona che ascolti costantemente con incontri programmati tutti gli studenti dell’istituto; questo in modo da permettere di comprendere il disagio, il dolore di chi soffre, qualsiasi sia la ragione…ed evitare fini così tragiche e strazianti; anche io porgo i miei complimenti alle istituzioni ecclesiastiche, che invece di proteggere TUTTI i deboli (come dovrebbe secondo il vangelo) chiude gli occhi davanti ad oscenità oltraggiose come questa…spero solo che Nietzsche avesse ragione, quando paragonava il cristianesimo ad una fontana che trabocca e che presto si concluderà tutto il male che ha fino ad ora generato gratuitamente, nascosto da un Dio che non PUO’ pensarla come loro.


  3. […] omosessuale di 16 anni si suicida Vi metto il link all’articolo di Trimanda; ciò che penso lo trovate scritto in un commento. Non ho […]

  4. Arlecchino Says:

    amen

    occhio che hai scritto “16 anni”. ora finisci sugli indicizzatori e so’ cazzi


  5. Ma non hai sentito la preside? Non è bullismo, è tutto normale.

    Nemmeno si rendono conto dell’inferno che creano, in cui vivono.

  6. ciccio Says:

    mi sembra che FireMan abbia ragione, anche nella seconda parte.
    e non mi sembra invece così certo che a scuola ci vogliono altri “esperti”.
    E’ vero che molti prof non sono attenti, ma forse proprio loro dovrebbero fare innanzitutto gli educatori, anche prima di insegnare cose singole, più o meno utili.
    E poi forse dovrebbero essere “educative” (al rispetto) anche altre cose, comprese le chiese e le … città (intese come polis)

  7. Max Says:

    D’accordo con te, Ciccio…sono d’accordo anche sul fatto che i professori sensibilizzino verso il problema. Ma che lo facciano…

  8. Gringoire Says:

    Questa morte è sulle spalle di tutte le persone cattive e ignoranti che ancora credono che parole come gay, ebreo, negro debbano essere considerate insulti! E’ sulle spalle di tutti coloro che continuano a discriminare ogni tipo di diversità, ma soprattutto, come dici giustamente tu, sulle spalle degli indifferenti!!

  9. Gatto Nero Says:

    Attenzione – la gente leggendo il post potrebbe capire male: la cosa drammatica è che quel sedicenne NON era gay (o lo era: non potremo mai saperlo).
    L’errore sta nella mancaza di una “cultura della normalità” per quanto riguarda l’omosessualità: se fosse “normale” essere gay, il povero sedicenne non l’avrebbe certo presa come l’ha presa; e probabilmente i suoi compagni non l’avrebbero neppure apostrofato in questo modo: non gli sarebbe neppure venuto in mente.

    E invece.

  10. trimanda Says:

    Gatto, hai ragione, Il post è stato scritto alla prima uscita della notizia, essenzialmente l’articolo del corriere.it che e’ linkato.

    Ora poi assistiamo – non ho visto giornali oggi ma uno psicologo a skytg24 ieri sera questo faceva – al depotenziamento della questione omosessuale in questa vicenda, Che invece resta fortissima.

    A prescindere che il ragazzo lo fosse o meno. Il punto – a mio avviso – sta nello stigma dell’omosessualità, nella sua condanna come cosa immonda che sta nella gente, come fatto secolare. Fare leggi, non che difendano l’omosessualità, ma che diano diritti alle persone omosessuali, è un punto di forza per queste persone e un indebolimento dello stigma.

    Certo per superare l’antropologia ci vuole tempo, ma come dicono i vescovi, le leggi fanno il costume, no?


  11. […] molti altri, che lo piangono, e che accusano. Come in questa lettera di Anelli di Fumo, come nel post di Trimanda, come nella rassegna di Disorder […]


  12. […] a modo suo ha detto qualcosa: Trimanda, Max, Homopage, Benjamino, Fireman, Anelli di Fumo, Gatto Nero, Decidiamo Insieme, Inyqua, Tutta […]


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