Il tono di chi detta condizioni

febbraio 22, 2007

Da Avvenire di oggi, editoriale sui Dico, nel giorno della crisi di governo:

Certo, i nostri vescovi a più e più voci – con ricca e consonante varietà di toni – stanno intanto parlando con grande continuità e appassionata chiarezza, e lo faranno ancora. Consapevoli – il Papa lo ha ricordato proprio ieri – del compito «non facile, ma indispensabile» di portare testimonianza «in ogni ambito della società». E per nulla intimiditi dalle pretese di chi vorrebbe negare a loro, e solo a loro, il diritto di parola. Se qualcuno di quegli indignati di professione, invece di gridare all’ingerenza, avesse la curiosità intellettuale di ascoltarli, scoprirebbe magari che, da «esperti d’umanità», non ragionano di famiglia e di solidarietà in astratto, ma a partire dalla condizione vera e dalle vere attese del popolo in mezzo al quale vivono.
Già, perché il punto è qui. E non ci stancheremo di ripeterlo. Si è voluta aprire una questione che riguarda la nostra società e il suo futuro, e i cattolici hanno qualcosa da dire in proposito. E intendono dirlo, rivolgendosi alla ragione dei legislatori tanto quanto all a loro coscienza. Chi mostra di scandalizzarsi per questo, o recita o non sa molto dell’Italia.

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