Senta, senatrice (domande) …

dicembre 29, 2006

Cara senatrice Serafini,

ma lei, la società di cui parla, come se la rappresenta?

Io conosco cattolici, a decine, che vorrebbero i diritti per me-gay. Cattolici che permettono uno spinello ai figli senza urlare allo scandalo, cattolici che usano il preservativo e la pillola senza chiedere al parroco, e che preferirebbero non avere un figlio finocchio ma se succede magari gli danno una mano a mettere su casa, e a Natale invitano lui e il suo compagno per il cenone e gli permettono anche di dormire insieme, restando cattolici. Potrei darle degli indirizzi, se vuole.

Io conosco laici, me compreso, che combatterebbero volentieri per garantire a chi prega, a tutti quelli che pregano, di farlo in libertà. Meno volentieri vedono confondere il termine “cattolico” con l’espressione “soldi alla chiesa”, ma questa è un’altra storia, non facciamo casino.

Io conosco una società dove anche chi è di destra non è necessariamente sordo e ottuso a un discorso sui diritti. Li ha visti i sondaggi su Welby e sulle Unioni Gay? Mica tutti sono nostalgici di Maria Goretti, come i suoi riferimenti cattocomunisti (tipo quelli che si sposavano con brani dal vangelo e da Thomas Mann, ricorda?).

Voi, senatrice, voi “neoperiani” di ogni orientamento, la società, la gente, come ve la rappresentate? Io, gli ultimi cattolici che ho visto, erano in Piazza San Giovanni Bosco, a Roma, ai funerali di Welby. Protestavano contro la chiesa recitando il rosario in piazza: non mi sembravano gran che strumenti e strumentalizzati. Mi sembrava gente che pregava in dissenso nel parlamento del cuore e in piena consapevolezza.

Senatrice, ma non è che lei come tanti, è ostaggio di una rappresentazione della società prevalsa negli anni passati, in cui esistono ancora i blocchi ideologici? Non erano gli anni ’40 quelli? Non era la società come la vorrebbe Giuliano Ferrara, ché neanche lui ci crede e gli viene da ridere e si vede?

O pensa anche lei che tutti quelli che sono andati al mare l’anno scorso, per il referendum sulla procreazione assistita, erano tutti d’accordo con Ruini?

E nel caso lo fossero, lei pensa di portarseli dalla sua parte andando dalla parte di Ruini? Funziona così la politica? O non è confronto anche di valori e proprio per questo non è scontro (non è che fa paura proprio questo, che i mondi si parlino…)? Sa io sono vecchio, ricordo certe riunioni tre mesi prima del referendum sul divorzio del ’74 in cui si diceva: “Compagni, questo scontro disastroso voluto dai radicali lacererà il paese…”. Lacerò l’ipocrisia.

Ci pensi, ci pensi solo un po’, senatrice.

Con l’augurio che le prossime elezioni diano la possibilità a tutti di votare le persone, oltre che lo schieramento. Le persone contano, sa?

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