Buon anno al mio passato

dicembre 31, 2006

Pochi giorni odio come questo. Ha la duplice pretesa di fare da bilancio e da budget. Da passato e futuro, foglio excel delle aspettative e della disperazione. Sarà per questo che l’anno scorso ti dissi: va bene, mi hai convinto, mettiamoci insieme, ed era il 29 sera. Non volevo passare il capodanno da solo, e brindare con me stesso alle 10 di sera come l’anno prima. Era una forzatura. Ma io resto sempre fedele alle mie bugie, anche se mi fanno male. Ci hai messo sei mesi per piantarmi, in compenso l’hai fatto con una telefonata. Sei sempre stato un ragazzo rapido.

Buon anno a tutto il mio passato.

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7 Risposte to “Buon anno al mio passato”

  1. kammykaze Says:

    BUON 2007 CONFIDANDO IN UN FUTURO MIGLIORE!

  2. Max Says:

    si…spero che con quest’anno sarai un po’ + ottimista

  3. cristina Says:

    Si è quelli che si è. Non questione di ottismismo o pessimismo. No max… trimanda non è deve essere un po’ più ottimista. Non può essere che così. Vero. Lucido.
    Buon 2007 a tutti, qui. E altrove. Al mio passato, a quelli con i quali vorrei solo chiudere subito e ho pure paura di farlo. A chi mi manca e adesso sta pensando ad altro ma quando è il momento sa essere un vero signore. A lui, sì sì…a lui più che a tutti gli altri.

  4. tita Says:

    Credo che il passato non abbia bisogno di auguri, e il futuro se ne sbatte altrettanto…

    Io invece ti auguro serenità e nuovo ottimismo.
    tità

  5. cristina Says:

    “C’è bisogno di aguzzare la vista per capire quali sono gli amici, bisognerebbe restare svegli per scoprire tutti i nemici. Ci vorrebbe un paio di scarpe nuove per partire e poi scappare… c’è bisogno di stare attenti nell’osservare la nostra storia, guardarsi indietro e poi capire che c’è bisogno di più memoria, si c’è bisogno…”
    Modena City Ramblers

  6. trimanda Says:

    Cerchiamo di capirci su una cosa. L’entità chiamata Trimanda 🙂 non tiene questo blog per sollecitare compassione. Narra, attingendo alla vita propria e altrui, in una chiave che renda i particolari di “una” vita utili per chi legge. Sotto questo aspetto la vita personale di chi scrive non esiste, come non esiste quella delle persone cui si fa riferimento.

    L’autore di Trimanda non è ottimista, non è pessimista, benché sia portata/o ad antipatizzare per gli ottimisti, uno dei quali è stato anche presidente del consiglio di questo paese. Ma ovviamente niente di personale per chi qui si dichiara ottimista.

    Trimanda non si augura nulla per se stesso/a, Trimanda è una finzione e il suo autore entra solo a sprazzi e fatica dentro il suo io narrante. Ritiene che la vita sia soltanto “l’attesa del proprio assassino”, come diceva Isaac Bashevis Singer, premio nobel per la letteratura 1978 a chi gli chiedeva l’idea della vita che lui si era fatto:

    “Io posso solo nascondermi col mio pezzo di pane in una siepe, e vivere là, finché le bestie feroci o gli assassini mi scovino”.

  7. cristina Says:

    ehi….. io volevo appunto dire che non sei né ottimista né pessimista.
    certi ottimisti poi sono davvero odiosi. ne conosco alcuni e sanno come farmi arrabbiare.
    volevo esattamente dire che bisogna aguzzare la vista, mettere a fuoco la propria storia personale per fare luce su qualcos’altro…in attesa che si compia da sola
    non esiste il destino però per me


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