Archive for gennaio, 2007

Chilometri di ipocrisia

gennaio 30, 2007

Basta una notiziolina sul protagonista di Harry Potter, Daniel Radcliffe, scelto per recitare nudo in una pièce teatrale, e il pubblico etero si scatena in una discussione pruriginosa sui centimetri della bacchetta magica. Ma non saranno un po’ ipocriti e repressi? Il forum di Repubblica

“Non girarti dall’altra parte”

gennaio 30, 2007

Non sono loro (i Ruini –  Nota di Trim.) , sai, che mi fanno incazzare. Sei tu. Tu che sei laico e di mondo, tu che ti riempi la bocca di quel che è di Cesare e di libero Stato, tu che dovresti essere dalla mia parte, e che invece tartufeggi e sottilizzi, infastidito dal nostro casino quasi più per una questione estetica che di merito. E non capisci, o fai finta di non capire, che per noi è vitale mirare alla luna, al massimo. Che stiamo menando fendenti anche per te, per la tua libertà di domani e di dopodomani. Forse, se alzassi la voce anche tu, ci faresti sentire meno soli e disperati.

Scritto da Mark, su Tom  a proposito di pacs, Chiesa e laici

No Pacsaran! 2

gennaio 29, 2007

Sono ore di passione. Ci si mette pure il presidente della Repubblica. Che si avvita in una dichiarazione in cui il cesello degli argomenti e contro argomenti alla fine diventa un modo di scrivere la legge. E di scriverla come piace alla Bindi e ai cattolici dei DS. Il grande mediatore ha deciso di mediare ai nostri danni.

No Pacsaràn!

gennaio 28, 2007

Prodi scende in campo (?) ma Mastella dice che piuttosto che votare la legge sulle unioni di fatto (Pacs non sono proprio), lui fa cadere il governo. Scommettiamo che vince lui?

Due donne a cena

gennaio 28, 2007

Non è che non ci siamo mai visti, in trent’anni che me ne sono andato dalla Città. Però la trama dei rapporti si spezza, i ricordi non si condividono più e uno finisce a chiedere: “Ma chi è il padre di tua figlia?” Rischio altissimo di revival, in tinta “stoviglie color nostalgia”. E invece, dopo 50 sigarette fumate da loro due (che puzza), e avendo rivisitato il passato con il giudizio del presente, raccontato la fine di quelli che se ne sono già andati, criticato tutti senza diffamare nessuno… uno ritrova la trama della sua vita. Come se qualcuno avesse messo una lampada nel pozzo, e all’improvviso appaiono i buchi, l’acqua e i ratti. Eravamo amici, ci siamo divisi il tempo, le cose e la politica. Con una di loro anche, per un po’ e con gioia, il sesso. Ma stasera era sano guardare il passato dal davanzale del presente. Butto via la cenere delle loro sigarette, mi ripeto here is where I belong. Mi sento meno “sradicato” oggi.

Love limbo

gennaio 26, 2007

Sì, me ne sono convinto. Gli amori finiti non svaporano. Vanno in un limbo (niente di religioso, un limbo della mente). Lì vivono impietriti nel loro passato, spettri di relazioni, ma danno anche la possibilità di continuare ad amare, mentre si fa altro.
A volte riappaiono, per dare sollievo, spavento, dolore. Per rinfrescare tutte se stesse. Ma non vivono per una persona sola, risiedono in entrambi i componenti di quella storia. Così si spiega pure quella faccenda per cui, appena si presenta una persona che potrebbe cancellare il fantasma, con una storia altrettanto forte, quello regolarmente riappare

Forse sono scemo…

gennaio 26, 2007

Mi inquieta che darmi del frocio sia reato.

Perché, esiste?

gennaio 26, 2007

Il Mario Mieli di Roma organizza un evento, che temo sia un dibattito (oh gosh), su … ” La memoria storica gay.
In occasione della giornata della memoria, che si celebra il 27 gennaio in ricordo delle vittime delle persecuzioni nazi-fasciste. commenteremo quanto il nostro vivere quotidiano sia influenzato dalla memoria storica in quanto omosessuali. E quanto influisca questa consapevolezza nella comunità gay”

Dev’essere un coraggioso quello che lo ha pensato, questo evento. Lo dico senza ironia. Mi viene da andarci anche solo per solidarietà con uno che organizza un evento così poco camp, così vecchia sinistra.  Li sento già i commenti della ck folks. E poi in un orario che uno appena si riprende dalla disco.

