10 marzo reloaded: lettera ai miei amici

marzo 5, 2007

Carissimi,

ho fatto un giro di telefonate, di sms, di posta elettronica chiedendo a tutti se pensate di venire sabato alla manifestazione sui DiCo.

Una splendida rassegna di pretesti. C’è chi fra voi non ci crede, e votando a destra, perché quella legge è troppo poco (infatti il vostro schieramento ce ne darebbe una migliore e più ampia). C’è chi fra voi, e votando “sinistra radicale” dice che quella legge è troppo poco, perché lui è a sinistra (infatti manifestare per Vicenza, tutti di corsa, ma per i diritti no, quello no).

C’è chi : “Aho ma l’arcigay, ma hai presente Grillini? (Ho presente). C’è chi “sono cattolico, sono lacerato, non posso manifestare contro la chiesa”. C’è chi è di rifondazione: “Ma questa manifestazione si è un po’ sostanziata?” (Vero, ci vuole un trattato di marxismo leninismo per dire che si vuole un diritto).

Poi ci sono quelli che debbono vivere: ho organizzato già il week end, ho mamma malata, Oddio ma Roma è un tal casino, Oddio devo andare da lui a Pavia e lui non può muoversi, debbo lavarmi le mutande Calvin Klein, sarò rincoglionito per la discoteca della notte prima, e uffa che palle ma a che serve andare in piazza come dei pazzi (pensa, senza neanche la possibilità di un po’ di shopping)?

Care le mie froce,
come nella vita, anche la politica si presenta sempre vestita di stracci, con la faccia di Grillini e con addosso neanche una cosuccia da mettersi. Quando un’occasione conta, non te lo dicono mai prima: ti è mai capitato di sentirti informare di stare entrando in un grande amore?

Come nella vita, in politica, che è vita, ci sono momenti in cui ti misurano, perché c’è un’opportunità o una battaglia in corso, e cercano di capire quanta forza hai. Non è sempre così: nessuno ti dice, “sai oggi è la rivoluzione”. E nessuno ti darà un diritto che non chiedi. Nessuno: e in questo momento, te lo dicono ogni giorno i preti sui giornali e i politici in tv, è il giorno in cui ti contano, ti pesano, e ti mettono da parte per altri vent’anni. La sostanza? Più sostanza dell’odio altrui?

Sei cattolico? O certo che lo sei, ti rispetto per questo: ma se non alzi la testa oggi, se non rinunci oggi alla gelatina collosa e mortale del “nella chiesa c’è posto per tutti” e “Ruini non è Gesu'”, muori oggi e per sempre: il potere della Chiesa ha sempre vinto sugli alternativi (alternativi, poi, voi nella maggior parte dei casi non cercate che collusione e accomodamento).

Non condivido una sola parola dei DiCo (c’è il matrimonio, per gli esseri umani), non amo Grillini e mi tengo lontano da Vladimir. Ma oggi che un Ruini ci conterà come un hostess coi passeggeri di Ryanair, oggi che quel piede nella porta è stato messo, io sto con loro, perché almeno, sporchi e brutti come sono, sono una voce che ci rappresenta.

Ovviamente c’è la libertà: puoi sempre restare a casa e consolarti con le battute della Littizzetto o andando a piangere in sala al buio davanti a Saturno Contro. Ma al momento giusto, sappilo che hai scelto l’irrilevanza. Che è il nuovo nome dell’oppressione.

Con immutata disistima.

Trim

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23 Risposte to “10 marzo reloaded: lettera ai miei amici”

  1. ciccio Says:

    spero che tu ti sia dimenticato di qualche altro amico/a oltre me.
    io ci sarò, un uccellino interno mi dice che la giornata è un po’ importante 🙂

  2. Antonio Says:

    Occhei, sono qui per costituirmi. Io non sarò alla manifestazione perchè potrei (..) vedere Grillini vestito da puttino che distribuisce confetti rosa tra due ali di drag osannanti. Ed allora dovrò imbracciare il kalashnikov.

  3. trimanda Says:

    ma se al posto dell’eterno cabaret ogni tanto ci fosse il pensiero, antonio, non sarebbe meglio?

  4. antigone Says:

    io so che in certi momenti ti contano (e forse, di questi tempi, esserci è anche l’unico modo per contare).
    è per questo che ci sarò, per una volta “senza se e senza ma” (in genere sono per i se e per i ma …).

