Zeffirelli, l’omofobia del vf

marzo 8, 2007

Di solito evito di fare tre post al giorno. Ma volevo rompere la regola per raccontare di questa notiziaccia di cronaca di Roma, un uomo di 63 anni ucciso in casa sua, nel quartiere san Giovanni, e il solito romeno arrestato. Volevo chiedere se questi morti poi entrano in qualche volce Istat o di archivio di polizia come omicidi a danno di omosessuali. Così, per capire poi su quali numeri discutiamo quando si aprono certi dibattiti.

Volevo parlare di quello. Ma poi ho aperto il Corriere della Sera. A pagina 11 (ho cercato il pezzo sul sito del giornale, ma senza successo). Intervista di Lorenzo Salvia a Franco Zeffirelli.

“Se fosse un corteo in giacca e cravatta andrei (…), ma c’è Pannella, ci sono i radicali, come al solito finirà in una pagliacciata”.

Uno spera che sia finita, ma il senatore ha in serbo altro, molto altro. Dopo aver detto che nessuno sul lavoro ostenta il proprio orientamento sessuale (ma davvero?)…

Alla domanda se ci siano discriminazioni sessuali sul lavoro, risponde:

Ma se uno fa l’esaltazione delle proprie inclinazioni sessuali, allora capisco che un capo ufficio dica “quella è la porta”.

Così, per dirla in poche parola: per Franco Zeffirelli è giusto licenziare i froci, a meno che non si nascondano.

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9 Risposte to “Zeffirelli, l’omofobia del vf”

  1. pierone Says:

    http://www.onemoreblog.it/archives/014662.html qua c’è un estratto più corposo dell’intervista, volevo segnalartelo via mail ma gli impegni della mattinata mi hanno un po’ catturato. lo incollo qui:

    da Corsera dell’8 marzo 2007

    «Sì, se fossero con la giacca e la cravatta»
    di Lorenzo Salvia

    «Se fosse un corteo di gente in giacca e cravatta con l’impermeabile addosso in caso di pioggia e l’impermeabile sul braccio in caso di sole, potrei anche andare». Guardi che stavolta non è un gay pride, sfilano a sostegno della legge sulle coppie di fatto.
    «Sì ma c’è Pannella, ci sono i Radicali, come al solito finirà in una pagliacciata.
    Sarà una cialtronata controproducente». Franco Zeffirelli, omosessuale dichiarato, sabato non sarà in piazza.
    Non pensa che sia utile una legge che riconosca i diritti delle coppie di fatto, anche omosessuali?
    «Se mi vengono a dire che gli uomini si devono sposare fra loro e magari pure adottare dei bambini, no: è contro natura. Sui diritti, invece, mi sembra un falso problema: molti sono già garantiti».
    Il disegno di legge sui Dico non le interessa, quindi.
    «No, è una pastetta che non cambia nulla, una coperta corta tirata di qua e di là per non scontentare nessuno».
    Lei non si è mai sentito discriminato?
    «No, anzi. Sono sempre stato apprezzato ancora di più perché la gente intelligente capisce che per un cattolico non in regola con le leggi morali della Chiesa la vita può essere più dura».
    Sì ma lei è Zeffirelli, regista famoso in tutto il mondo.
    Per chi non è nessuno?
    «Ma figuriamoci! Esistono forse persone che vengono licenziate o non assunte perché omosessuali?».
    Certo che esistono. E poi a volte la discriminazione è più strisciante.
    «Ma se uno fa l’esaltazione delle proprie inclinazioni sessuali allora capisco che un capo ufficio dica “quella è la porta”. A letto ognuno fa ciò che vuole, basta non portarlo stampato in faccia. E questo vale per tutti, omosessuali e non».
    Lei è cattolico. Crede che la Chiesa condizioni la politica italiana sui diritti degli omosessuali?
    «La presenza della Chiesa non ci condiziona ma ci rammenta il nostro dovere.
    La Chiesa non può non dire quello che dice».
    Secondo Paola Binetti gli omosessuali sono deviati. Lei si sente deviato?
    «Deviare significa andare fuori dalla strada comune, e questo per un omosessuale è vero. Ma non vuol dire essere traviati o moralmente spregevoli».

    Davvero non ho più parole.

  2. Max Says:

    Sono due settimane che non capisco cosa succede a questo paese di m…a!!!! Quanto ancora dovremo nasconderci sul posto di lavoro…e parla uno che di questi problemi ne ha avuti anche troppi!!!

  3. leny Says:

    appunto. C’è Pannella, ci sono i radicali…
    E poi ci sono le froce con le magliette sgargianti, e i travestimenti.
    Peccato però, che M.me Zeffirelli quasi sempre ci abbia abituato alle pellicce.
    Ma si sa, la pia dama di corte, quella che sublima, difficilmente può accettare la gioia delle persone di rivendicare “la vita del diritto ed il diritto alla vita” per quello che sono.
    Mi piace la giacca (meno la cravatta). Ma credo che chi la butta sulla questione di come si appare ad una manifestazione, non fa che nascondere, un fastidio, e ripeto fastidio, per quelle realtà, vere che prima di tutto mettono in crisi proprio la loro…
    Ma le nostre gentili signore, “irsute di pellicce”, nella miserabile vanagloria della loro triste celebrità, non si mescolano. Non si mescolano proprio, le vecchie froce privilegiate. Per fortuna abbiamo tante altre “RAZZE ANTICHE”.


  4. Saluti da un giovane etero, ragazzi. Non proccupatevi di Zeffirelli, è uno che fa solo film su Cristo solo perchè tutti sanno già come va a finire la storia. Sapete dirmi se per caso ha fatto mai un giallo?


  5. […] di tanti omosessuali dichiarati che disprezzano l’idea di godere di una piean cittadinanza. (Zeffirelli, Paolo […]

  6. Roberto Says:

    mi meravigliano molto questi discorsi,pensate che a Cosenza esiste gente che si nasconde,anzi si sposano ,fanno figli;cosi’ la loro coscienza è a posto, e poi vanno nei bagni pubblici a fare quello che le loro mogli non si immaginano nemmeno,poi vanno a casa e baciano i loro figli.
    Zeffirelli è un regista di basso rango,la sua vicinanza con Visconti non è servita a niente,essere amico con la Callas non vuol dire niente.

  7. Anthes Says:

    Ma quante cazzate dite?????????????????????’

  8. Martina Says:

    Ma lo sapete quello che dite? Zeffirelli è Gay.. mi dite come fate a pensare che li voglia discriminare?! mah!

  9. Stefano Says:

    Zeffirelli è il tipico esempio di Uomo omosessuale italiano cattolico autorepresso, a cui bisogna aggiungere regista di fama internazionale che pensa che la sua vita possa anche solo in parte essere paragonata a quella di una persona che non ha passato la vita con Maria Callas e Gina Lollobrigida…


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