Ma uno sciopero del fondo tinta, no?

gennaio 11, 2007

Uno all’estero ascolta distrattamente una rassegna stampa, in voce. E c’è qualche teodem o qualche margherito che ripete a un giornalista: “No, i pacs a Caserta non si discutono, non debbono proprio esserci”. E il Riformista dice che l’accordo è raggiunto nella maggioranza a proposito di quella legge: “Solo riconoscimento privato, niente aspetto pubblico delle unioni gay”.

Si definiscono anche riformisti, questi qui. Che schifo.

Ma Luxuria? Grillini?  Uno sciopero del fondo tinta, no?

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3 Risposte to “Ma uno sciopero del fondo tinta, no?”

  1. Max Says:

    Luxuria finchè era a Mucca faceva l’attivista per i nostri diritti…ora lavorando tre giorni la settimana in parlamento e guadagnando non poco sembra essersi dimenticato ciò che realmente vogliamo…i pacs…il potere logora!!!

  2. Eo Says:

    Wow che perspicacia! Ci hanno usati come serbatoio di voti.. Anche io dico che schifo!


  3. Anche nello schemone delle discussioni di Caserta, in mezzo a ovvietà ripetute e gonfiate di aria fritta le “unioni civili” sono una frasetta – quella “bella ambigua” che piaceva tanto a Mastella, quella che riconosce diritti ai singoli, ché le coppie no, non esistono.

    Io non penso che li voterò più. A dirla tutta, io non penso che tornerò più in Italia. Se avrò figli, soprattutto se figlie, voglio che crescano in un Paese civile.


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