  5. Antonio Says:

    Ti regalo due risposte, una polemica, una no.

    Quella polemica è che io sono serio, quelli che organizzano queste manifestazioni no (altrimenti le renderebbero presentabili, e non così facilmente assaltabili mediaticamente dal Tg5 di turno. Poi, tutti sono liberi di fare quello che vogliono, ma se vogliamo ottenere diritti politici dobbiamo anche giocare d’astuzia e non cascare trionfalmente, ogni volta, nel tranello mediatico).

    Quella seria- o quanto meno quella che spiega la mia disillusione- è che manifestazioni del genere, finchè non verranno fatte da un (centro)sinistra unito, con tanto di principali rappresentanti della coalizione alla testa del corteo eccetera, sono e saranno semplicemente inutili.

    Poi, sia chiaro, questa è la mia, di opinione, e serve solo a spiegare il perchè io non andrò. Con il massimo rispetto di chi, invece, lo farà.

  6. Gatto Nero Says:

    Il punto è – Antonio – come faccia a essere il centrosinistra unito quando siamo noi per primi a non riuscire ad essere uniti.

    Sì, anche io sono “serio” (parolona). Preferisco una rivoluzione in giacca e cravatta a una rivoluzione in lustrini e pallette… E sono anche un po’ stufo della rivendicazione “ho diritto ad essere una shampista”: sì, ne hai perfettamente diritto ma non sei obbligato ad esserlo sempre; puoi anche metterti una maglietta bianca e uscire struccata, ogni tanto… la vita non è sempre una passerella. Il punto è che la stessa richiesta che faccio all’altro (un sacrificio) devo essere pronto a farla io per primo (un sacrificio). Tu ti avvicini a me e io ti avvicino a te.

    Penso che per trovare un filo di unità basti questo.

  7. trimanda Says:

    Forse voi due, Gatto Nero (benvenuto orrido compagno di chat) e Antonio, siete solo, per ragioni anagrafiche ignari di quanto successe col divorzio e l’aborto. Furono battaglie non-partitiche.
    L’opposizione di allora, cioe’ essenzialmente il PCI giocò *contro* quelle due rivoluzioni, e tentò con ogni mezzo di evitare i relativi referendum – anche allora le motivazioni erano ” non si puo’ spaccare il paese “, “offendere i cattolici”. Quelle furono riovluzioni che si fecero malgrado loro, non grazie a loro. Poi il loro popolo, ovviamente, voto’ massicciamente nel modo giusto e anche agli apparati, all’ultimo momento e contro voglia si decisero a battersi.

    Anche adesso è così, anche adesso la guerra a te-omosessuale non viene dai partiti, anche se a volte sembra. La guerra la sta facendo la Chiesa, non un partito, e te la sta facendo sul terreno della politica. E il centro sinistra di adesso o ha paura o è d’accordo con loro (Rutelli ecc).

    Abbiamo trovato quattro pazzi che convocano una manifestazione, tu non vieni? Bene. Ti stai manifestando contro, perche’ la battaglia non e’ sui DiCo, chi lo pensasse farebbe un grosso errore. La battaglia è sulla tua/nostra presenza nella società comne soggetti vivi e parlanti. Non ti vogliono nella sfera del diritto e nella sfera del discorso pubblico. Ti vogliono dolce e gabbana, frocia fashion e consumista. Vuoi aspettare i tempi della politica? Ti auguro di vivere a lungo.

    Cosa poi significa la trappola mediatica per Antonio mi rimane oscuro. La politica è comunicazione, senza la comunicazione si rimane nella sfera dell’irrilevanza. Senza telegiornale e giornali, e internet, la politica è Monte Athos e impotenza.

  8. Antonio Says:

    Per “trappola mediatica” intendo il presentarsi ad una manifestazione politica in strapponi e pailettes. In modo che i telegiornali passino solo quella immagine. Ripeto: ognuno è libero di fare quello che vuole- ne faccio solo una questione di astuzia politica e non di divieto di manifestare in canotta muscolosa ed infradito.

