Due donne a cena

gennaio 28, 2007

Non è che non ci siamo mai visti, in trent’anni che me ne sono andato dalla Città. Però la trama dei rapporti si spezza, i ricordi non si condividono più e uno finisce a chiedere: “Ma chi è il padre di tua figlia?” Rischio altissimo di revival, in tinta “stoviglie color nostalgia”. E invece, dopo 50 sigarette fumate da loro due (che puzza), e avendo rivisitato il passato con il giudizio del presente, raccontato la fine di quelli che se ne sono già andati, criticato tutti senza diffamare nessuno… uno ritrova la trama della sua vita. Come se qualcuno avesse messo una lampada nel pozzo, e all’improvviso appaiono i buchi, l’acqua e i ratti. Eravamo amici, ci siamo divisi il tempo, le cose e la politica. Con una di loro anche, per un po’ e con gioia, il sesso. Ma stasera era sano guardare il passato dal davanzale del presente. Butto via la cenere delle loro sigarette, mi ripeto here is where I belong. Mi sento meno “sradicato” oggi.

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3 Risposte to “Due donne a cena”

  1. moda Says:

    letto on the road, risposte serali da casa
    pero’ la cenere l’avevamo eliminata (la puzza non si puo’) :-)))

  2. una delle donne a cena Says:

    Hai ragione, è stato facile e quasi naturale riprendere i fili della vita di ciascuno, anche tra le dense volute di fumo delle nostre sigarette. In verità, ciò che mi ritorna è che alcuni (tu tra gli altri e non molti, ma in numero sufficiente da evitarmi il totale isolamento) in questa trentina d’anni abbiamo lasciato vecchi porti e siamo salpati ognuno da solo per i mari più diversi, ma evidentemente qualcosa sotto lo scafo (l’essere liberi nella testa, curiosi, scarsamente calcolatori, appassionati?) ci ha fatto fare le stesse rotte. E’ questo che ci fa ritrovare così facilmente a nostro agio se ci si rivede? Magari negli anni settanta manco lo sapevamo e ci fabbricavamo prigioni con le nostre mani! Cosa ci ha salvato l’altra sera dalla temibile “serata nostalgia”? Ammettiamolo: siamo cambiati sì, ma in meglio! Ci manca (a me manca) una sola cosa: “Nun tengo cchiù a forza!”
    Altro che vecchifroci, ritrovati in brillante forma: le vecchiezoccole come me sono parecchio stanche …


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