Cecchi Paone, e dal fondo tinta della mente spuntò un pezzo di vita

novembre 30, 2006

Una sera annoiata: davanti alla tv mi rendo conto di non aver mai visto il talk show di Cecchi Paone su GayTv. Lo guardo e ho sentimenti a corrente alternata. Un po’ mi fa schifo, un po’ mi dico che così si fa la televisione e non c’è da stupirsi per l’allusione pecoreccia o la piccola banalità chippa chuppa di qualche round del discorso.Meglio la professionalità un po’ da neofita gayo di ACP che la morte del precedente corso intellettual-profondo che a me tuttavia molto piaceva. Le contraddizioni mi crivellano il ragionamento.

Poi all’improvviso lo stilista Gianni Molaro, fino a qual momento perso pure lui nel chichip chiciop risponde a una domanda sulla sua fanciullezza nel collegio dei preti. “Giorni fa sentivo l’altoparlante nella piazza di Pompei, dove vivo, e il vescovo urlava dov’era lo stato quando c’era chi violava i bambini. Io ripensavo al mio compagno di camerata. Ogni sera il prete veniva a prenderlo, se lo portava via e lo violentava. E quel ragazzino tornava rosso in volto, disfatto dalla vergogna”.

Cito a memoria. Sono saltato sulla sedia. Hai capito ACP, che  tra fondo tinta e stronzate, poi arrivano i pezzi di vita incandescente.

Peccato che stasera è l’ultima puntata. ACP ha da fare.

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2 Risposte to “Cecchi Paone, e dal fondo tinta della mente spuntò un pezzo di vita”

  1. Max Says:

    Ma perchè ste trasmissioni me le perdo sempre???


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