Il peso di una mamma

gennaio 4, 2007

Il mio vecchio clan, quello di cui facevo parte nella mia città, era tutto riunito, l’1 sera. Io li amo ancora, tutti, anche se sono passati 30 anni da quando me ne sono andato da lì e ormai con loro ho in comune solo una memoria sbiadita e il dialetto che parliamo. L’altra sera ho chiamato, con la scusa degli auguri, e ho fatto un giro un po’ con tutti. Poi ho chiesto di G. Dice uno dei vecchi: “lo sai lui è un prigioniero, ormai non si muove più”.

E io che pensavo che non ci fosse perché da un po’ ha preso a rompere i rapporti un po’ tutti, con me di certo, dopo 30 anni, dopo il nostro amore clandestino anni ’70, noi due, i soli “diversi ” del clan che si diceva “tollerante” (ma gli voglio bene, a quelli del clan, quello succedeva 30 anni fa). E invece è prigioniero della madre, che ha quasi 90 anni, e non si decide a morire, con lui che ne ha 54.

Le madri degli omosessuali dovrebbero morire, a un certo punto, per la salvezza dei loro figli. 90 anni van bene, no? Altra possibilità alla liberazione dei figli non c’è.

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