Non picchiano senza una ragione. Hanno bisogno di motivare. “Gay” hanno scritto sulla schiena, col pennarello. A prima vista, una misura di odio, l’insulto che si accompagna al colpo. E invece è una motivazione, e una richiesta di alleanza: non abbiamo pestato uno qualunque, abbiamo dato quello che si meritava a un frocio. Gli sembra un motivo sufficiente. Troveranno orecchie che intendono (intanto un’anima resta tatuata per sempre dalla violenza, ma che fa?)
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