    Aggiungerei solo- nel rispetto delle idee di ognuno- che “la battaglia sulla nostra presenza nella società come soggetti vivi e parlanti” si fa, secondo me, anzitutto nel quotidiano. Una manifestazione pubblica non serve a nulla, se poi ti vergogni di dire che dormi con un uomo ai tuoi genitori, ai tuoi amici, ai tuoi colleghi di lavoro.

  9. Gatto Nero Says:

    “Orrido compagno di chat”… che parolona :p Ormai quel postaccio di perdizione quasi non lo frequento più 😀 (quasi)

    Antonio, rientriamo sempre nell’annoso dibattito “Ah, ma le manifestazioni sono tutte paillette”. Parliamone. Facciamo una piccolissima distinzione.
    Ci sono quelle manifestazioni che nascono proprio – non capisco come mai – come una forma di manifestazione dell’eccesso: il GayPride. Ah, sì, il GayPride, ma quanto è bello, sì ci va gente d’ogni tipo, sì qua, sì là… però alla fine è la sua stessa organizzazione che “spinge” all’eccesso, come se essere omosessuali debba essere eccesso. Evvabbè.

    Poi ci sono le manifestazioni politiche o sui diritti. Qui non si chiede “l’eccesso” come fondamento. Qui il fondamento è il diritto richiesto, in sé e per sé. L’eccesso, quello si può chiedere di evitarlo… ma a questo punto non è colpa degli organizzatori. Non sono gli organizzatori a dire “venite con simpatiche e sgargianti magliette”. A quel punto il “biasimo” (se di biasimo possiamo parlare) dovrebbe andare a queste persone che non hanno questa grande coscienza politica, sapendo che la loro maglietta di strass distoglie l’attenzione mediatica dallo scopo principale della manifestazione.

    Io sogno sempre una bella manifestazione silenziosa, con una massa di persone vestita SOLO di jeans e una maglietta bianca (o nera, che sfina). Quella sì che avrebbe impatto e visibilità. Molto più delle paillette.

  10. trimanda Says:

    Innanzitutto non mi pare proprio che tiri aria di perline e boa di struzzo. Proprio non mi pare.

    E l’argomento del quotidiano, che è validissimo, è solo la prima metà del cammino. Se non hai un riconoscimento istituzionale, non esisti. Sei un fatto, non sei un diritto. Il passaggio di oggi è questo: che il diritto sancisca il fatto.

    Tra le due cose – il quotidiano e il diritto – non c’è alcuna contraddizione e se rimani nel solo quotidiano, resti affidato alla tolleranza degli altri. Che è una concessione, che in quanto tale puo’ essere ritrata in ogni momento: per esempio quando si tratta di toglierti cio’ che puoi aver condiviso il tuo compagno per anni e che svanisce d’incanto appena si presenta un parente, che a differenza di te ha il diritto di visitare e assistere un ospedale un malato.

    Si esiste solo se la legge ci riconosce. Altrimenti si è nel nulla: certo alla Chiesa fa comodo così. Basta parlare con tanti nostri amici che si dicono cattolici e vivono poi di null’altro che di pietà pelosa

  11. Alessandro Says:

    Io non so’ frocio.
    Vale lo stesso? E se ci porto mia moglie, che succede?

  12. finOcchio Says:

    Alessandro portaci anche la moglie, pare incredibile che uno se lo domandi: alle manifestazioni contro il razzismo non ci vanno solo i neri e gli ebrei.

    Trimanda: che sia l’occasione per incontrarci? Mi farebbe molto piacere

  13. trimanda Says:

    Alessandro, hai paura che qualche gay insidi tua moglie?
    Fino: ti mando il mio cello in mail, ma tu in quella mail non leggi… 🙂

  14. Alessandro Says:

    Ragazzi, ma il senso dell’ironia?
    La mia era una battuta provocatoria.
    Ovvio che venaimo…

  15. leny Says:

    ciao trimanda, volevo solo dire che sono d’accordo con quello che affermi a proposito della manifestazione del 10. Io purtroppo sono all’estero in questo periodo, quindi non ci posso essere. Ma naturalmente sono sempre andato alle cosiddette manifestazioni gay, e mi dispiace tantissimo anche non esserci… Chissà avrei potuto conoscerti, e conoscervi.
    Voglio anche dire, che a me non disturba affatto la gente che nei gay pride si trucca e si traveste. Personalmente non mi interessa lo scambio dei generi maschile e femminile, ma il punto è, che spesso trovo nella stessa gente gay una sorta di fastidio verso questi nostri amici, che fanno dell’imitazione della donna, e del femminile, una scelta e\o necessità di base nella loro vita. Ognuno ad una manifestazione fra l’altro credo che rappresenti se stesso. Il vecchio radicale Pannella, ha annunciato in questi giorni che guiderà la delegazione radicale: ecco un uomo che non ha paura di niente…
    Comunque un saluto a tutti voi, e, davvero buona manifestazione….

