Coming Out: ti volevano Emily Rose, ora sei libero

novembre 16, 2006

Passerò a salutarti a dicembre. Forse. La città in cui vivi non è proprio “di strada”. Ma lo farò, perché la tua storia – non il sesso che non abbiamo avuto, quel poco che fu non merita racconti – mi ti fa voler bene. Una storia che avrebbe meritato articoli di giornali ma né io né te avevamo forse i canali giusti per farla arrivare alle orecchie giuste.

Dunque tutto comincia il giorno che a 20 anni, il giorno del tuo compleanno, decidesti di dire alla tua famiglia che sei omosessuale. Piangevi quel giorno, per l’emozione, ma anche un po’ di paura. Vivi in terre di camorra, tuo padre è un uomo “well engrained” in quell’economia e quella cultura.

Ti portarono dalla psicologa. Che disse che sei una persona sana, solo che sei frocio, ma questa non è una malattia. Insoddisfatto, tuo padre scelse uno psichiatra. Il quale, grosso modo, disse che sei a posto e che lui certo non ti avrebbe curato coi farmaci perché ti piacciono gli uomini un po’ grassi e un po’ anziani (tu sekka giovanissima). Diciamo che la fortuna ti ha assistito, con lo psichiatra poteva andarti peggio.

E allora andarono dal prete. Che consigliò due cose: il suo corso per il recupero degli omosessuali, “perché noi sappiamo come riportarli sui binari giusti”. E un esorcismo: non quello di Emily Rose, qualcosa di più soffice. Ma quello era.

Giustamente scappasti nella Città Grande, ma non eri pronto. La storia d’amore che doveva reggere questa delocalizzazione della tua vita era fragile e affidata a gente che la sera di sabato se non va in un locale si sente dimezzata. Appassisti e dopo un incidente d’auto sei tornato a casa. Loro ti volevano, la famiglia meridionale espelle solo quando proprio non se ne può più. Ma la situazione era insostenibile. Passavi le tue giornate attaccato ai canali IRC delle chat.

Un’altra storia filo-ursina ti ha portato a X. Lì lavori, guadagni poco, ma sei libero. Ora anche solo. Ma sentirti parlare mi ha dato il senso preciso di cosa significa essere una persona libera uscita dall’incubo. Adesso i tuoi genitori verranno a trovarti. Non hanno capito che tu sei ormai fuori portata.

Sei la gioia del mio cuore.

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3 Risposte to “Coming Out: ti volevano Emily Rose, ora sei libero”


  1. […] Scacciando subito il pensieraccio che possa trattarsi di un falso (ma la storia è un po’ troppo perfettina), il primo sentimento che la lettura mi ha dato è che non provo nessuna ostilità per uno che dice: “ero omosessuale” e che l’ha salvato una dieta di tre rosari al giorno, in uno spot pubblicitario dei trattamenti di “ritorno” dall’omosessualità di cui abbiamo parlato qui già un’altra volta. […]


  2. […] A meno di non essere fortunati come quello. Ma parli di cose […]


  3. […] Posts L’inchiesta di Davide Varì su LiberazioneRiparazioni Lettereale *Coming Out: ti volevano Emily Rose, ora sei liberoLa penetrazione gay (hockey su ghiaccio, ammiccamenti)Intervista di un giovane omosessuale […]


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