Apologia della ritirata (Nichi Vendola)

febbraio 27, 2007

Ma sentitelo, leggetelo (qui per intero) il presidente della Regione Puglia, il militante gay più antico d’Italia (dicono i suoi amici, ma non è vero), dire papale papale a Aldo Cazzullo del Corriere della Sera che i “DiCo” possono aspettare. Il primato della politica, e della politica politicante. Chi, cosa fa l’agenda politica: l’opportunità e il compromesso o una chiara contrapposizione che permette un dialogo di massa? Lui, il Presidente cattocomunista risponde con chiarezza, che all’attacco della chiesa non si puo’ rispondere da iperlaicisti. Insomma meglio la ritirata in attesa di tempi migliori.

“Sulle questioni eticamente sensibili meglio scegliere il canale parlamentare, piuttosto che quello del governo. Così si è iperpoliticizzata la questione dei Dico, e la si è ricondotta allo scontro tra maggioranza e opposizione, rendendo più difficile entrare nel merito». Né la sinistra deve aver paura della Chiesa: «Se ci sono tentazioni neoclericali, bisogna evitare di replicare con tentazioni iperlaiciste, come se si fosse tutti chiamati a raccolta attorno al simulacro della breccia di Porta Pia». Vendola non vede una frattura con i movimenti pacifisti e no global.

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6 Risposte to “Apologia della ritirata (Nichi Vendola)”

  1. leny Says:

    appunto, come si diceva ieri, parlando di politica e cultura radicale:
    un catto-comunista (aggiungo il trattino perchè a lui è dovuto). Uno che parla di Porta Pia come un simulacro, e di tentazioni iperlaiciste…
    A quando una sortita su Giordano Bruno?
    E di Mastro Titta che ci dice Vendola?
    A me questa gente non mi rappresenta sicuramente. E spesso i giornali credono che a parlare a nome dei gay, siano le allegre e gaudenti brigate di Vendola, Grillini e quant’altro…

  2. ciccio Says:

    l’hai vista questa? troppo “di sinistra”?
    “Sono immani puttanate cattocomuniste del genere, quelle che mi faranno sempre sentire orgoglioso della mia laicità. Della mia lontananza da qualunque religione, che sia cattolica o comunista. Della mia libertà di pensiero. Delle mie idee socialiste e azioniste.”
    (www.anellidifumo.ilcannocchiale.it/)

    Cio’ detto, se non fosse un ignobile cedimento, l’idea che dei pacs poteva discutere ( fino dall’inizio) il parlamento, invece di fare una proposta del governo, mi sembra perfino sensata.
    Peccato che ne lui nè gli altri PRIMA ci avevano pensato (per la stessa ragione per cui ORA lasciano perdere, secondo me: liberalismo=zero).

  3. antigone Says:

    anche Capezzone aveva detto (lui per tempo …) di lavorare sulle coppie di fatto solo in Parlamento evitando la mediazione, necessariamente “ribassista”, in seno al governo.
    sulla laicità, il punto è veramente grave: guardate il Manifesto del Partito Democratico! mettere il Concordato nel manifesto è mettere un trattato internazionale qualsiasi, storicamente e politicamente figlio di un’epoca determinata, nelle ispirazioni ideali fondamentali di un partito nuovo : inaccettabile in via di principio.
    anche dal punto di vista filosofico, ispirarsi al rapporto tra cristianesimo e illuminismo è come ispirarsi al rapporto tra la Roma e la Lazio.

  4. trimanda Says:

    Infatti non eslcuderei che il discorso fosse, nella piu pura tradizione comunista, un segnale mandato all’Udc e al mondo cattolico in genere.
    Del tipo: tranquilli, dopo il colpo di testa sulla politica estera, gli estremisti attendibili siamo noi. Rafforziamo Prodi, facciamo fuori, anche con la legge elettorale con sbarramento, diliberto, verdi e radicali (intesi come Pannella), e realizziamo l’asse cattolico/dc con rifondazione. E vi offriamo qui, attraverso il nostro dirigente storico gay, la testa dei DiCo. Per controprova vedere l’intervista di Cesa di stamattina.
    Troppo politicista?
    Io la vedo semplice come acqua fresca

  5. pierone Says:

    cos’è sta roba? un compromesso storico reloaded? ‘normalizziamo’ gli estremismi di sinistra cacciandoli fuori dal parlamento? non ha funzionato 30 anni fa, dovrebbe funzionare ora? mi piacerebbe stare in un paese in cui la ‘minaccia terroristica’ venga da qualche fanatico religioso, non da fanatici scassinatori di bancomat…


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