Ci si “sposa” a Prato, fingendo l’applicazione della legge, mentre Matteo Pegoraro e il suo compagno continuano la loro battaglia a Firenze, per ottenere il matrimonio.
Queste notizie mi provocano un’ansia da spreco: grandi energie che si perdono in una guerriglia destinata al fallimento? Ma conservo ammirazione per il coraggio e la determinazione di queste persone. I loro attentati alla legge sono gesti importanti, a prescindere dall’esito.
Forse siamo solo disperati, ma ci fa più politici esser passati dal maquillage al maquis.