  16. Principino Says:

    Carone,
    sabato ci sarò, assieme al fidanzato. Posso dirti che è anche grazie alle tue parole che mi sono convinto a venire? Da cui segue: non è che potresti fare tu l’Ufficio Stampa di Grillini? : )

  17. Gatto Nero Says:

    leny, il punto non è il fastidio nei confronti dell’imitazione del femminile. E non so se si possa parlare di “fastidio”.
    Onestamente, trovo anche una scusa un po’ banale cammuffare il bisogno di protagonismo con la necessità di esprimere una propria sessualità femminile.
    Io non so quali tipo di donne conoscano loro. Nè quali conosciate voi. Io ne conosco che vanno in giro anche struccate, se vogliono. Che non devono mettersi per forza una magliettina sgargiante o roba strana addosso.
    Io questo non concepisco. Non concepisco l’idea che queste persone non ci arrivino, che sia più _convienente_ (non per la società, ma per gli altri omosessuali coinvolti nella manifestazione) presentarsi con un atteggiamento più sobrio.

  18. leny Says:

    il diritto è diritto. ed è inventato per tutti e per tutte. Le donne che conosco io non si truccano anche. E sono anche poco “femminili”. Non sentono la necessità di imitare la modella di turno. Non sono portate a sbattere le ciglia ogni volta che incrociano un uomo. Tuttavia, ripeto, non si può parlare di convenienza e di come ci si deve presentare. Non è una riunione aziendale nella quale si va a contrattare e si gioca sulle forme… E’ una manifestazione che serve a tutelare il diritto anche della più sciocca e misera protagonista, che come dici tu gatto nero, va là per gratificare il proprio protagonismo. E poi suvvia, credo che ormai la gente si sia abituata al fatto che gay non significa solo parrucca e tacchi a spillo. Normalmente sono sobrio, ma non mi disturbano le magliettine sgargianti degli altri. Ogni volta che una di quelle persone verrà attentata nei propri diritti per questo motivo, lo saremo tutti. Anche quelli che andranno con la giacca, la cravatta, e lo sguardo da duri.

  19. LaGiulia Says:

    Sottoscrivo tutto!!
    Hai avuto coraggio a scrivere il post
    Baci baci
    LaGiulia

  20. Cisco Says:

    Scusate magari io sono un ignorante, ma siete sicuri sicuri sicuri che proprio tutte le persone che saranno in corteo per i DICO (che comunqe ritengo un gioco al ribasso) poi ci saranno a tutti gli altri cortei? com’è che non ho MAI visto lo striscione dell’ARCIGAY ad un corteo antifascista? Io sono di Rifo, io domani vorrei esserci ma non potrò perchè mi hanno incatenato a Milano per un iniziativa di partito, e sono stufo di chi lotta solo per se stesso. Io partecipo al 90% dei cortei dei quali vengo a sapere e ovviamente mi rivolgo a quelli di cui condivido le istanze. Io non ero solo a Vicenza, ma a Milano ho chiesto la scarcerazione di compagni innocenti arrestati, a Venezia ho chiesto che non fosse concesso al movimento per la vita di entrare nei consultaori, a Roma ho chiesto di non abolire l’art. 18, a Firenze, a Pavia ho affermato la mia voglia di un mondo migliore, e mi sono stufato di sentire ogni volta qualcuno che si occupa di un singolo aspetto della lotta politica, che mi viene a dire che si fa poco quando lui per primo non fa nulla per altri aspetti della lotta per un mondo migliore.
    La Lucha sigue!!!!
    Francesco
    PS nons to rispondendo a nessuno dei commenti ma è una specie di sfogo

  21. Anellidifumo Says:

    Standing ovation. Per il post, naturalmente.

  22. Streaming TV Says:

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