Non detto, nemmeno fra noi

gennaio 24, 2007

Dal messaggio di posta di Sciachel, mio amico di Torino.

“Qualche giorno fa ho chiamato Giulio, quel mio vecchio amico di
gioventù che ora sta a Bergamo, e siamo rimasti dalle 21 alle 24 al telefono
raccontandoci di tutto e riuscendo a non dirci mai esplicitamente che
siamo gay. Il bello è che a un certo punto gli ho chiesto dove stesse a
New York durante le vacanze di capodanno e lui mi dice ospite di una
collega di una banca d’affari, a Christopher Street. E io “ah si,
scendevi alla fermata del metrò, quella con l’edicola dei giornali a
fianco”. E lui “bravo, c’è anche quel piccolo parco con le statue…”. E
io “certo, e lì vicino il luogo dello Stonewall, la rivolta, i primi
movimenti per i diritti gay”. E lui “si… per quanto alcuni amici mi
dicano che i locali gay al Village ormai non siano …[interruzione], mi
dicono che la vita gay si è trasferita in gran parte a Chelsea.”. Quindi
ha immediatamente dirottato il discorso su un tour de force che si è
fatto in tutta una serie di musei, e il “Flauto Magico” al Metropolitan.
Flauto magico…”


Dietro Ruini, c’è il tuo fantasma

gennaio 22, 2007

Volevo dire due parole sull’ennesima, belluina sortita di Ruini. Che ormai non si prende nemmeno più il disturbo di argomentare perché – per dire – il riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso sesso ostacolarebbe il matrimonio eterosessuale. Cosa mai nuocerebbe ai matrimoni fra due persone di sesso diverso il fatto che chi è riconosciutamente gay sta insieme ad un altro/a che lo è altrettanto? Ha paura di perdere i froci che si sposano? O che molti giovani non si facciano più preti solo per contenere la propria omosessualità? Non argomentano, forse perché argomenti non hanno.

Del resto è stato belluino anche con Welby, e col cardinale Martini, che è evidentemente il suo interlocutore, visto che Welby è morto. Gli va bene a Martini: in altri tempi e con quest’aria gli starebbero già preparando le fascine.

Ma non mi va di continuare. Perché è da oggi che mi ricordo di te. E dei nostri undici anni insieme. Di quel senso di arto fantasma che è per me la nostra relazione finita. Faccio male a parlare in misure temporali. Perché le ferite delle relazioni stanno dentro una sfera fuori dal tempo. E se il tempo guarisce, il motivo per cui non guariscono quelle ferite è che quelle stanno in un tempo non-temporale. Dove nulla è dimenticato. Nulla riscattato. Il dolore ha le chiavi della sfera.

Che ne sa Ruini della mortalità dell’amore, lui che non ne conosce né l’inizio né la fine, lui che deve fingerlo eterno? Non ne sa niente la sua gente, quelli, che parlando di amore eterno, praticano la più feroce delle promiscuità e casualità. Ogni volta che ne capita uno, di gay religioso di professione, ti accorgi che parla di sesso come anatomia, meccanica, leve e pistoni e cavità. Non una cosa che si fa, e che dentro ti fa l’eco, e ti fa dormire vicino a uno dove capita (ti ricordi i nostri 28 metri quadrati per 5 anni? e di come mi faceva male la schiena quando riemergevo dal tuo fouton?). Cosa ne sa Ruini del dormire su un fouton a 50 anni perché si ama quello che sta sul fouton? Cosa ne sa Ruini dell’amore che finisce, come finisce ogni amore umano? Di te che scivoli come una saponetta tra le mie mani mentre stai male, e chiami tua madre, di te che capisci il mio tradimento disperato, di te che te ne vai, perché non ne potevi più di me?

Che ne capisce Ruini dell’odiarsi perché ci si è amati troppo e il piano a due è fallito? Che ne sanno loro del fallimento, e del desiderio di morire, la sera, quando metti a tavola per uno, e vorresti ancora poter fare tutte le battute sceme del mondo sulla minestra riscaldata e sul polpo che ti guarda male, perché eri vegetariano? Che ne sa Ruini, lui che all’amore nega il riconoscimento, cioè la possibilità di essere conosciuto, e che “si nega”, a lui stesso, la possibilità di conoscere l’amore nell’unica forma in cui lo conosci, cioè dalla sua fine? Che ne sa Ruini della soya che mangiavamo perché era sana e non ti ho mai detto che era transgenica? Ruini è carnivoro, lui la vita la mangia.