I nostri noi (Macubu et moi)

Dicembre 1, 2007

Conosco Macubu, autore di questo blog di stile. Leggere del suo coming in, anche se in ritardo, mi ha molto emozionato (ha incontrato una donna, ci si è messo insieme, si sente odore di progetti di vite future). Quando qualcuno percorre gli stessi passi che hai fatto tu, vorresti raccontargli molte cose che risulterebbero fuori luogo e un po’ predicatorie. Anche perché nessuno fa mai tutto uguale ad un altro. Anche se sono certo che farà dei figli, il Maki, e poi si renderà conto che l’identità sessuale è un enigma che oscilla tra noi e mille altri noi. Nessuno dei quali può essere abbandonato (E’ il concetto di identità, con la sua pretesa di essere immobile come una radice di platano, ad esser fuori luogo qui)

Però una cosa la dico: Maki, sappi che da oggi sei in una categoria scomoda, tra quelli che non possono essere classificati: sei gay, stai con una donna, forse avrai dei figli. La gente vuole riferimenti certi, scaffali sui quali disporre le cose del mondo. Ti spareranno da entrambe le sponde, ci sarà qualche scemo che ti darà del vizioso. Capita, poi a te che sei uno snob fra i più “Hoch Nase” (è Yiddish, bestia, non tedesco) che conosca, farà pure piacere.

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2 Risposte a “I nostri noi (Macubu et moi)”

  1. ubu Dice:

    Caro Trimanda, I beg to differ. ;-) Grazie per il commento, in effetti mi pareva un po’ strano che non lo avessi notato…
    Però allo stesso tempo io credo che in questo il mio percorso e il tuo siano un pochino differenti. Non ne so abbastanza del tuo per giudicare, ma ’sento’ che nel come siamo arrivati a questo passo ci sono alcune differenze fra me e te.
    Ma temo che discuterne sui blog sia un po’ frivolo e inutile. Potresti sempre invitarmi a cena, però. No?
    (Genovese, se non altro, lo sarò sempre nell’animo!)

  2. trimanda Dice:

    Non intendevo mica ridurti a un mio clone… è ovvio che tu sei migliore.
    A cena ti invito solo se paghi la tua parte. Non mi aspetto che dopo le donne cominci piacerti anche la generosità. Non si riesce a cambiare TANTO


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